La Valle dell'Orco, una suggestiva valle piemontese situata in provincia di Torino e parte del Parco Nazionale del Gran Paradiso, non è solo rinomata per le sue spettacolari pareti di granito adatte all'arrampicata, ma offre anche eccezionali opportunità per itinerari di scialpinismo variegati e di grande bellezza. Le caratteristiche geografiche uniche della Valle dell'Orco, unite alla possibilità di iniziare le escursioni da quote relativamente elevate, rendono possibile praticare lo scialpinismo sia durante l'inverno più profondo sia in tarda primavera, immersi in un paesaggio di rara suggestione.

Programma di Scialpinismo in Valle dell'Orco
Un tipico programma di scialpinismo in Valle dell'Orco prevede la partenza di buon mattino il sabato per raggiungere in auto la valle, nei pressi di Ceresole Reale, dove si svolgerà la prima escursione. La domenica sarà dedicata a un'ulteriore gita di scialpinismo, con rientro a casa nel pomeriggio. La scelta degli itinerari dipenderà dalle condizioni nivo-meteorologiche del momento, al fine di garantire sicurezza e godere della migliore qualità della neve.
Itinerari Suggeriti in Valle dell'Orco
- Colle della Crocetta (2641m): Dislivello 1060 metri, difficoltà media.
- Bocchetta Fioria (2406m): Dislivello 900 metri, difficoltà media.
- Cima delle Fasce (2854m): Dislivello 1187 metri, difficoltà elevata.
- Rocca Bianca (2703m): Difficoltà elevata.
- Costa di Mentà (2822m): Dislivello 1143 metri, difficoltà elevata.
Importanza della Sicurezza nello Sci Alpinismo
Lo sci alpinismo è un'attività affascinante ma intrinsecamente rischiosa. È fondamentale disporre dell'equipaggiamento appropriato, possedere una profonda conoscenza del territorio e dell'itinerario prescelto, e avere informazioni aggiornate sulle condizioni meteorologiche e della neve. È essenziale valutare attentamente la difficoltà del percorso e l'equipaggiamento necessario. Per chi necessita di consulenza, le Guide Alpine sono la risorsa ideale per apprendere le tecniche di base e affrontare la montagna in sicurezza.

Altre Destinazioni e Itinerari di Scialpinismo
Val Viola e Punta d'Avedo
Un itinerario molto gratificante conduce alla Punta d'Avedo con una sciata sul ghiacciaio di Dosdè, caratterizzata da pendenze costanti. L'escursione offre un panorama magnifico sull'intera Val Viola e sulla Val Grosina. Partendo da Arnoga, si segue la strada che entra in Val Viola, passando per le baite di Dosso, Permogli e Alpe Campo. Poco prima del parcheggio estivo di Altumeira, si scende alla Baita Caricc. Attraversando un ponticello, si sale alla piana di Dosdè. Proseguendo in prossimità del rifugio Federico in Dosdè, si rimane alla sinistra del torrente Viola. Prima di un'evidente falesia, si imbocca un valloncello che conduce a un pianoro. Si continua nel centro dell'impluvio fino a raggiungere la vedretta di Dosdè. Si sale sul lato destro, portandosi gradualmente al centro del ghiacciaio in una zona pianeggiante. Si prosegue puntando alla destra della cuspide rocciosa finale della cima. Con pendenze via via più ripide, superando uno sperone roccioso, si arriva al pendio finale che conduce al lato destro della cima, risalendo la zona meno ripida.
Itinerario a Rasin (Isolaccia)
Sul versante esposto a Nord dell'Alta Valle, con partenza dal Centro Polifunzionale Rasin, si risale nel bosco di Fogarola, seguendo la pista da sci di fondo e poi la strada di Fochin, fino a raggiungere le piste del comprensorio sciistico. L'ultimo tratto si inoltra nel bosco in direzione del Monte Massuco, sopra il Ristoro Conca Bianca, dove si incrociano le piste e si può scendere verso Isolaccia, ritornando a Rasin tramite la cabinovia.
