La Valtellina offre un paesaggio invernale incantevole, ideale per essere esplorato con le ciaspole. Numerosi percorsi permettono di immergersi nella pace e nella tranquillità della montagna, godendo di panorami mozzafiato e scoprendo angoli segreti della valle.
Escursioni per tutti i livelli
La Valtellina è un vero paradiso per gli amanti delle ciaspolate, offrendo un'ampia scelta di itinerari adatti a ogni livello di esperienza. Dalle passeggiate pianeggianti perfette per le famiglie alle escursioni più impegnative, c'è un percorso per ognuno.
Percorsi facili e adatti alle famiglie
Per coloro che cercano un'esperienza rilassante e accessibile, la Valtellina propone tracciati quasi completamente pianeggianti, ideali anche per i più piccoli. Un esempio è il percorso che segue le due sponde del torrente Viola, partendo dalla località Zardin di Isolaccia. Questo itinerario, particolarmente adatto ai bambini, si snoda attraverso pascoli e stupendi boschi di cembro, offrendo un'immersione nella natura incontaminata.
Un altro itinerario semplice è quello che parte dalla località Barchi, seguendo una strada innevata fino a raggiungere le baite di Speluga. Questo percorso, della lunghezza di 2,6 chilometri e con un dislivello di 500 metri, offre un ricco ventaglio di esperienze, attraversando boschi e permettendo di ammirare tipici borghi di montagna come Santa Caterina Valfurva.
L'area di Aprica, Trivigno e Pian di Gembro ospita numerosi itinerari di diversa difficoltà, tra cui:
- L'Anello “Del bosco gentile”: un percorso di facile percorrenza che parte nei pressi della funivia della Magnolta di Aprica, regalando panorami sulla Valtellina e sulle Alpi Retiche.
- Il Sentiero “Le Bratte”: adatto a grandi e piccini, costeggia la Superpanoramica del Baradello, attraversando boschi di abete e larice e offrendo instancabili viste su Aprica, la Riserva Naturale di Pian di Gembro e il monte Padrio.
- Il Sentiero Trivigno-Padrio: dalla casetta del Centro sci da fondo di Trivigno, sale fino alla cima del Monte Padrio a 2150 metri slm, da dove si gode di una vista panoramica a 360°.
- All'interno della Riserva Naturale di Pian di Gembro si trova un facile percorso prevalentemente pianeggiante che regala panorami unici su Valtellina e gruppo dell’Adamello.
Itinerari di media difficoltà
Per chi desidera un po' più di sfida, esistono numerosi percorsi che combinano salite moderate con panorami suggestivi. Il sentiero che sale da S. Carlo fino a congiungersi alla Decouville offre un'esperienza immersa nel bosco, con un ritorno ad anello lungo la vecchia mulattiera passando per La Tea, Pian del Beppo e Teola.
Ad Arnoga, dal parcheggio presso Baita Viola, si prende il sentiero basso N201.1, che fino a poco prima del bivio con la strada per Verva, si presenta prevalentemente pianeggiante e all'interno del bosco. Successivamente, ci si collega al sentiero N293 che porta in direzione Caricc, con una salita non troppo accentuata che conduce verso la presa dell'acqua.
Un itinerario interessante, senza particolari difficoltà, parte da Campo Franscia. Attraversato il ponte nei pressi del torrente Scerscen, si imbocca il sentiero/mulattiera che sale prima all’Alpe Foppa e da lì all’Alpe Musella. Il rientro può essere effettuato con un percorso alternativo scendendo all’Alpe Campascio e proseguendo fino alla partenza della soggiovia di Campolungo. L'Alpe Musella è raggiungibile anche partendo da Campo Moro, seguendo una strada sterrata e poi un sentiero.
L'itinerario che porta alla bellissima conca dell’Alpe Lago inizia al primo tornante dopo essere usciti da Chiesa, lungo la strada per Primolo. Si segue la strada innevata che sale nel bosco di larici, lasciando sulla destra la traccia per l’Alpe Giumellino, per poi raggiungere l’Alpe Lago. Il ritorno può avvenire dallo stesso itinerario o proseguendo dal Lago di Chiesa verso nord fino alla località Pirlo e poi all’abitato di Primolo.
Presso la località di Cascina Piana, si può ammirare la vista sul Monte Pisello e il Monte Culino, godendo del fondovalle della Val di Mello e di Bondeno di Mezzo.
Escursioni impegnative
Per gli escursionisti più allenati, la Valtellina propone tracciati impegnativi che regalano panorami spettacolari e la soddisfazione di raggiungere vette e alpeggi remoti. Il percorso che parte dal parcheggio alto di Arnoga, a Valdidentro, porta direttamente alle Baite Cagnol, per poi salire in quota in direzione Sattarona, attraverso boschi di peccio, larice e cembro, fino alla radura di malga Caricc, situata sotto le cime del gruppo Dosdé - Viola e i loro ghiacciai.
