Obbligo Artva, pala e sonda: nuove regole per la sicurezza in montagna

Una legge regionale in Lombardia, e più in generale un decreto legislativo entrato in vigore il 1° gennaio 2022, ha introdotto l'obbligo di dotarsi di specifici dispositivi di sicurezza per chiunque si avventuri su superfici innevate al di fuori delle aree sciabili attrezzate. Questa normativa, che interessa appassionati di fuoripista, scialpinismo ed escursionismo d'alta quota, mira a incrementare la sicurezza e facilitare le operazioni di soccorso in caso di valanghe, ma ha sollevato dibattiti e perplessità tra gli addetti ai lavori e gli amanti della montagna.

La Nuova Normativa: Cosa Prevede l'Obbligo

Il decreto legislativo 40 del 28 febbraio 2021, attuativo della legge delega n. 86 del 2019, ha revisionato le norme di sicurezza per le discipline sportive invernali. In particolare, l'articolo 24 impone che per praticare attività escursionistiche in ambienti innevati, anche con le racchette da neve (ciaspole), sia obbligatorio munirsi di "sistemi elettronici di segnalazione e ricerca (Artva), pala e sonda da neve omologati".

Questa disposizione si applica a tutti coloro che frequentano "superfici innevate diverse dalle aree sciabili attrezzate". La violazione di tale norma può comportare sanzioni amministrative che vanno da 25 a 250 euro.

La legge regionale 26 del 1° ottobre 2014, in Lombardia, aveva già introdotto disposizioni simili, definendo le aree sciabili e le regole di comportamento per gli utenti. Il comma 3 dell'articolo 14 di tale legge imponeva esplicitamente che "gli sciatori fuori pista, gli escursionisti d’alta quota e gli sci-alpinisti devono inoltre munirsi di appositi attrezzi e sistemi elettronici per consentire un più facile tracciamento e il conseguente intervento di soccorso".

Schema che illustra i componenti del kit di sicurezza per la montagna: Artva, pala e sonda.

Dubbi e Perplessità: Le Critiche alla Normativa

Nonostante l'obiettivo di aumentare la sicurezza sia condivisibile, la nuova normativa ha suscitato diverse critiche e sollevato numerosi interrogativi tra gli appassionati di montagna:

  • Competenza d'uso: Il possesso di un Artva non implica automaticamente la capacità di utilizzarlo correttamente in situazioni di emergenza. La formazione specifica è fondamentale per un impiego efficace.
  • Controllo e Applicazione: Rimane incerto chi e come debba vigilare sull'effettivo rispetto di questa norma da parte degli escursionisti, data la vastità e la varietà degli ambienti montani interessati.
  • Estensione della Norma: La definizione di "superfici innevate diverse dalle aree sciabili attrezzate" è ampia e può generare dubbi interpretativi. Ci si chiede se la norma si applichi anche a chi, in estate, si avvicina ai bordi di un ghiacciaio o a chi semplicemente scende con il bob in un prato innevato vicino casa.

Erminio Quartiani, delegato per le relazioni istituzionali del Cai, ha espresso preoccupazione per l'approccio repressivo della legge, sottolineando l'importanza della prevenzione attraverso la formazione e l'organizzazione di momenti informativi per i frequentatori della montagna. "Occorre prevenire, e quindi fare formazione, organizzare momenti di incontro per i frequentatori della montagna, spiegare cosa portare con sé e come muoversi", ha dichiarato Quartiani.

Analoghe perplessità sono state espresse da rappresentanti di enti come il Cai, il Cnsas e le Guide Alpine, i quali non sembrano essere stati promotori di tale normativa. La presidente della Sat, Anna Facchini, ha evidenziato come la norma, pur cercando di essere specifica, apra a interpretazioni soggettive, in attesa di chiarimenti.

L'Importanza dell'Artva, Pala e Sonda: Non Solo Obbligo, Ma Buon Senso

Nonostante le critiche e i dubbi interpretativi, l'obbligo di dotarsi di Artva, pala e sonda viene visto da molti come un passo necessario verso una maggiore sicurezza in montagna. Roberto Misseroni, direttore della Scuola Nazionale Tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico Italiano, sottolinea come troppo spesso si investa molto in attrezzatura tecnica di alta gamma, ma si esiti a spendere per dispositivi salvavita come l'Artva.

L'Artva (Apparecchio di Ricerca in Valanga) è un piccolo dispositivo elettronico che emette un segnale radio sulla frequenza standard di 457 kHz. In caso di valanga, chi è sepolto può essere localizzato in tempo reale da chi cerca, aumentando significativamente le probabilità di sopravvivenza, soprattutto se il ritrovamento avviene entro 15 minuti dall'evento.

Illustrazione di un Artva in funzione, con indicazioni di ricezione del segnale.

