Incidente mortale sul Monte Rosa: scialpinista travolto da crepaccio durante un soccorso

Cinque ore di lavoro sono state necessarie per recuperare il corpo senza vita di Rodolfo Franguelli, scialpinista 61enne di Gallarate (Varese), rimasto intrappolato in un crepaccio sul colle Vincent, nel gruppo del Monte Rosa. L'operazione di recupero è stata condotta dal Soccorso Alpino Valdostano e dalla Guardia di finanza.

L'incidente si è verificato sabato pomeriggio, a circa 4000 metri di altitudine. Uno scialpinista francese, che procedeva verso il colle con due compagni, è caduto in un crepaccio. I soccorritori sono riusciti ad estrarre il francese (un 30enne di Chambéry) e uno dei due italiani (Pietro Daniele, 28 anni di Gallarate), entrambi trasportati all'ospedale "Parini".

Il maltempo ha impedito il proseguimento delle operazioni di soccorso nella giornata di domenica e lunedì. Nella giornata di martedì 3 marzo, a partire dalle 9 del mattino, uomini e mezzi sono stati trasportati sul luogo dell'incidente tramite elicottero. Il corpo di Franguelli si trovava a oltre 30 metri di profondità.

Già nell'immediatezza dell'incidente, i militari del Soccorso Alpino della Guardia di finanza di Cervinia avevano raccolto le testimonianze dei due superstiti, sia in ospedale sia di coloro rimasti illesi. Le versioni concordanti hanno confermato la dinamica dei fatti: i due gruppi di scialpinisti stavano procedendo insieme, con gli italiani che si sono avvicinati ai francesi in difficoltà per offrire aiuto.

Vista aerea del massiccio del Monte Rosa con evidenziate le zone interessate dall'incidente

La testimonianza di Pietro Daniele

Pietro Daniele, 28 anni di Gallarate, ha descritto i complessi momenti vissuti sul ghiacciaio. "Lì era tutto piatto, tutto ventato, non c'erano cambiamenti nella pendenza del terreno da far presumere la presenza di buche", ha dichiarato, riferendosi all'area dove è avvenuto l'incidente.

Il giovane scialpinista ha raccontato che la gita sul Monte Rosa era una "classica di scialpinismo, che non presenta particolari difficoltà, se non quelle classiche del ghiacciaio". Ha spiegato che, come spesso accade nello scialpinismo, i gruppi si scambiano posizioni e si fermano per raggrupparsi. "Poi, nella parte finale erano andati su loro", ha aggiunto, riferendosi al gruppo francese.

L'incidente è avvenuto "prima della rampa per andare al colle Vincent". Quando il gruppo italiano ha raggiunto l'altro gruppo, ha notato che "ne vediamo solo più due su tre ed uno di loro era già in assetto da discesa, con l’artva in mano". Gli italiani hanno quindi attivato i loro dispositivi Artva per cercare segnali.

Uno sciatore francese ha segnalato un anfratto, descrivendo la presenza di un crepaccio. Pietro ha iniziato ad attrezzare un punto di sosta per assicurare un compagno, che si è avvicinato per verificare la situazione. Daniele ha inoltre notato che il gruppo francese "non aveva le piccozze, non aveva imbraghi, non aveva corde da recupero per il ghiacciaio".

Nel frattempo, sono arrivati gli altri tre compagni italiani, tra cui Rodolfo Franguelli. Si sono resi conto che nessuno si trovava nel crepaccio inizialmente individuato. Il francese con l’Artva ha iniziato a scendere per effettuare la ricerca, mentre il terzo membro del loro gruppo, rimasto più in alto, ha segnalato un altro buco da cui proveniva un segnale più forte.

Pietro si è legato a Rodolfo e, per prestare aiuto, sono saliti. "Io con i ramponi e Rodolfo con gli sci", ha specificato. Arrivati vicino al francese, Pietro gli ha chiesto se capisse la direzione del crepaccio in cui si trovava il suo amico.

Primo piano di un crepaccio sul ghiacciaio, con attrezzatura da soccorso visibile

Le complesse operazioni di soccorso

I soccorritori si sono trovati di fronte a uno scenario complesso: uno sciatore in un crepaccio e, a poca distanza, altri due in un altro. Entrambi, il francese e Pietro, sono finiti a circa trenta metri di profondità. L'interno del crepaccio si è rivelato un dedalo, non lineare, con i loro corpi incastrati.

Pietro Daniele ha raccontato di essere rimasto all'interno del crepaccio per circa due ore. La prima cosa che ha sentito al risveglio sono state le pale dell'elicottero. Successivamente, ha avvertito la neve cadere e gli è stato passato un moschettone, che si è allacciato all'imbrago. Con altre tre o quattro tirate, passando per punti stretti, è riuscito a essere rimesso in posizione eretta.

"Mi sono rilassato", ha ricordato, "e inizio ad aver freddo". È stato poi trasportato in elicottero all'ospedale "Parini", dove ha lamentato forti dolori alle gambe.

Il recupero del corpo di Rodolfo Franguelli era stato inizialmente previsto per la giornata di martedì, ma le condizioni meteorologiche avverse hanno reso impossibile l'intervento. Le speranze di ritrovarlo in vita erano considerate nulle, data la profondità e la posizione in cui si trovava, tra lame di ghiaccio.

Intervento del Soccorso Alpino Valdostano sul Monte Rosa

Dinamica dell'incidente e condizioni meteo

L'incidente si è verificato sabato 28 febbraio, poco dopo le 13:30, a circa 4000 metri di quota. L'intervento degli elicotteri SA1 e SA3 è stato immediato. Sul posto hanno operato il Soccorso alpino valdostano, il Sagf di Cervinia e Alagna, e il Soccorso alpino di Alagna.

I due scialpinisti estratti dal crepaccio, il francese e Pietro Daniele, sono stati trasportati in Pronto Soccorso ad Aosta. Presentavano traumi e ipotermia. Le loro condizioni sono state valutate e, sebbene non in pericolo di vita, sono rimasti sotto osservazione medica.

Le operazioni di recupero del terzo scialpinista, Rodolfo Franguelli, sono state sospese a causa del maltempo. La terza persona è rimasta intrappolata nel crepaccio a circa 30 metri di profondità. Le speranze di ritrovarlo in vita erano nulle.

Il Colle Vincent è un valico d'alta quota frequentato da scialpinisti e alpinisti, situato tra la Piramide Vincent e il Balmenhorn, considerato un punto di partenza ideale per affrontare diverse cime del massiccio del Rosa. La zona è nota per la presenza di numerosi crepacci, spesso coperti da sottili strati di neve.

L'elicottero della protezione civile ha recuperato diverse vittime in alta quota dall'inizio dell'anno, tra cui Franguelli, sei persone travolte da valanghe e due ghiacciatori a Cogne. Le autorità hanno ribadito l'importanza di chiamare il 112 e attendere l'arrivo dei soccorsi, prestando massima attenzione in questa stagione a causa della copertura dei crepacci.

L'incidente mortale ha portato all'apertura di un fascicolo da parte della Procura della Repubblica di Aosta per accertare eventuali responsabilità. Le indagini sono condotte dalle Fiamme Gialle, che hanno raccolto testimonianze e analizzato la dinamica dei fatti.

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