L'utilizzo efficace delle piccozze da ghiaccio richiede una profonda comprensione della conformazione del ghiaccio stesso. Il ghiaccio presenta infatti zone di debolezza, che facilitano la penetrazione della lama, e aree dove è possibile utilizzare le piccozze per l'aggancio, come buchi, cavolfiori o spazi tra le colonne di ghiaccio. L'aggancio rappresenta la soluzione più pulita e meno dispendiosa in termini di energia, poiché piantare ripetutamente gli attrezzi comporta un notevole dispendio energetico.
L'infissione della lama nel ghiaccio è il risultato di un movimento coordinato che coinvolge le articolazioni di spalla, gomito e polso. È necessaria una certa dinamicità e precisione di esecuzione, che variano anche in base al tipo di attrezzo utilizzato. Particolarmente importante è la modalità con cui si esegue lo "swing", ovvero il movimento finale impresso dal polso e dalla mano prima che l'attrezzo entri nel ghiaccio. Su tutti i modelli, la fase di estrazione si effettua applicando una trazione sul manico verso l'alto e l'esterno, evitando movimenti di rotazione laterali. In caso di particolare difficoltà, è possibile applicare ridottissime torsioni laterali.

Guida all'Acquisto: Scegliere la Piccozza Giusta per l'Alpinismo
L'alpinismo è un'attività che richiede non solo una grande preparazione fisica e mentale, ma anche un equipaggiamento adeguato e affidabile. La piccozza è un attrezzo fondamentale per ogni alpinista. Questa guida è stata pensata per aiutarvi a scegliere la piccozza più adatta alle vostre esigenze, tenendo conto delle diverse caratteristiche tecniche e dei tipi di alpinismo praticati.
1. Conoscere i Diversi Tipi di Piccozza
Comprendere le diverse tipologie di piccozze disponibili sul mercato è essenziale per fare una scelta consapevole. Le piccozze si dividono principalmente in tre categorie:
- Piccozze Classiche: Utilizzate prevalentemente per il trekking su ghiacciaio e per percorsi di montagna meno tecnici. Il loro design è spesso dritto o leggermente curvo per facilitare la camminata e l'appoggio su terreni innevati o ghiacciati.
- Piccozze Tecniche: Adatte all'arrampicata su ghiaccio e ai terreni misti, queste piccozze presentano steli più curvi e lame tecniche in grado di ancorarsi saldamente al ghiaccio duro o alla roccia. Sono generalmente più corte per una migliore manovrabilità.
- Piccozze Ibride: Combinando le caratteristiche delle piccozze classiche e tecniche, sono versatili e adatte a diversi terreni alpinistici. Rappresentano un'ottima opzione per gli scalatori che desiderano un'attrezzatura adatta a molteplici stili di arrampicata.
2. Scegliere la Lunghezza Ideale
La lunghezza della piccozza deve essere scelta in base alla vostra altezza e al tipo di alpinismo praticato:
- Trekking su Ghiacciaio: È preferibile una piccozza più lunga, che aiuta a mantenere l'equilibrio quando si cammina su pendii dolci. La lunghezza consigliata è generalmente compresa tra 60 e 70 cm.
- Arrampicata Tecnica: Una piccozza più corta offre una migliore manovrabilità quando si sale su tratti ripidi o tecnici. Le lunghezze da 50 a 60 cm sono spesso ideali.
- Altezza dell'Utilizzatore: In generale, una piccozza dovrebbe raggiungere la caviglia dell'utilizzatore quando è tenuta in posizione verticale accanto alla gamba, per un uso non tecnico. Regolate questa lunghezza in base all'uso specifico.
Per scegliere la lunghezza di una piccozza classica, dritta, da escursionismo glaciale, potete misurare la distanza tra la punta delle dita, con il braccio steso lungo il fianco, e il suolo, preferibilmente indossando gli scarponi da montagna. Un'altra misura importante è quella della dragonne (lacciolo di sicurezza): controllate sempre che la sua asola si adatti alla misura del polso dei vostri guanti da alpinismo.

3. Scegliere la Lama e l'Impugnatura Giuste
La lama deve essere realizzata in acciaio di alta qualità per resistere all'usura e agli urti ripetuti su ghiaccio e roccia. La forma della lama, dritta o curva, dipende dal tipo di terreno. Per i terreni misti o le salite tecniche, optate per una lama curva, che facilita lo scavo sulle superfici verticali.
Il manico può essere in alluminio per le piccozze più leggere destinate al trekking su ghiacciaio, o in acciaio per i modelli più robusti adatti all'arrampicata su ghiaccio. La scelta del materiale influisce direttamente sulla durata e sul peso della piccozza. Alcuni manici sono dotati di un rivestimento in gomma per una migliore presa.
