Ultime notizie sulle seggiovie: incidenti, normative e nuovi impianti

Le recenti notizie riguardanti incidenti alle seggiovie sollevano interrogativi sulla sicurezza e sulle cause di tali eventi. Secondo gli esperti, un incidente in cui una cabina si stacca può essere attribuito a due cause principali: un difetto nella morsa che collega la cabina alla fune o un'eccessiva intensità del vento.

La Titlis Xpress, un impianto moderno prodotto nel 2015 dalla società svizzera Garaventa, è un esempio di cabinovia con "ammorsamento automatico". Questo sistema consente alle cabine di muoversi continuamente su una fune ad anello. Nelle stazioni, le cabine si sganciano dalla fune veloce, rallentano per facilitare l'imbarco dei passeggeri e poi si riagganciano.

Schema di funzionamento di una cabinovia con ammorsamento automatico

Normative di esercizio delle cabinovie in Italia

In Italia, i regolamenti di esercizio delle cabinovie prevedono specifiche misure di sicurezza in caso di vento forte. Superate determinate soglie di velocità del vento, solitamente tra i 50 e i 60 km/h, l'impianto deve prima entrare in allarme e successivamente essere fermato dalla direzione dell'esercizio. Questo protocollo mira a prevenire incidenti legati alle condizioni meteorologiche avverse.

Impianti meno suscettibili al vento e stazioni più ventose

Le seggiovie aperte, prive di cupole protettive, sono notoriamente le più vulnerabili agli effetti del vento. Attualmente, non esistono statistiche ufficiali sul vento nelle stazioni sciistiche italiane che vengano condivise pubblicamente. Gli anemometri installati sugli impianti di risalita registrano dati solo quando gli impianti sono in funzione e servono principalmente a rilevare venti forti che potrebbero richiedere la chiusura dell'impianto per motivi di sicurezza. I gestori degli impianti dispongono di propri strumenti di misurazione, ma i dati raccolti non vengono aggregati in reti comuni.

Di conseguenza, le informazioni più attendibili sulle stazioni più esposte al vento provengono dall'esperienza diretta degli sciatori più appassionati e assidui. Alcune località dove le chiusure per vento sono più frequenti includono Cervinia e la telecabina che collega il fondovalle di Barzio ai Piani di Bobbio in Valsassina. La seggiovia delle 5 Torri a Cortina d'Ampezzo è spesso tra le prime ad essere fermata in caso di vento forte. Anche la funivia del Col Margherita, situata tra Veneto e Trentino, e i collegamenti tra Falcade e Passo San Pellegrino sono considerati molto esposti.

Mappa delle principali stazioni sciistiche italiane con indicazione delle aree più ventose

Nuovi investimenti e ammodernamento degli impianti

Il settore degli impianti di risalita vede continui investimenti per migliorare il comfort, l'accessibilità e la capacità di trasporto. Un esempio significativo è la nuova cabinovia "Latemar", un progetto da 15,5 milioni di euro realizzato da Doppelmayr. Questo nuovo impianto sostituisce una precedente seggiovia quadriposto in funzione dal 1988. La cabinovia "Latemar" dispone di 42 cabine, una portata oraria di 2.700 persone, un tracciato di 1.085 metri e un tempo di risalita di circa 4 minuti. Collega la stazione a valle a 1.760 metri con la stazione a monte a 2.015 metri, superando un dislivello di 255 metri.

L'inaugurazione della cabinovia "Latemar" è avvenuta nel weekend, con la presenza di autorità, operatori del settore e cittadini. L'impianto è entrato in servizio con l'inizio della stagione invernale 2025-2026. L'evento ha anche celebrato i 50 anni del collegamento sciistico tra Obereggen, Pampeago e Predazzo, un'infrastruttura strategica per lo sviluppo turistico ed economico della regione.

Il vicepresidente della Provincia autonoma di Trento, Achille Spinelli, ha sottolineato l'importanza di questo investimento privato, promosso da una società che gestisce un consorzio sciistico di alta qualità. L'obiettivo è sostenere interventi che generano effetti positivi su altri settori, attraggono turismo di qualità e contribuiscono alla vitalità del territorio, specialmente dopo il periodo delle Olimpiadi e Paralimpiadi che ha dato al Trentino una visibilità internazionale.

La ITAP (Incremento Turistico Alpe di Pampeago), gestore degli impianti della località, si conferma una realtà dinamica, capace di investire nel tempo e valorizzare l'area sciabile.

Progetti di rilancio e sostituzione di impianti storici

In altre località italiane, si stanno concretizzando progetti per il rilancio di impianti di risalita storici. A Valchiusa, la seggiovia del Palit, un tempo rinomato impianto turistico, tornerà a funzionare grazie a un progetto finanziato con un milione di euro dalla Regione Piemonte e 200mila euro dal Comune di Valchiusa. La stazione turistica del Palit è rimasta chiusa per vent'anni. L'assessore regionale Gianluca Vignale ha recentemente effettuato un sopralluogo presso gli impianti, evidenziando la collaborazione tra i comuni di Valchiusa e Traversella per il recupero dell'impianto.

A Scopello, la storica seggiovia che collega il paese all'Alpe di Mera ha effettuato la sua ultima corsa. A partire dal 23 marzo, sono iniziati i lavori per la realizzazione di una nuova telecabina, destinata a trasformare radicalmente i collegamenti tra valle e montagna. Questo intervento, promosso da Monterosa 2000, prevede la completa sostituzione dell'impianto esistente, mantenendo invariato il tracciato. I lavori includono la preparazione del cantiere e la demolizione delle strutture attuali, compreso l'hotel Capricorno. Il progetto comporta un investimento complessivo superiore ai 21 milioni di euro.

Il presidente dell'Unione montana, Francesco Pietrasanta, ha partecipato a un evento a Mera per salutare la storica seggiovia biposto e fare il punto sul cantiere. L'apertura di questo nuovo cantiere segna l'inizio di una nuova stagione per la media valle, con l'aspettativa di nuovi investimenti e benessere per la Valsesia.

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