Come funziona l'Artva:

  • Trasmissione: In modalità normale, l'Artva trasmette un segnale radio.
  • Ricezione: In caso di ricerca, l'apparecchio passa in modalità ricezione per individuare il segnale emesso da chi è sepolto.
  • Compatibilità: Tutti gli apparecchi moderni sono compatibili, poiché trasmettono sulla stessa frequenza.
  • Indossarlo correttamente: È fondamentale portare l'Artva addosso, possibilmente al collo nell'apposita custodia chiusa, per garantirne il funzionamento anche in caso di impatto e trascinamento.

I dispositivi moderni effettuano un "auto check" all'accensione, permettendo di verificarne il corretto funzionamento. In gruppo, è consigliabile effettuare una verifica incrociata prima della partenza. L'uso è intuitivo, con display che indicano la distanza e la direzione della persona sepolta.

Il Kit di Sicurezza:

  • Artva: L'apparecchio di ricerca.
  • Pala: Per scavare e rimuovere la neve.
  • Sonda: Per sondare la neve e individuare con precisione la posizione del sepolto.

Il costo di un kit completo si aggira intorno ai 280-300 euro, una spesa considerata da molti un investimento necessario per la propria sicurezza e per quella del gruppo, paragonabile all'acquisto di attrezzature sportive di alto livello.

Testimonianze ed Esperienze Dirette

Le esperienze personali confermano l'importanza di questi strumenti. Roberto Ferrino, sciatore salvato grazie al suo Artva, sottolinea come questo dispositivo debba rientrare nel budget dedicato all'attrezzatura da montagna, al pari di sci e scarponi. Anche quando si va in solitaria, l'Artva può fare la differenza.

Simone Greci evidenzia la responsabilità verso il proprio gruppo e gli altri. Sottolinea inoltre che le valanghe non dipendono dalla quantità di neve, ma da altri fattori, e che la formazione all'uso dei dispositivi è cruciale, specialmente in situazioni di stress emotivo.

Le statistiche indicano che le probabilità di sopravvivenza diminuiscono drasticamente dopo i primi 15 minuti. Avere con sé il kit Artva, pala e sonda, e saperlo usare, è l'unico modo per intervenire tempestivamente.

ARTVA, PALA, SONDA: Cos'è il Kit di Soccorso in Valanga?

Modelli e Costi dei Dispositivi Artva

Il mercato offre una vasta gamma di dispositivi Artva, dai modelli base a quelli più avanzati. Tra i più conosciuti figurano:

  • Mammut Barryvox: Modelli top di gamma, funzionali, precisi e con funzioni avanzate (disponibili su Amazon).
  • Ortovox ZOOM+: Uno dei modelli base più noti (con recensione disponibile).
  • Ortovox e PIEPS: Offrono spesso kit completi a prezzi vantaggiosi (disponibili su Amazon).
  • Artva NEO BT Pro: Dispositivo a tre antenne con portata massima di 80 metri, connettività Bluetooth per aggiornamenti e configurazioni tramite smartphone, modalità Group Check e gestione avanzata di più sepolti.
  • Pack Safety Box EVO BT: Ideale per chi si avvicina alla montagna invernale, perfetto per ciaspolatori, sciatori fuori pista occasionali e appassionati di trekking su neve.
  • Artva EVO BT: Artva a tre antenne con interfaccia utente intuitiva e portata massima di 40 metri, con connettività Bluetooth per aggiornamenti software e personalizzazione delle impostazioni.

Il costo per un kit completo, comprensivo di Artva, pala e sonda, si aggira generalmente intorno ai 300 euro.

Manutenzione e Consigli per un Uso Sicuro

La manutenzione dell'Artva è semplice: è sufficiente ricordarsi di rimuovere le batterie quando il dispositivo non viene utilizzato, soprattutto durante la stagione estiva. Se ben conservato, un Artva può durare una decina d'anni.

Oltre al possesso dell'attrezzatura, è fondamentale:

  • Pianificare dettagliatamente le uscite: Consultare il bollettino valanghe e il bollettino meteo.
  • Non sottovalutare alcun rischio: Gli accumuli da vento, ad esempio, sono spesso trascurati ma possono generare pericoli.
  • Formarsi: Frequentare corsi e chiedere consiglio agli esperti.
  • Saper rinunciare: Quando le condizioni di sicurezza non sono garantite, è importante saper tornare indietro.
  • Responsabilità individuale: Avere coscienza dei propri limiti e dei rischi associati all'ambiente montano.

In conclusione, sebbene la normativa possa apparire restrittiva, l'obbligo di dotarsi di Artva, pala e sonda rappresenta un passo fondamentale per promuovere una cultura della sicurezza in montagna. Non si tratta solo di rispettare una legge, ma di adottare un comportamento responsabile e consapevole per sé stessi e per chi condivide la passione per gli ambienti innevati.

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