4. Considerazioni Aggiuntive
- Peso: Un fattore cruciale per le lunghe arrampicate. Una piccozza più leggera riduce la fatica, ma può offrire meno stabilità rispetto ai modelli più pesanti. È importante bilanciare il peso con la forza e la resistenza necessarie.
- Certificazioni: Assicuratevi che la vostra piccozza sia conforme agli attuali standard di sicurezza. Le certificazioni UIAA o CE sono indicatori di qualità e affidabilità.
- Accessori: Cinghie, protezioni per le lame e impugnature possono migliorare l'efficienza e la sicurezza della piccozza. Considerate questi articoli in base al vostro livello e al tipo di pratica.
In conclusione, la scelta della piccozza deve essere guidata dal tipo di alpinismo che praticate, dalle vostre esigenze specifiche in termini di prestazioni e comfort e dalle condizioni ambientali che dovrete affrontare. Dedicare tempo alla scelta dell'attrezzatura giusta è essenziale per garantire sicurezza e piacere durante le vostre avventure in alta montagna. La piccozza, insieme ai ramponi, diventa una vera e propria estensione del nostro corpo.
Tecniche di Utilizzo della Piccozza
La piccozza è uno strumento versatile che richiede diverse tecniche di utilizzo a seconda della situazione.
Impugnare la Piccozza durante la Progressione Classica
La mano che tiene la piccozza è sempre quella a monte, impugnata sulla testa come fosse un bastone, con la becca rivolta all'indietro. Questa posizione vale sia in salita che in discesa. In questo modo, portando alla mano libera il manico della picca, la becca si troverà rivolta verso il pendio, pronta per l'autoarresto.
L'Impugnatura per l'Autoarresto in Caso di Caduta
In caso di caduta, la mano a monte mantiene l'impugnatura sulla testa della piccozza, mentre la mano a valle impugna la piccozza sul manico, poco prima del puntale. Se si cade con la testa a valle, è necessario puntare la becca lateralmente per eseguire una rotazione e portarsi con la testa a monte. Posizionate la piccozza all'altezza della spalla con la becca verso l'esterno e il manico in diagonale sopra il busto. Ribaltatevi in posizione supina per affondare la becca nel ghiaccio con il peso del corpo.

Sotterrare la Piccozza per Creare un Punto di Ancoraggio
Per creare un punto di ancoraggio sicuro, scavate una buca profonda almeno una ventina di centimetri e lunga quanto la piccozza, assicurandovi che la base sia costituita da uno strato di neve coeso. Create a valle, a circa un terzo dell'altezza della buca, un canale perpendicolare allo scavo. Disponete una fettuccia o un anello di cordino sul manico della piccozza, bloccandolo con un nodo barcaiolo al centro di bilanciamento. Inserite la piccozza nella buca con la becca conficcata nella neve. Il cordino o la fettuccia devono uscire dal canale e puntare verso il basso per evitare che la trazione agisca verso l'alto. Infine, coprite il tutto con la neve, compattandola e assicurandovi che il punto di aggancio del cordino sia ben visibile all'esterno.
Creare Gradini nel Ghiaccio
Questa tecnica, sebbene considerata "vecchia scuola", rimane sempre utile. Mettetevi di fianco al pendio e, utilizzando la paletta della piccozza, intagliate un gradino delle dimensioni di uno scarpone o sufficientemente grande da permettervi di sedervi per riposare. Questa tecnica vi permetterà di trovare un po' di riposo nelle lunghe e faticose salite.
Piccozze: Tipi, Normative e Utilizzo sul Campo
Le piccozze sono elementi fondamentali per l'alpinismo, l'arrampicata su ghiaccio e la marcia su neve. La scelta della piccozza giusta è un aspetto cruciale, che può influenzare sia il benessere psicologico che la sicurezza in situazioni difficili. La vita di un alpinista potrebbe dipendere dall'affidabilità di questo strumento.
Piccozze di Tipo 1 e Tipo 2: Comprendere le Differenze
Le piccozze si differenziano per la loro resistenza alla trazione, classificata in Tipo 1 (o Tipo B) e Tipo 2 (o Tipo T). Le norme EN-13089 e UIAA-152 stabiliscono le resistenze minime in kN che devono superare sia i manici che le lame (separatamente) e le relative prove di laboratorio.
- Piccozza di Tipo 1 (B): Generalmente più leggera e flessibile, adatta a terreni misti e arrampicata su ghiaccio dove la penetrazione è fondamentale.
- Piccozza di Tipo 2 (T): Più robusta e resistente, ideale per l'uso generale in alpinismo e per garantire maggiore stabilità.