Un tracciato impegnativo, sia per dislivello che per pendenza, termina all’arrivo della cabinovia nei pressi del Ristoro Conca Bianca. Questo percorso, con un dislivello complessivo di circa 700 metri, si snoda all'interno del bosco, offrendo scorci panoramici sul versante opposto e lambendo un breve tratto della pista da sci, richiedendo massima prudenza.
Il "Giro dei 3 Rifugi" rappresenta un'ottima alternativa, partendo dal parcheggio della prima diga. Dopo aver raggiunto il rifugio Zoia, si prosegue su un sentiero ripido a fianco delle falesie di arrampicata dello Zoia, raggiungendo l'alpe Campagneda. Un'altra soluzione, che richiede una buona capacità di orientamento, è salire dall’Alpe Largone inferiore, parcheggiando sulla strada per Campo Moro (circa 1800 metri), per poi salire all'alpe Largone superiore, Acquanegra e infine all'alpe Prabello, dove si trova il rifugio Cristina. Il ritorno è previsto dal Sasso dell’Agnello. Questo itinerario non è molto frequentato e può risultare impegnativo per l'orientamento, specialmente in caso di abbondanti nevicate.
Un itinerario non molto frequentato e impegnativo, non tanto per il dislivello, ma per l'orientamento, parte dalla prima diga, poco più avanti del parcheggio. Si raggiunge il rifugio Zoia (aperto nei weekend in inverno) e si prosegue su un sentiero in ripida salita, a fianco delle falesie di arrampicata dello Zoia, dove il bosco si fa via via sempre più rado. Si raggiunge un dosso da cui si gode di un bellissimo panorama sulla Valmalenco e sul Pizzo Scalino. In circa 45 minuti di cammino si raggiunge l'alpe Campagneda.
Un percorso impegnativo, che offre la vista sull'alpe Dell'Oro, le cime del Monte Disgrazia e cima Vazzeda, sul versante italiano che confina con quello Svizzero.
La Valtellina vista dall'alto con le ciaspole
Le escursioni con le racchette da neve in Valtellina sono un'occasione unica per godere di panorami spettacolari. Dalle frazioni segrete della vallata che porta a Madesimo, con vista sul Gruppo del Monte Disgrazia visto salendo verso il Passo Tartano, alle vette maestose che si stagliano contro il cielo azzurro, ogni passo è un'emozione.
Partendo dal borgo di Isola, affacciato sul lago omonimo, si può intraprendere un'escursione che permette di ammirare il Gruppo del Monte Disgrazia salendo verso il Passo Tartano. La vista su Bondeno di Mezzo e la località Cascina Piana, con lo sfondo del Monte Pisello e del Monte Culino, è semplicemente mozzafiato.
A pochi chilometri da Sondrio, sia sul versante Retico che su quello Orobico, numerosi sono i sentieri che salgono dolcemente, immersi nei boschi di conifere, costeggiando torrenti, laghi alpini ghiacciati, baite in pietra fino ad arrivare ai piedi di cime maestose. La quiete, un incontro con la fauna alpina e una sosta al sole in un’atmosfera da fiaba sono il premio per l’escursionista.

Consigli pratici per le ciaspolate in Valtellina
Le ciaspole, comunemente chiamate anche racchette da neve, consentono agli escursionisti di camminare agevolmente sul manto nevoso senza sprofondare e sono solitamente indossate sopra gli scarponi da montagna. Il racchettare è un camminare lento, sia in salita che in discesa, ed è un'attività salutare che permette di svolgere un esercizio a basso impatto su un terreno naturale.
Ogni persona può scegliere in piena libertà il percorso, la sua lunghezza, senza orari o necessità di impianti di risalita. Per le escursioni più impegnative, è fondamentale portare con sé l'attrezzatura di autosoccorso obbligatoria: pala, ARTVA e sonda.
Le Guide Alpine della Valmalenco sono la migliore soluzione per affrontare le gite sulla neve con la massima consapevolezza e sicurezza.
CIASPOLE - Come si usano? Consigli e trucchi per usarle correttamente | Trekking & Outdoor Tutorial
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La località di Cascina Piana e il fondovalle della Val di Mello offrono una vista su Bondeno di Mezzo, con panorami sul Monte Pisello e il Monte Culino.
Il sentiero, con un dislivello complessivo di circa 700 metri, si snoda all'interno del bosco, con alcuni scorci panoramici sul versante opposto. Nel tratto terminale si lambisce un brevissimo tratto della pista da sci, pertanto è richiesta la massima prudenza. Il percorso termina all'arrivo della cabinovia nei pressi del Ristoro Conca Bianca.