Val Cancano e la Cresta Nord-Est
Questo itinerario, particolarmente remunerativo dal punto di vista ambientale e panoramico, si sviluppa lungo la val Cancano su pendii ripidi fino alla cresta nord-est, al confine con la Svizzera. Dal Ristoro Solena, vicino alla Chiesetta di Cancano, si segue la stradina a sinistra che costeggia il lago artificiale di Cancano per circa un chilometro. Si giunge dove, sulla destra, sale un'evidente valletta incisa e ripida. Arrivati in una conca, si prosegue lungo il pendio a sinistra e poi verso nord per circa 200 metri, quindi si risale un ripido e ampio canale che porta su un colle in cresta. Da qui, verso sinistra, seguendo la dorsale nord-est, si raggiunge facilmente l'anticima. Scendendo verso ovest per qualche decina di metri, si arriva alla base del tratto finale della salita.

Itinerario Remoto nella Val Viola
Un bell'itinerario scialpinistico completo che raggiunge uno degli angoli più remoti della Val Viola. Da Arnoga, si segue la strada che entra in Val Viola, passando le baite di Dosso, Permoglia e Alpe Campo. Poco prima del parcheggio estivo di Altumeira, si scende alla Baita Caricc. Attraversando un ponticello, si sale alla piana di Dosdè. Proseguendo in prossimità del rifugio Federico in Dosdè, si rimane alla sinistra del torrente Viola. Prima di un'evidente falesia, si segue un valloncello che porta a un pianoro. Si continua tenendo il centro dell'impluvio fino alla vedretta di Dosdè. Si sale sul lato destro, portandosi gradualmente al centro del ghiacciaio. Si prosegue puntando alla destra della cuspide rocciosa finale della cima, con pendenze via via più ripide, superando uno sperone roccioso, fino al pendio finale che porta al lato destro della cima.
Itinerario da Foscagno
Partendo poco prima del Passo del Foscagno, in località Angelina, di fronte all'Albergo Interalpen, si segue un'ampia piana verso destra per raggiungere un evidente canale. Dal secondo tornante sotto la dogana di Foscagno, verso Livigno, si entra in un piccolo vallone portandosi gradualmente verso destra. Superati alcuni dossi, si raggiunge un ripido pendio che si supera da sinistra ascendente verso destra. Arrivati su una dorsale, la si segue, proseguendo lungo canali, falsipiani e ripidi pendii fino all'ampio anfiteatro finale. Lo si supera da sinistra verso destra, arrivando su una zona pianeggiante.
Monte Rinalpi e Vallone di Rinalpi
La scialpinistica al Monte Rinalpi, o più precisamente al Vallone di Rinalpi, è un'escursione che richiede impegno ma regala una sciata eccezionale in un luogo unico, solitario e appagante. Entrando nell'ampio vallone dopo la malga Boron, si è accolti da una morfologia del terreno innevato molto armoniosa. Il Vallone di Rinalpi, grazie alla sua esposizione favorevole, subisce poco l'effetto del vento, garantendo quasi sempre una discesa su neve farinosa e indimenticabile. Dal parcheggio di Isolaccia, si sale seguendo la stradina che porta alla chiesetta di Prescedont (1750 m). Seguendo le indicazioni per la malga Boron, ci si addentra nel bosco di larici e abeti, scorgendo l'imponente versante nord della Cima Piazzi. Superate le baite di Boron, si prosegue a mezzacosta fino a un vasto pianoro. Si piega a sinistra, immettendosi in un vallone tra un bordo morenico e le pendici occidentali del Corno di San Colombano. Superato un tratto ripido, si raggiunge in modo logico ed evidente il Colle di Rinalpi.

Itinerario Panoramico sulla Valtellina
Un itinerario semplice e molto panoramico sull'intera Valtellina. Da Sant'Antonio di Scianno, si segue la bella stradina che sale con lieve pendenza nel bosco, arrivando alle prime baite dell'Alpe Gattonino. Da qui, rimanendo al margine destro della zona prativa, si sale in direzione nord verso le case di Plator.
Val Viola e Cima Piazzi (da Arnoga)
Un percorso con notevole sviluppo e pendenze moderate, poco frequentato in inverno. Da Arnoga, in prossimità del parcheggio basso, si entra in Val Viola seguendo la vecchia mulattiera pianeggiante fino alle Baite di Campo. Superato il ponte, dopo un breve saliscendi, si riprende a salire fino alle baite di Verva. Circa cinquecento metri prima del passo di Verva, si devia gradualmente verso sinistra, raggiungendo le pendici occidentali della Cima Piazzi. Mantenendo una debita distanza, in direzione sud-est, ci si porta in prossimità del lago di Verva, passandolo preferibilmente sulla sinistra.
