L'itinerario per raggiungere il Rifugio Sette Selle, situato nel cuore del gruppo del Lagorai, parte dal parcheggio a pagamento di Frotten (1540 m), raggiungibile seguendo la SS47 della Valsugana fino a Pergine e poi risalendo la Val dei Mocheni. Dal parcheggio si imbocca il sentiero n°325 con indicazione per il Lago Erdemolo.

L'itinerario di salita
Seguendo il sentiero n°325, si sfiorano alcuni masi e si sale dolcemente fino a un bivio (1662 m, 40') nei pressi del Museo della Miniera, visibile sulla destra oltre l'impluvio della valle. Qui si svolta a sinistra per imboccare il sentiero n°343b. Questo sentiero, con il profilo del Rujoc di fronte, aggira la base del Monte Hoamonder e conduce a un pianoro con una casera (1767 m, 1h) in una posizione molto panoramica sulla Valle dei Mocheni.
Proseguendo, il sentiero n°343 porta alla Località Baiti del Laner e successivamente alla Croce del Laner (1860 m), per poi condurre al Rifugio Sette Selle (2014 m) in circa 2 ore e 20 minuti dalla partenza.

Il Rifugio Sette Selle: un gioiello nel Lagorai
Il Rifugio Sette Selle è un luogo dove vivere la montagna nella sua essenza più pura. Costruito interamente con pietre locali, è gestito dai più giovani rifugisti d’Italia, Ruggero Samaden (nato nel 2001) e Gabriele Andreatta (nel 2002). Il rifugio è un punto di ristoro per escursionisti, climber e famiglie, aperto tutto l’anno nei weekend e festivi, e tutti i giorni da giugno a settembre e da Natale alla Befana. La cucina del rifugio celebra la tradizione trentina, con ingredienti a chilometro zero provenienti da fornitori locali, come la “birra del bosco” di San Michele, “Alpberries” di Vigolo Vattaro, Mas la grisota di Sant’Orsola e Macelleria Zanotelli di Cembra. Tra i dolci fatti in casa spiccano la torta di grano saraceno con marmellata ai mirtilli rossi, lo strudel, la torta della nonna Elvia al cioccolato e lo yogurt con sciroppi biologici.
Ruggero e Gabriele condividono una visione chiara: preservare l'equilibrio tra uomo e natura. Per loro, il Lagorai deve rimanere un luogo autentico e poco antropizzato, dove ogni gesto rispecchia il rispetto per l'ambiente. Poiché non vi sono strade o teleferiche, i prodotti vengono caricati con l'elicottero (una volta all'anno) e, quotidianamente (anche più volte al giorno in stagione), a spalla, utilizzando la Kraizera, uno zaino con una struttura metallica per trasportare grandi volumi.

Ritorno e varianti
Il ritorno avviene inizialmente per lo stesso sentiero dell'andata. Al primo bivio, si svolta a sinistra seguendo il segnavia 324 e poi il 343B in direzione Miniera. Giunti nel fondovalle, si prende il sentiero 325, sempre in direzione Miniera. Dopo pochi minuti si raggiunge la Miniera dell’Erdemolo a quota 1700 m.
Da qui, si rientra al parcheggio Frotten sul sentiero 325, per poi proseguire verso Palù del Fersina tramite il sentiero 325 o la strada asfaltata. Il tempo di ritorno stimato è di circa 1 ora e 42 minuti.
Un'altra opzione di itinerario, descritta nel dettaglio, prevede un percorso più lungo di circa 5 ore (comprese le soste), con un dislivello di 480 m e una lunghezza di 7 km. Questo itinerario tocca i Masi di Làner più alti (1836 m, 4h 10'), attraversa il bosco e raggiunge una radura con un altro maso caratteristico (1757 m, 4h 40'). Da qui, si rientra al punto di partenza (1540 m, 5h 30').

Informazioni utili e sicurezza
Principali motivi di interesse:
- I panorami che si estendono fino alle Dolomiti di Brenta
- Il Rifugio Sette Selle
- I Masi di Làner
- La bellissima radura dell’Intertol
Dettagli dell'escursione (variante più lunga):
- Difficoltà: E (Escursionistico)
- Dislivello: 480 m
- Lunghezza: 7 km
- Tempo: 5 h (comprese le soste)
- Carta: Kompass n°626, scala 1:25000
Suggerimenti dell'autore:
Solo in estate è consigliata la visita alle Miniere dell’Erdemolo.
Consigli per la sicurezza:
La percorribilità dell’itinerario proposto, come tutta la morfologia montana, è soggetta a cambiamenti ambientali dovuti a eventi naturali e alle condizioni meteo. Pertanto, prima di partire, è fondamentale consultare gli uffici turistici competenti e/o i rifugi di riferimento. Le tracce GPX fornite sono solo indicative, in quanto il percorso è stato effettuato al meglio con le condizioni dei sentieri e meteo di quella specifica giornata. È sempre necessario valutare in loco la situazione. Ricordatevi inoltre di valutare il percorso in base alle vostre capacità fisiche, all'allenamento e all'attrezzatura di cui disponete.
La valle dei Mocheni: isola culturale e linguistica, nel cuore del Trentino
La cultura Mochena
Un aspetto interessante di questa zona è la cultura Mochena. I Mocheni sono gli eredi di popolazioni germaniche che si stabilirono in questa valle nel Medioevo, probabilmente chiamati dai signori locali per rendere produttive aree "depresse". Inizialmente dediti ad attività estrattive, passarono poi all'agricoltura e al commercio. La particolare conformazione della valle, chiusa e "ermetica", ha permesso a questa piccola comunità di mantenersi viva e vitale fino ai giorni nostri. In lingua Mochena, la valle è denominata Bersntol. Purtroppo, il numero di parlanti è diminuito significativamente nel corso degli anni, passando da circa 2200 nel 2001 a poco meno di 1400 nel 2021.

