La stagione sciistica in Calabria si presenta con un quadro critico, caratterizzato dalla chiusura degli impianti a causa di condizioni meteorologiche avverse e, soprattutto, da un'incredibile paralisi burocratica. Le nevicate, che in teoria dovrebbero favorire il turismo invernale, si trasformano in un paradosso, lasciando piste e comprensori inaccessibili.
Situazione Impianti e Cause di Chiusura
Domenica 25 gennaio 2026, il comprensorio sciistico di Monte Curcio ha visto i suoi impianti rimanere inattivi. A Camigliatello, l'Arsac ha dovuto disporre la sospensione dell'utilizzo della pista rossa e della pista blu. Una situazione analoga si è verificata a Lorica, dove la cabinovia è stata fermata dalle Ferrovie della Calabria Srl. La causa principale di questa interruzione è stata attribuita alle intense raffiche di vento registrate nella zona alta del comprensorio. L'azienda ha sottolineato che la sospensione è motivata esclusivamente da ragioni di sicurezza e che il personale continuerà a monitorare le condizioni meteorologiche.

Il Paradosso del Centro Fondo Carlomagno
Il Centro per sci da fondo di "Carlomagno", situato a circa 1500 metri sull'altopiano della Sila, nel comune di San Giovanni in Fiore, è un complesso sciistico di notevole importanza. Considerato il più grande della Calabria e uno dei maggiori del centro-sud Italia, nonché il centro fondo più a sud di tutta Europa, si trova in una condizione paradossale: chiuso "per neve". L'assurdità della situazione risiede nel fatto che nessuno si è occupato di liberare la strada di accesso.
La Guerra di Competenze sulle Strade di Accesso
La questione dell'accesso al Centro Fondo Carlomagno è avvolta in un'eterna guerra burocratica e in una generale "cecità politico-amministrativa". Sorgono interrogativi fondamentali: "Chi deve mandare i mezzi per liberare la strada? Quali comuni ne sono responsabili (San Giovanni in Fiore? Casali del Manco?)? E la provincia, che in passato si è sempre occupata della manutenzione, cosa fa ora?". Queste domande, poste dall'ex deputato Franco Laratta e condivise da molti amanti della neve, evidenziano una grave mancanza di coordinamento tra gli enti preposti.
Il risultato di questa diatriba è che, proprio nei giorni di maggiore affluenza turistica, come il giorno della Befana, il Centro è rimasto chiuso a causa delle nevicate, nonostante l'arrivo di migliaia di turisti desiderosi di godere della Sila. La situazione è aggravata dai lavori in corso sulla strada 107 silana-crotonese, dove i semafori attivi dall'Anas provocano file chilometriche, aumentando la frustrazione dei visitatori.
SiViaggiare in Sila a Lorica e Camigliatello Silano
Impianti di Lorica e il Problema della Gestione
Oltre al caso del Centro Fondo Carlomagno, anche gli impianti di Lorica sono fermi. La domanda su chi debba gestirli, come e quando, rimane senza risposta chiara, contribuendo al senso di incertezza e disorganizzazione. La chiusura degli impianti sciistici "causa neve" viene paragonata ironicamente a quella di uno stabilimento balneare "perché c'è il mare vicino", a sottolineare l'assurdità di una situazione che contraddice la logica.
La Ricerca di Soluzioni: Il "Tavolo Permanente"
Di fronte a questa complessa situazione, è stato istituito un "tavolo permanente" per discutere delle problematiche della Sila. L'iniziativa coinvolge una dozzina di enti e mira a trovare, al più presto, una soluzione concreta per permettere agli sciatori calabresi di praticare il loro sport. Tuttavia, la lentezza dei processi decisionali e la persistente incertezza sulla riapertura degli impianti gettano un'ombra sulla stagione sciistica.