Alta Valtellina: Itinerario Completo
Una delle più belle scialpinistiche invernali dell'Alta Valtellina, un itinerario vario e completo sotto ogni aspetto: paesaggistico, ambientale e panoramico. Da Arnoga, si segue la strada carrozzabile che a mezzacosta percorre la Val Viola. Passate le baite di Permoglia, si arriva dove la strada inizia a salire. Quasi al termine della salita, si prende la deviazione a destra per le baite di Sattarona. Con alcuni lunghi tornanti, gradualmente verso sinistra, si raggiungono le baite al limite boschivo. Dalle ultime baite, si inizia a salire in direzione nord, seguendo una serie di brevi pendii alternati a vallecole, portandosi al centro dell'ampio vallone. Si continua in direzione di uno sperone roccioso, passandolo sulla destra, per arrivare su un ripiano. Superato un tratto ripido su pendio aperto, e poi un altro, si giunge all'inizio di una stretta valletta. Si sale in direzione di uno sperone roccioso e lo si va a passare sulla destra arrivando su un ripiano. Da qui si supera di nuovo un tratto ripido su pendio aperto e poi in successione un altro arrivando all'inizio di una stretta valletta. La salita prosegue in direzione di uno sperone roccioso, che si aggira sulla destra, per raggiungere un ripiano. Si supera un altro tratto ripido su pendio aperto e poi ancora un altro, arrivando all'inizio di una stretta valletta.
Arrampicata e Novità Invernali
La palestra di arrampicata è pronta ad accogliere nuove sfide tra tecnica, divertimento e adrenalina. Una grande novità per l'inverno 2025-2026 riguarderà la possibilità di raggiungere comodamente l'Alta Valle senza l'uso dell'auto (Primavera 2026). Restate in contatto per ulteriori aggiornamenti.
Rocce Bianche e Punta Violetta
Le Rocce Bianche sono una formazione rocciosa caratteristica situata sopra il lago dell'Agnel, tra il lago stesso e la parete est della Punta Basei. Sono angoli nascosti tra le pieghe delle montagne, luoghi non distanti dalle rotte comuni ma che sembrano essere rimasti dimenticati. Dato lo sviluppo, la bellezza dei luoghi e l'esposizione a sud-est dei pendii di discesa, può essere consigliabile dividere il tour in due giorni pernottando nel locale invernale del Rifugio Città di Chivasso al Colle del Nivolet. Dal paese di Ceresole Reale si prosegue fino al termine della strada. Seguendo la strada, si percorre la diga del lago Agnel, sopra il quale si osservano bene le Rocce Bianche. Da qui si abbandona la strada salendo il dolce vallone verso nord-est in direzione della piramide della Punta Violetta. Non si punta direttamente alla vetta, ma terminato di costeggiare le Rocce del Nivolet, si sale sull'ampio crinale della Costa di Mentà, che si segue con gli sci ai piedi verso est fin dove possibile. Dalla Costa di Mentà si effettua un lungo traverso in leggera discesa sul versante occidentale delle Rocce del Nivolet, giungendo al rifugio. Dal rifugio si scende in direzione sud-ovest, intersecando la strada estiva, e lungo dolci pendii si scende nel Vallone del Rio Rosset. Percorrendo il piano, si puntano le evidenti Rocce Bianche verso sud e, appena possibile, si inizia a salire lungo i bei pendii sulla destra, giungendo al colle a monte delle Rocce Bianche in traverso. Tornando al colletto e rimettendo gli sci, si guadagna la spalla superiore verso la Basei. Una volta al centro del vallone, quando questo piega verso est, è consigliabile tenersi sulla mezzacosta di sinistra per imboccare un bel canale visibile solo all'ultimo momento, che conduce sui pendii tra il lago Agnel e il lago Serrù. Prima di partire, ricordate: la montagna sa regalare emozioni uniche, ma va affrontata con consapevolezza.
Col Fetita
Da Morge (1694 m), ci si innalza lungo i prati soprastanti e a tratti lungo le tracce della poderale fino a raggiungere la dorsale che porta alle baite Les Ors (2100 m). Si attraversa sulla sinistra e con un lungo mezzacosta ci si immette nell'ampio vallone che conduce al Col Fetita (2557 m). Si svolta a sinistra e si segue la dorsale che conduce all'anticima. Si continua sulla cresta, tenendosi il più possibile sul versante est, e con un lungo traverso si raggiunge la cima.
Prima della tua gita di scialpinismo, controlla sempre le previsioni meteo e il bollettino neve e valanghe e assicurati di avere con te l’attrezzatura di sicurezza: ARTVA, pala e sonda.