Il percorso risale da S. Carlo fino a congiungersi alla Decouville. La difficoltà del percorso è interamente ripagata dal pregio di una strada che si sviluppa interamente nel bosco. Ritorno ad anello scendendo dalla Decauville lungo la vecchia mulattiera passando per La Tea, Pian del Beppo e Teola.
Ad Arnoga, dal parcheggio presso Baita Viola si prende il sentiero basso N201.1, il naturale proseguimento della Decauville che, fino poco prima del bivio con la strada per Verva, si presenta prevalentemente pianeggiante e all'interno del bosco. Una volta raggiunta la fine del piano, ci si collega al sentiero N293 presente poco più sopra che porta in direzione Caricc. Si tratta di un sentiero nel bosco, in salita non troppo accentuata, e che conduce verso la presa dell'acqua. Una volta superato il passaggio vicino alla presa ci si congiunge con la strada che porta nei pressi dell'Agriturismo Caricc.
Punto di partenza del tracciato è il parcheggio alto di Arnoga, a Valdidentro. Il percorso, immerso nella natura, porta direttamente alle Baite Cagnol, da dove si procede nel bosco seguendo il sentiero e salendo in quota in direzione Sattarona.
Un tracciato molto dolce, che nella parte centrale offre due percorsi alternativi, conduce attraverso boschi di peccio, larice e cembro alla radura di malga Caricc, in posizione incantevole sotto le cime del gruppo Dosdé _ Viola e i loro ghiacciai.
La palestra di arrampicata è pronta ad accoglierti per nuove sfide in parete, tra tecnica, divertimento e adrenalina.
Itinerario su comoda mulattiera. Si segue la strada che ha inizio al parcheggio della seggiovia dei Barchi. Il primo tratto è comune alla strada per Barchi-Lago Palù, poi, a circa 10 minuti di cammino, si piega tutto a sinistra, in direzione Ovest, fra pascoli e boschi incontaminati si giunge all’Alpe Entova. Le indicazioni da seguire sono Bracciascia-Alpe Entova, sulla via per il rifugio Longoni.
È un itinerario molto semplice, la classica passeggiata, adatta anche a famiglie. Si snoda su strada innevata fino alla località Barchi e poi su sentiero nel bosco. L'itinerario non presenta difficoltà di orientamento poichè la zona è molto frequentata e ben segnalata. Per chi volesse fare un sentiero alternativo e più "solitario" consigliamo la salita al lago Palù passando dalle località Paluetto e Barchetto. In questo caso la salita è leggermente più ripida ma appagante per i bellissimi scorci paesaggistici visibili dai maggenghi che si superano. Una volta raggiunto il Lago Palù consigliamo di percorrere l'intero periplo (40 minuti circa); si tratta di una camminata semplice, sulle rive del lago da cui, con diverse angolazioni, si può godere del panorama lago e montagne circostanti. I più temerari possono decidere di camminare sopra il lago ghiacciato, solitamente ricoperto da neve.
È un itinerario molto interessante che non presenta particolari difficoltà. A Campo Franscia, attraversato il ponte, nei pressi del torrente Scerscen, si imbocca il sentiero/mulattiera che sale prima all’Alpe Foppa e da li, seguendo la segnaletica, all’Alpe Musella. Il rientro può essere effettuando con un percorso alternativo. Si scende all'Alpe Campascio e da qui con un ampio sentiero, in falsopiano, si prosegue fino alla partenza della soggiovia di Campolungo. NOTA: L'alpe Musella si può raggiungere anche partendo da Campo Moro. Alla prima diga si lascia l'auto. Si supera la diga, camminando sul muro di contenimento dell'acqua e da li si scende di 50m circa. Inizialmente si segue una strada sterrata ma ben presto un sentiero si stacca sulla destra e lo si segue fino all'Alpe.
Classico itinerario che offre più possibilità. La soluzione più facile è salire in macchina fino al parcheggio per i rifugi Cà Runcasch e Cristina a quota circa 1900 metri. La strada da Campo Franscia solitamente è innevata quindi percorribile con catene a bordo o con pneumatici da neve. Dal parcheggio si raggiunge facilmente la località di Campascio e da qui si hanno due possibilità: seguire l’indicazione a destra, in direzione sud-est per il rifugio Cristina su sentiero; proseguire sulla strada, fino al rifugio Cà Runcasch e poi seguire sempre la strada che facilmente conduce al pianoro di Prabello.