La marcatura "B" (per Tipo 1) è facoltativa. Se una piccozza riporta solo l'etichetta CE, è da considerarsi di Tipo 1. Poiché la resistenza e l'omologazione sono indipendenti per lama e manico, è possibile trovare combinazioni diverse. Ad esempio, una piccozza tecnica con lama di Tipo B è ideale per l'arrampicata su ghiaccio, mentre piccozze classiche per alpinismo possono essere prodotte con manico e lama di Tipo T.

Progressione su Neve e Ghiaccio
Muoversi su terreni ghiacciati richiede una tecnica particolare e una notevole esperienza nell'impiego di supporti come la piccozza e i ramponi. L'obiettivo è minimizzare lo spreco di energie e ridurre il rischio di lesioni in caso di caduta.
Progressione senza Ramponi
Durante la progressione classica, la piccozza viene impugnata come un bastone, con la becca sempre rivolta all'indietro. A seconda della pendenza, della durezza del firn (neve compatta) e della tecnica adottata, la progressione sul firn dovrebbe avvenire, laddove possibile, senza ramponi.
- Terreni Moderatamente Ripidi: Si utilizza la modalità di salita diagonale, a zig-zag, trasversalmente rispetto al pendio. Si eseguono "colpi di punta" scavando tacche nella neve con il bordo degli scarponi. Le tacche dovrebbero essere leggermente inclinate verso il pendio e il più profonde possibile, con passi non troppo grandi per una progressione sicura e meno faticosa.
- Tratti Ripidi: Si risale frontalmente il pendio, affondando le punte degli scarponi nel pendio con la suola leggermente inclinata verso il pendio. Nei pendii ripidi ricoperti di firn, la traversata avviene in modo simile alla salita, ma non appena ci si sente insicuri, è necessario posizionarsi con la faccia a monte, praticare delle tacche nel firn con la punta dei piedi e fare passi laterali, muovendo una gamba alla volta. La piccozza viene utilizzata come appoggio, affondando il manico nel pendio di fronte a sé.
Progressione con Ramponi
- Terreni Piatti o Moderatamente Ripidi (fino a 35°): Si adotta la "modalità ramponi con punte a piatto". Le punte vengono fatte penetrare uniformemente nel ghiaccio con tutto il peso corporeo. La posizione di partenza è con i piedi all'ampiezza delle anche per garantire stabilità, e i passi vengono effettuati senza incrociare le gambe. Il peso viene spostato consapevolmente sulla nuova gamba. Le articolazioni dell'anca, del ginocchio e della caviglia si piegano a seconda dell'inclinazione della pendenza per ottimizzare il carico sulla pianta del piede. La piccozza viene impiegata come un bastone da passeggio, con la becca a monte e in appoggio verticale, impugnata sulla testa con il puntale infilato.
- Terreni Ripidi (oltre 35°): Si ricorre alla "modalità ramponi punte avanti" insieme alla piccozza in appoggio di becca. Le punte anteriori vengono infisse nel ghiaccio, preferibilmente negli avvallamenti e nei punti più piatti. I piedi sono posizionati al livello delle anche, i passi sono piccoli, il corpo è in posizione eretta e i talloni scendono leggermente verso il basso per evitare di far leva con le punte dei piedi sulle punte anteriori. I piedi dovrebbero essere disposti in parallelo per un ancoraggio simultaneo delle punte anteriori. Le ginocchia sono leggermente piegate. Una o due piccozze vengono impiegate come appoggio, impugnate per la testa con il braccio leggermente piegato. La lama viene posizionata di fianco al busto e serve da appoggio.
Tutorial Cramponage
Discesa
- Terreni Moderatamente Ripidi con Ramponi: I piedi sono all'ampiezza dei fianchi e la faccia è rivolta a valle. Il busto è flesso in avanti, le ginocchia sono flessibili per mantenere il baricentro del corpo al di sopra dei ramponi e per evitare di appoggiarsi sulla schiena.
- Terreni Più Ripidi: È necessario rigirarsi e scendere in modalità ramponi punte avanti. Prima di puntare i ramponi, si solleva il piede anteriore leggermente verso l'alto per far scendere il tallone. Una volta posizionato il rampone, non deve essere spostato fino al completamento del passo.
Manutenzione e Conservazione della Piccozza
La piccozza deve essere riposta in un luogo non umido, con becca e puntale protetti. Dopo ogni utilizzo, è fondamentale asciugare bene puntale, testa e lama per prevenire la formazione di ruggine. È possibile applicare un sottilissimo strato di WD40 per proteggere il metallo.
Assicuratevi che la lama sia sempre ben affilata e che la paletta o il martello non presentino crepe o rotture. Controllate regolarmente il serraggio della viteria. La cosa migliore per imparare ad utilizzare correttamente la piccozza e altri attrezzi da montagna è affidarsi all'esperienza di una Guida Alpina.

