Una prestazione straordinaria ha segnato la carriera di Giovanni Franzoni, che ha conquistato la vittoria nella discesa libera di Kitzbühel, una delle gare più prestigiose e temute nel panorama sciistico mondiale. Questo trionfo rappresenta la sua seconda affermazione in Coppa del Mondo e lo iscrive nell'albo d'oro dei grandi eroi italiani che hanno trionfato sulla mitica pista Streif.
A soli 24 anni, Franzoni è entrato nella storia della Coppa del Mondo di sci alpino. Lo sciatore azzurro ha dominato la discesa libera di Kitzbühel, considerata una delle più difficili del Circo Bianco per la sua lunghezza, i salti impegnativi e i punti chiave. Originario di Manerba del Garda e portacolori delle Fiamme Gialle, Franzoni ha fermato il cronometro sul tempo di 1'52"31, facendo la differenza nella seconda parte della leggendaria Streif, nella rinomata località tirolese austriaca.
Giovanni Franzoni è il quarto italiano nella storia a vincere l'Hahnenkamm-Rennen, la gara di discesa libera giunta all'86ª edizione. Prima di lui, i vincitori italiani sono stati Kristian Ghedina (24 gennaio 1998), Dominik Paris (vincitore per tre volte: 26 gennaio 2013, 21 gennaio 2017 e 25 gennaio 2019) e Peter Fill (23 gennaio 2016).
La gara ha visto un podio di altissimo livello: al secondo posto si è piazzato il campione svizzero Marco Odermatt, a soli sette centesimi da Franzoni, che il giorno precedente aveva vinto il supergigante. Al terzo posto si è classificato il francese Maxence Muzaton, a 39 centesimi, che ha scalzato dal podio l'altro azzurro, Florian Schieder, quarto a 67 centesimi. Dominik Paris ha concluso settimo a 93 centesimi, mentre Mattia Casse è arrivato undicesimo a 1"40.
Il secondo trionfo in carriera per Franzoni, dopo quello nel supergigante di Wengen, porta l'Italia a quota 198 successi in Coppa del Mondo maschile. Nella speciale classifica degli azzurri plurivincitori, Alberto Tomba comanda con 50 vittorie, seguito da Gustav Thoeni e Dominik Paris con 24.
La gioia di Franzoni all'arrivo era palpabile. Intervistato da Ettore Giovannelli, lo sciatore ha voluto dedicare la vittoria all'amico Matteo Franzoso, scomparso la scorsa estate. "Oggi è stata una giornata speciale, alla partenza avevo in testa Matteo perché l'anno scorso eravamo in camera insieme ed era la mia prima volta qui. Ero super carico e motivato dopo il SuperG, volevo fare tutto quello che potevo."
La leggendaria Streif: storia e sfide
La Streif di Kitzbühel è più di una pista da sci; è un monumento degli sport invernali, la gara più ambita dell'anno, teatro di imprese leggendarie e di coraggio indomito. La sua fama è legata a doppio filo all'Hahnenkamm-Rennen, la competizione che dal 1931 si svolge sui suoi pendii temibili e spettacolari.
Le origini del mito
La storia dello sci a Kitzbühel affonda le radici nella fine del XIX secolo, grazie all'intraprendenza di Franz Reisch. Affascinato dal libro "Auf Schneeschuhen durch Grönland" dell'esploratore norvegese Fridtjof Nansen, Reisch decise di ordinare dalla Norvegia un paio di sci. Nonostante lo scetticismo dei compaesani, il 15 marzo 1893 si lanciò dal Kitzbühel Horn, compiendo uno dei primi passi verso la diffusione dello sci in Austria. L'idea rivoluzionaria di Reisch pose le basi per la crescita esponenziale di questo sport, culminata con la fondazione dello sci club Kitzbühel nel 1902 e l'organizzazione della celebre combinata Hahnenkammrennen.