Combe Varin
Appena prima del villaggio di Pont Serrand, si segue la traccia della strada a destra che conduce agli alpeggi di Orgères. Si svolta a destra e si risale un tratto più ripido entrando nel vallone di Orgères. Raggiunto il vallone, ci si porta sulla sinistra e si risalgono i pendii, a tratti sostenuti, che conducono alla Combe Varin. La discesa avviene sull'itinerario di salita.
Prima della tua gita di scialpinismo, controlla sempre le previsioni meteo e il bollettino neve e valanghe e assicurati di avere con te l’attrezzatura di sicurezza: ARTVA, pala e sonda.
Lago di Arpy e Lago di Pietra Rossa
Da Arpy si segue la pista di fondo, continuando nella stessa direzione e tenendosi sulla destra. Si segue per un tratto la traccia di una strada e poi quella del sentiero che conduce, con un ultimo ripido traverso, al lago di Arpy. Si costeggia il lago per poi raggiungere un secondo pianoro. Qui ci sono due alternative: salire a destra per poi attraversare un tratto ripido verso sinistra, oppure risalire direttamente un canale a sinistra della cascata. Si risalgono i pendii superiori fino a raggiungere il lago di Pietra Rossa. Dal lago, si continua verso destra aggirando un costone di roccia, quindi si risale il pendio sulla destra che porta al colle dove è posto il ricovero Chabloz. Si percorre l'ultimo tratto a piedi in direzione sud. La discesa avviene sull'itinerario di salita.
Prima della tua gita di scialpinismo, controlla sempre le previsioni meteo e il bollettino neve e valanghe e assicurati di avere con te l’attrezzatura di sicurezza: ARTVA, pala e sonda.
Col Salvè e Col di Chaleby
Da Lignan (1633 m), si sale lungo le piste fino al loro termine. Si imboccano le tracce del sentiero estivo che si inoltra nel bosco e si risale fino alle baite Fontaney (2079 m), quindi sempre verso sinistra si raggiungono le baite di Fontaney superiori (2302 m). Si attraversa a mezza costa fino ai pianori soprastanti. Si attraversano questi pianori fino a portarsi sulla destra della vallata e raggiungere, con percorso non obbligato, l'evidente Col Salvè (2568 m). Puntando in direzione ovest e seguendo i bei pendii sul lato nord, si raggiunge il Col di Chaleby (2683 m).
Prima della tua gita di scialpinismo, controlla sempre le previsioni meteo e il bollettino neve e valanghe e assicurati di avere con te l’attrezzatura di sicurezza: ARTVA, pala e sonda.

Vallone di Entrelor
Dal parcheggio, si attraversa l'abitato e la Dora di Rhêmes, innalzandosi nei prati sulla destra orografica in direzione di due case isolate. Si continua a salire verso destra seguendo la traccia del sentiero estivo. Lasciando sulla sinistra l'evidente Castel Cucco (2007 m), con un ultimo ripido traverso verso destra, si raggiunge l'imbocco del Vallone di Entrelor. Lo si risale al centro per poi portarsi sulla destra e, con un tratto più ripido, entrare in un avvallamento a sinistra. Si risale la valletta per poi attraversare a sinistra e raggiungere il ghiacciaio. Un pendio sulla destra porta direttamente al colletto appena a sinistra della cima. In caso di neve instabile, è consigliabile risalire a sinistra, portandosi verso lo spartiacque con la Valsavarenche, e raggiungere l'anticima. La discesa avviene lungo la via di salita. L'itinerario richiede esperienza di alta montagna; è consigliabile farsi accompagnare da una guida alpina.
Prima della tua gita di scialpinismo, controlla sempre le previsioni meteo e il bollettino neve e valanghe e assicurati di avere con te l’attrezzatura di sicurezza: ARTVA, pala e sonda.
Rifugio Benevolo e Colle Basagne
Primo giorno: Dalla frazione Bruil (1723 m), si segue il tracciato della strada estiva superando gli abitati di Pelaud e Thumel (1868 m). Si abbandona quindi la strada e si risale il bosco sulla sinistra lungo le tracce del sentiero estivo fino a quota 2000 m. Dopo il primo canalone, ci si tiene nel fondovalle e si attraversa la Dora sul ponte. Si continua a salire sulla sinistra della vallata e con qualche saliscendi, aggirando alcune balze rocciose, si raggiunge il rifugio Benevolo, dove è possibile pernottare.