IL GIRO DEI 3 RIFUGI - Rappresenta un'ottima alternativa a quanto descritto sopra ma è necessario lasciare l'auto al parcheggio della prima diga (poco più avanti di quanto descritto precedentemente). Lasciata l'auto, in breve (5 minuti) si raggiunge il rifugio Zoia (aperto nei weekend in inverno). Si prosegue su un sentiero in ripida salita, a fianco delle falesie di arrampicata dello Zoia, dove il bosco si fa via via sempre più rado. Si raggiunge un dosso da cui si gode di un bellissimo panorama sulla Valmalenco e sul Pizzo Scalino. In circa 45 minuti di cammino si raggiunge l'alpe Campagneda.
L’altra soluzione che richiede una buona capacità di orientamento, in quanto si snoda tutto su sentiero immerso nel bosco, è salire dall’Alpe Largone inferiore. Si parcheggia sulla strada in direzione Campo Moro (1800 circa) e si sale in direzione sud-est all'alpe Largone superiore e poi Acquanegra. Da qui, si prosegue in direzione nord-est fino all'alpe Prabello dove si trova il rifugio Cristina. Il ritorno è previsto dal Sasso dell’Agnello. Si tratta di un itinerario non molto frequentato e impegnativo, non tanto per il dislivello, ma per l'orientamento, in modo particolare in caso di abbondanti nevicate quando è difficile trovare la traccia del sentiero estivo.
Fra larici e mughi alla bellissima conca dell’Alpe Lago. L’itinerario ha inizio al primo tornante, dopo essere usciti da Chiesa, lungo la strada per Primolo. Si segue la strada innevata che sale nel bosco di larici e, lasciando sulla destra la traccia che sale all’Alpe Giumellino, si raggiunge l’Alpe Lago. Il ritorno può essere effettuato dallo stesso itinerario di salita oppure dal Lago di Chiesa si prosegue in direzione nord fino alla località Pirlo e poi l'abitato di Primolo. Pirlo si caratterizza per l' interessante sentiero della pietra ollare che passa anche da un vecchio tornio. Da Primolo si segue il sentiero che riporta velocemente a Chiesa in Valmalenco, in località Gande. Nel caso in cui si vuole fare questo giro ad anello conviene lasciare l'auto già il mattino al parcheggio di questa contrada.
In Valtellina l'inverno offre ai visitatori meravigliose montagne coperte di neve, ideali da scoprire con un paio di ciaspole ai piedi. Si deve attraversare la strada e, salendo, bisogna imboccare la prima deviazione sulla sinistra. Un percorso breve ma che offre un ricco ventaglio di esperienze: si percorrono 2,6 chilometri per giungere a destinazione e tornare indietro e sono 500 i metri di dislivello che occorre superare. Si parte da Santa Caterina Valfurva, un tipico borgo di montagna in cui è possibile lasciare l’auto e iniziare il percorso. Dopo pochi metri l’itinerario entra nel bosco e lo attraversa fino a raggiungere le baite di Speluga.
Vastissima la scelta, a pochi chilometri da Sondrio, sia sul versante Retico sia su quello Orobico numerosi sono i sentieri che salgono dolcemente, immersi nei boschi di conifere, costeggiando torrenti, laghi alpini ghiacciati, baite in pietra fino ad arrivare ai piedi di cime maestose. Le escursioni con le racchette da neve sono proprio per tutti: ognuno può scegliere in piena libertà il percorso, la durata, senza orari o necessità di impianti di risalita. La quiete, un incontro con la fauna alpina e una sosta al sole in un’atmosfera da fiaba sono il premio per l’escursionista.
Sia Aprica che le località di Trivigno e Pian di Gembro ospitano numerosi itinerari di diverse difficoltà, tra cui: l’Anello “Del bosco gentile” un percorso di facile percorrenza che partendo nei pressi della funivia della Magnolta di Aprica regala panorami sulla Valtellina e sulle Alpi Retiche che lasciano senza parole; il Sentiero “Le Bratte”, adatto a grandi e piccini, che costeggia la Superpanoramica del Baradello e, attraversando boschi di abete e larice, offre instancabili viste su Aprica, la Riserva Naturale di Pian di Gembro e il monte Padrio; il Sentiero “Dos della Croce” che dalla silenziosa conca di Trivigno partendo dalla chiesetta di San Gaetano attraversa un alternarsi di boschi di abeti e radure; il Sentiero Trivigno-Padrio che dalla casetta del Centro sci da fondo di Trivignosale fino alla cima del Monte Padrio a m 2150 slm, da dove godere di una vista panoramica a 360° unica per la sua bellezza. All’interno della Riserva Naturale di Pian di Gembro si trova, infine, un facile percorso prevalentemente pianeggiante e con poco dislivello positivo che regala panorami unici su Valtellina e gruppo dell’Adamello.
