La Val Formazza, situata nella parte più settentrionale del Piemonte, offre scenari incantevoli per le escursioni con le ciaspole. Tra i percorsi più suggestivi spicca quello che conduce al Rifugio Maria Luisa, situato a 2157 metri sul livello del mare, nei pressi della diga di Toggia. Questa classica ciaspolata rappresenta un'esperienza memorabile, ma è fondamentale essere consapevoli delle sue potenziali difficoltà e pericoli, soprattutto in base alle condizioni della neve.

Descrizione dell'itinerario
Il punto di partenza per questa escursione è il parcheggio di Riale, un piccolo e caratteristico abitato a 1726 metri sul livello del mare, noto per le sue tipiche case Walser e la sua chiesetta, che segna la chiusura del fondovalle della Val Formazza. Dalle immediate vicinanze del parcheggio, si può già intravedere la traccia che porta al rifugio. L'itinerario segue la forestale, spesso battuta, che si snoda attraverso diversi tornanti. Durante la salita, si lascia alle spalle il pittoresco paese di Riale, che in alcune circostanze appare come un vero e proprio presepe Walser, ed entra nell'alta valle. Man mano che si procede, compaiono i manufatti della diga e, purtroppo, si nota la presenza di diversi tralicci sul versante occidentale, che possono in parte deturpare il paesaggio.
La salita è generalmente progressiva e agevole, con pendenze colmate senza strappi particolari, permettendo di ammirare in tranquillità il panorama che si estende sia sul fondovalle sia sulle cime che segnano il confine con la Svizzera. Questo primo tratto concentra la maggior parte del dislivello dell'escursione, che presenta pendenze moderate e regolari. Lo sviluppo è piuttosto lungo, ma il dislivello contenuto.

Difficoltà e pericoli
È importante sottolineare che poche ciaspolate possono presentare condizioni radicalmente diverse come questa. Con neve assestata e battuta, la salita al rifugio è considerata banale e priva di problemi significativi. Tuttavia, la situazione può cambiare drasticamente oltre il rifugio. L'itinerario, a seconda delle condizioni della neve, può trasformarsi da un percorso facile a uno impegnativo, fino a essere considerato "da evitare".
Attenzione particolare va posta alla prosecuzione oltre il rifugio, verso il passo San Giacomo. Quest'area è esposta a un ulteriore pericolo di distacchi di valanghe, poiché i pendii in destra orografica (a sinistra di chi sale) sono piuttosto ripidi. Qualora il pericolo di valanghe sia inesistente e si disponga di una buona preparazione, è possibile proseguire a mezza costa, guadagnando quasi senza accorgersene circa duecento metri di dislivello. È fondamentale evitare questa prosecuzione in ogni situazione in cui il rischio non sia azzerato.
Per i più intraprendenti, sempre che le condizioni lo permettano e con molta attenzione, si possono effettuare dei tagli lungo i pendii più ripidi, magari evitando la parte alta prima di uscire sul piano, che risulta essere più a rischio. Si consiglia vivamente di chiedere informazioni aggiornate al rifugio e alle guide locali riguardo alle condizioni del percorso e ai pericoli specifici.
Con i bambini, l'itinerario è percorribile solo se la strada è ben battuta e le condizioni generali sono sicure. Il rifugio, se aperto, può offrire un valido supporto in termini di informazioni e sicurezza.
DOCUMENTARIO - Neve e Montagne. La prevenzione del rischio valanghe
Il Rifugio Maria Luisa e i dintorni
Il Rifugio Maria Luisa, situato nei pressi della diga di Toggia, è un punto di appoggio fondamentale e offre un'accoglienza calorosa. Le sue case, costruite in legno e pietra, sono compatte e funzionali, testimoniando una lunga storia di adattamento a un ambiente severo. Attorno a Riale, lo sguardo è catturato da un anfiteatro di cime imponenti: sopra il paese si erge il gruppo del Ban, con il Corno di Ban (3.027 m), affiancato dalla Punta del Vallone e dalla Punta della Sabbia.
Il Rifugio Maria Luisa non è solo una meta, ma anche un punto di partenza per altre interessanti escursioni, tra cui il Lago Kastel, i Laghi del Boden, Punta Elgio e la Val Rossa. L'esplorazione di queste aree permette di godere appieno della bellezza selvaggia dell'alta Val Formazza.
Informazioni pratiche e consigli
La mappa Kompass (stralcio da K89 Domodossola) può essere utilizzata come riferimento, ma è sempre consigliabile dotarsi di una carta aggiornata e di strumenti di navigazione adeguati.
Questo percorso è stato incluso tra i trentatré itinerari più belli delle Alpi nel libro "Ciaspole! L'inverno in neve fresca", disponibile sul sito www.vividolomiti.it o in libreria.
Per chi desidera organizzare un'escursione di gruppo, il CAI Luino, ad esempio, propone regolarmente uscite in Val Formazza. Un esempio è l'escursione con le ciaspole prevista per domenica 20 marzo, che potrebbe rappresentare una delle ultime occasioni per godere dell'inverno in questa zona, specialmente in anni con poca neve.
Percorso Stradale consigliato: Luino-Laveno M. - Traghetto - Intra - SS del Sempione, uscita Crodo, seguire per la Valformazza (VB) fino al parcheggio di Riale.
Istruzioni per iscriversi a eventuali escursioni organizzate: Lo svolgimento delle escursioni dovrà seguire le regole vigenti, come il possesso del green pass, il rispetto del numero massimo di partecipanti consentito, il distanziamento durante la marcia e le soste.