Secondo giorno: Si costeggia la Dora sulla sinistra, superando un lungo pianoro rimanendo il più basso possibile. Al termine, si inizia ad innalzarsi leggermente sulla sinistra in direzione del ghiacciaio di Fond, lasciando a sinistra un evidente blocco squadrato. Si costeggiano alla base le rocce che separano i ghiacciai di Lavassey e di Fond, per poi continuare in direzione del colle Basagne. Fare attenzione ai numerosi e pericolosi crepacci. Raggiunto il colle, si piega a sinistra e si risale un ampio pendio lasciando le rocce sulla sinistra. Ci si dirige verso il ripido pendio che conduce alla vetta, aggirabile sulla sinistra. Sulla cima si trova un grosso ometto visibile da lontano. La discesa avviene lungo l'itinerario di salita.
L’itinerario richiede esperienza di alta montagna, è consigliabile farsi accompagnare da una guida alpina. Prima della tua gita di scialpinismo, controlla sempre le previsioni meteo e il bollettino neve e valanghe e assicurati di avere con te l’attrezzatura di sicurezza: ARTVA, pala e sonda.
Montagna Flassin Superiore e Sella tra Testa Cordella e Mont Flassin
Dal grande parcheggio dove è situato il Foyer de fond, si sale in direzione sud lungo dolci pendii, si attraversa il torrente e si prosegue fino al bosco. Ci si inoltra nel bosco seguendo la traccia della strada poderale fino a raggiungere gli alpeggi di Montagna Flassin superiore. Si sale a sinistra lungo pendii più ripidi in direzione della sella tra Testa Cordella e il Mont Flassin. Si segue il largo crestone, e successivamente con un tratto ripido si giunge sulla cima. La discesa avviene lungo l'itinerario di salita.
Prima della tua gita di scialpinismo, controlla sempre le previsioni meteo e il bollettino neve e valanghe e assicurati di avere con te l’attrezzatura di sicurezza: ARTVA, pala e sonda.
Cima (senza nome specifico)
Lasciata l'auto al termine della strada, si sale sui pianori soprastanti l'abitato, quindi si continua sui dolci pendii in direzione della cima. Tenendosi sulla sinistra, si raggiunge l'evidente dorsale, la si segue per poi attraversare un tratto più ripido a destra e raggiungere l'evidente sella alla sinistra della cima. Si segue la cresta e si raggiunge, sci ai piedi, la cima. La discesa avviene sull'itinerario di salita.
Prima della tua gita di scialpinismo, controlla sempre le previsioni meteo e il bollettino neve e valanghe e assicurati di avere con te l’attrezzatura di sicurezza: ARTVA, pala e sonda.
Colle (senza nome specifico) a Crevacol
Parcheggiare l'auto nel piazzale degli impianti di risalita di Crevacol, seguire la strada che passa sotto il viadotto quindi passare a sinistra del torrente. Seguire ancora per un tratto la strada poderale per poi risalire a sinistra fino a una baita, riprendere la strada interpoderale. Seguirla, tagliando in alcuni tratti per bei pendii fino a raggiungere l'alpeggio Bois Bas. Dopo un tratto, attraversare a sinistra tra i larici per risalire l'ampio vallone in direzione del colle con percorso non obbligato. La discesa avviene sull'itinerario di salita.
Prima della tua gita di scialpinismo, controlla sempre le previsioni meteo e il bollettino neve e valanghe e assicurati di avere con te l’attrezzatura di sicurezza: ARTVA, pala e sonda.
Colle (senza nome specifico) a Cerisey
Dalla località Cerisey, si costeggia per un tratto il torrente per poi salire a sud-ovest in direzione degli alpeggi Citrin Inferiore. Attraversare il vallone (a volte invaso da una valanga) per poi innalzarsi nel ripido bosco cercando di seguire la traccia del sentiero estivo. Giunti all'alpeggio Citrin di Mezzo, seguire senza percorso obbligato il vallone in direzione del colle. Appena prima del colle, svoltare a destra ed imboccare una bella valletta che conduce ad una sella della cresta nord-est. Salire fin dove è possibile con gli sci e poi continuare a piedi. La discesa avviene lungo l'itinerario di salita. Con condizioni sicure del pendio, è possibile scendere direttamente dal ripido versante sud.
Prima della tua gita di scialpinismo, controlla sempre le previsioni meteo e il bollettino neve e valanghe e assicurati di avere con te l’attrezzatura di sicurezza: ARTVA, pala e sonda.
