La storia di Benedetta Lincetto, una bambina di 11 anni cieca dalla nascita, dimostra come la determinazione e l'innovazione possano superare ogni ostacolo, trasformando un sogno in una splendida realtà. Affetta da distrofia retinica, una rara malattia che le permette di percepire solo la luce e il buio, Benedetta ha realizzato il suo desiderio di pattinare sul ghiaccio e partecipare a un saggio di pattinaggio artistico, commuovendo il pubblico presente.

L'Ispirazione dalla Magia di Harry Potter
L'idea di adattare il pattinaggio per una bambina non vedente è nata dall'istruttrice Silvia Cagnazzo, della società "Pattinaggio artistico Altichiero". Ispirata dalla celebre saga di Harry Potter, Silvia ha pensato di far tenere alle allieve delle "bacchette magiche" durante la coreografia. Questo stratagemma ha permesso a Benedetta di avere un riferimento fisico e una percezione dello spazio mentre danzava sui pattini, rendendo possibile la sua partecipazione all'esibizione sulle note della colonna sonora di Harry Potter.
Il Ruolo Fondamentale della Famiglia e degli Educatori
La mamma di Benedetta, Alice Barutta, è una figura chiave nel percorso della figlia. Con amore e dedizione, Alice e suo marito Nicola si sono sempre impegnati per esaudire i desideri di Benedetta, dimostrando un supporto incrollabile. Quando Benedetta ha espresso il desiderio di provare il pattinaggio, ispirata dalla telenovela "Soy Luna", i genitori si sono mobilitati per trovare una società sportiva disposta ad accoglierla. Dopo mesi di ricerca infruttuosa, l'incontro con Silvia Cagnazzo si è rivelato fondamentale.
Silvia Cagnazzo ha dimostrato una straordinaria capacità di adattamento e creatività. Per aiutare Benedetta a comprendere lo spazio, ha iniziato facendole toccare le pareti della pista di allenamento. Successivamente, l'ha guidata sui pattini, tenendola inizialmente per il braccio e poi per mano. Per insegnarle i movimenti e le coreografie, ha sviluppato un metodo tattile: Benedetta toccava le mani di Silvia mentre quest'ultima eseguiva i passi, memorizzando così gli spostamenti. Durante i salti, l'insegnante la teneva per la maglietta. L'efficacia di questo approccio è stata sorprendente, con Benedetta che apprendeva con notevole facilità.

La Prima Gara e la Commovente Esibizione
Dopo soli due mesi di allenamento, Benedetta ha partecipato alla sua prima gara, con l'insegnante al suo fianco. L'emozione è stata immensa, un sentimento che si è ripetuto durante la prova finale del saggio. La performance di Benedetta, insieme alle sue compagne che l'hanno presa per mano e l'hanno accompagnata con il mantello da strega, ha suscitato un'ondata di applausi e commozione tra gli spettatori.
Alice Barutta sottolinea come la storia di Benedetta sia un monito a non sottovalutare le potenzialità delle persone con disabilità. "Mia figlia non è 'un povero cieco', ma una bimba come le altre," afferma, evidenziando come Benedetta frequenti una scuola pubblica, apprenda con l'ausilio di strumenti come la barra Braille e il sintetizzatore vocale, e viva la sua vita con gioia e serenità, giocando e frequentando le amiche.
Uno Sguardo al Futuro e Percorsi Inclusivi
Nonostante le sfide, Alice e Nicola non si perdono d'animo e continuano a informarsi sui progressi della medicina e della tecnologia, anche se Alice non è certa che un eventuale recupero della vista in età adulta sarebbe necessariamente positivo per Benedetta. La famiglia è alla ricerca di una diagnosi precisa per la malattia di Benedetta, diagnosi che finora non è stata definitivamente accertata. La nascita di Benedetta, dopo il primo figlio Alberto, è stata segnata da un'operazione al cuore e dalla scoperta della sua cecità. Tuttavia, Benedetta ha dimostrato di avere le stesse potenzialità dei suoi coetanei, vivendo pienamente la sua vita e insegnando a chi la circonda che la cecità non è un limite insormontabile.
La vicenda di Benedetta trova eco in altre storie di successo e percorsi inclusivi. Una clip virale ha commosso il web mostrando la performance della giovane pattinatrice cieca russa Evelina Pokrasnetyeva, di soli 9 anni, che ha gareggiato con successo nel talent show "Ice Age: Kids", dimostrando l'alto livello del pattinaggio artistico in Russia. Queste esibizioni sottolineano come la bravura tecnica e l'armonia con il partner siano fondamentali, indipendentemente dalle caratteristiche fisiche.
Parigi. Esibizioni di una pattinatrice
La danza e il pattinaggio su ghiaccio, come altre discipline sportive e artistiche, offrono opportunità preziose per superare disabilità e diversità. Permettono di prendere coscienza del proprio corpo e dello spazio circostante, migliorando sia il benessere fisico che psicologico. L'inclusione si estende anche ad altre forme di danza, come dimostrano i corsi di "Tango ciego" nati nel 2009. Queste esperienze, che si svolgono anche in "milonghe al buio", promuovono l'integrazione, la socializzazione e la fiducia in se stessi, attraverso una comunicazione corporea intensa e un apprendimento guidato dalla voce del maestro e dal contatto.