"The evil Streif": una pista diabolica
La Streif è una pista che richiede rispetto, audacia e una dose di follia. Il suo nome deriva probabilmente dal cognome di un antico contadino, tale Straiff. La pista è nota per essere estremamente veloce, difficile e non perdona errori. Fin dagli anni '70 e '80, la neve veniva preparata per renderla una lastra di ghiaccio, aumentando la sua pericolosità e velocità. La partenza è fissata a 1665 metri d'altitudine e non offre un attimo di respiro fino al traguardo.
Tra i tratti più iconici e temuti della Streif troviamo:
- Mausefalle (la "trappola per topi"): un salto che può raggiungere gli 80 metri.
- Karussellkurve (la "curva della giostra"): un'inversione a U seguita da una curva a sinistra.
- Steilhang (il "pendio ripido"): una doppia curva con pendenza sfavorevole.
- Hausbergkante (la "sponda Hausberg"): un passaggio simbolico con un salto e una curva esigente verso sinistra.
- Schuss finale: tratto dove si possono sfiorare i 150 km/h.

Dal silenzio alla bolgia: l'atmosfera della Streif
L'attesa prima della discesa sulla Streif è carica di tensione. Il silenzio avvolge gli atleti al cancelletto di partenza, un mix di paura, eccitazione e concentrazione. Questo silenzio lascia il posto al fragore del tifo lungo il tracciato, con trombe, cori e musica che accompagnano gli sciatori verso il traguardo. L'evento attira ogni anno migliaia di spettatori, diventando una vera e propria festa dello sport.
Kitzbuhel downhill - The Streif - camera racer Joachim Puchner, Jan 22, 2025 #weareskiing
Icone italiane sulla Streif
L'Italia ha una storia ricca di successi e momenti memorabili sulla Streif, con atleti che hanno lasciato un segno indelebile.
Kristian Ghedina: la spaccata nella storia
Kristian Ghedina è una figura iconica dello sci italiano, celebre non solo per le sue vittorie ma anche per gesti spettacolari. La sua spaccata a Kitzbühel nel 2004, nata da una scommessa, è diventata un'immagine simbolo dello sci. Quel gesto, accompagnato da un sesto posto insperato, diede a Ghedina la carica emotiva per continuare la carriera e dimostrare la sua competitività. La sua vittoria più gratificante sulla Streif risale al 24 gennaio 1998, quando divenne il primo italiano a trionfare in discesa su quella pista.

L'Italia a Kitz: da Thöni a Paris
Gustav Thöni è stato un pioniere per lo sci italiano a Kitzbühel. Nel 1974 vinse la combinata dell'Hahnenkamm, iscrivendo per la prima volta un italiano nell'albo d'oro. L'anno successivo sfiorò la vittoria in discesa contro Franz Klammer, perdendo per un solo centesimo, ma conquistò comunque la combinata. Nel 1977 ottenne il suo terzo trionfo nella combinata, in quella che fu la sua ultima vittoria in Coppa del Mondo.
Dominik Paris è un altro nome di spicco, con tre vittorie in discesa libera (2013, 2017, 2019), risultato che lo pone tra i grandi della velocità. Anche Peter Fill vanta una vittoria nel 2016.
Florian Schieder ha recentemente dimostrato il suo potenziale, sfiorando la vittoria nel 2023 e confermando la sua attitudine per questa pista impegnativa.
Record e statistiche sulla Streif
La pista Streif è stata teatro di innumerevoli sfide e record.
- Maggior numero di vittorie in discesa libera: Lo svizzero Didier Cuche detiene il record con cinque successi (2008, 2010, 2011, 2012), a cui si aggiunge una vittoria in supergigante.
- Altri plurivincitori in discesa libera includono gli austriaci Karl Schranz e Franz Klammer con quattro vittorie ciascuno.
- Record della pista: Stabilito il 25 gennaio 1997 da Fritz Strobl, che ha percorso la Streif in 1'51"58.
- Minor distacco tra primo e secondo classificato: Nel 1975, Franz Klammer precedette Gustav Thöni di un solo centesimo di secondo.
La Streif è anche tristemente nota per i terribili incidenti che vi si sono verificati. Tra i più recenti, quello dello svizzero Daniel Albrecht nel 2009, che subì gravi traumi dopo una caduta sull'ultimo salto.
Caratteristiche tecniche della pista
- Partenza: 1665 m s.l.m.
- Punto di partenza più ripido della Coppa del Mondo: 50% (26,6°).
- Mausefalle: Tratto con pendenza dell'85% (40,4°).
- Velocità massima nel tratto finale (Zielschuss): Superiore ai 140 km/h.

La Streif non è solo una pista, ma un simbolo di audacia, passione e tradizione nello sci alpino. Ogni vittoria qui è un'impresa che entra nella leggenda.
