Riapertura Seggiovia Frassene: Storia, Dismissione e Vendita dei Seggiolini

La storica seggiovia Frassenè-Malga Losch, chiusa definitivamente nel 2011, sembra aver raggiunto il suo capolinea. La società proprietaria dell'impianto ha intrapreso il percorso di bonifica e smantellamento del sito. Parallelamente, sui social network sono apparsi annunci di vendita dei seggiolini, che rappresentano un pezzo di storia dell'Agordino, con prezzi accessibili per gli appassionati.

Carlo Monsone, figura legata alla gestione dell'impianto, ha annunciato la dismissione e la vendita dei seggiolini, disponibili fin da subito fino a esaurimento scorte. I prezzi indicati variano dai 20 euro per il sedile completo ai 10 euro per il solo sedile o per il gancio dello skilift.

Vista panoramica della seggiovia Frassenè-Malga Losch in funzione

Il Parere del Sindaco e le Competenze Comunali

Il sindaco di Voltago, Giuseppe Schena, pur non potendo fornire dettagli precisi a causa della natura ufficiosa della notizia, ha espresso speranza di ricevere comunicazioni ufficiali a breve. Ha sottolineato che la competenza del Comune in questa vicenda si limita alla sicurezza dell'impianto, in particolare per quanto riguarda la posizione della fune che attraversa aree di passaggio. La gestione e le decisioni relative all'impianto ricadono invece sulla società proprietaria e, potenzialmente, sulla Provincia.

Frassenè: La Prima Località Turistica dell'Agordino con Impianto di Risalita

Sorprendentemente, Frassenè, situata ai piedi del Monte Agner e della "Croda Granda", è stata la prima località turistica del comprensorio agordino a dotarsi di un impianto di risalita invernale. L'inaugurazione risale al 1956, anno in cui Cortina d'Ampezzo ospitava le Olimpiadi. Questo primato è stato reso possibile dal significativo sviluppo turistico che il paese aveva conosciuto nei decenni precedenti, guadagnandosi l'appellativo di "Piccola Cortina" nel circuito delle stazioni turistiche estive e invernali.

Foto d'epoca della seggiovia Frassenè-Malga Losch con paesaggio montano innevato

"Piccola Cortina": Fasti e Memorie di un Passato Turistico

Nei primi decenni del XX secolo e negli anni successivi, Frassenè vide la nascita di numerosi alberghi e pensioni, destinati ad accogliere un turismo di élite che contribuì al lustro dell'economia turistica agordina. Negli anni Trenta, la stazione turistica era rinomata per ospitare vacanze di importanti gerarchi del Partito Fascista. La scrittrice agordina Carmela Ronchi, nel 1937, descrisse Frassenè come un luogo incantevole per la sua posizione, il paesaggio e l'atmosfera, caratterizzato da villini eleganti, alberghi accoglienti e un senso di ospitalità quasi domestica.

La nota della scrittrice Carmela Ronchi del 1937:

  • "Ho sempre considerato Frassenè come uno tra i più bei posti dell’Agordino per la posizione, per il paesaggio, per il suo raccoglimento, per l’insieme che da gioia agli occhi e dolcezza all’anima…."
  • "Villini civettuoli dai bei davanzali fioriti, sparsi sui colli, nelle conche, a valle; delizia degli occhi, serenità per lo spirito…"
  • "Alberghi comodi, preparati secondo le moderne esigenze, ospitali e sereni, non credi di essere in un luogo pubblico, ma in casa tua…"

La Fine di un'Era: Smantellamento e Vendita dei Pezzi di Storia

Con lo smantellamento della seggiovia Frassenè-Malga Losch, si chiude un capitolo importante del patrimonio turistico ed economico di Frassenè. Gran parte di questo passato glorioso sembra essere svanito, lasciando spazio a un lontano ricordo dei tempi in cui il paese era una delle più apprezzate stazioni turistiche.

La seggiovia, inaugurata nel 1956 in occasione delle Olimpiadi di Cortina d'Ampezzo e rimasta attiva fino al 2011, è ora oggetto di smantellamento. Tuttavia, gli appassionati hanno la possibilità di acquistare un frammento di questa storia: sedili e ganci dello skilift sono in vendita. Un centinaio di seggiolini sono già stati acquistati da un impianto in Abruzzo per essere utilizzati come pezzi di ricambio.

Immagine dei seggiolini della seggiovia Frassenè-Malga Losch in vendita

Dalla "Piccola Cortina" al Passato: La Cronistoria della Seggiovia

La frazione di Frassenè, appartenente al comune di Voltago Agordino, si prepara a dire addio a un pezzo della sua storia con l'avvio delle operazioni di smantellamento della seggiovia. Quest'area delle Dolomiti, un tempo nota come la "Piccola Cortina", perde un'icona che ha segnato decenni di attività turistica.

La seggiovia, inaugurata nel 1956, anno delle Olimpiadi di Cortina d'Ampezzo, fu rilevata all'asta fallimentare nel 2001. "È rimasta in funzione per altri 10 anni", racconta Carlo Mansone, figlio di Renato, titolare della struttura, "poi, quando è arrivato il momento, è stata chiusa definitivamente nel 2011". Per anni, l'impianto ha trasportato migliaia di escursionisti e sciatori fino a Malga Losch, vicino al Rifugio Scarpa. Ora, la seggiovia diventerà un ricordo, con l'avvio dello smantellamento dei seggiolini e dei cavi. L'obiettivo è completare la rimozione dei piloni entro l'anno prossimo.

La possibilità di acquistare un pezzo della storica seggiovia rappresenta un'opportunità unica. I 200 seggiolini della struttura sono stati messi in vendita: un centinaio sono già stati acquistati da un impianto in Abruzzo per ricambi, mentre i rimanenti saranno riciclati come ferro vecchio. I prezzi sono stati fissati per essere accessibili: 20 euro per un sedile completo e 10 euro per il solo sedile o per un gancio dello skilift.

Ricordi e Nostalgia: Il Tempo della Seggiovia a Frassenè

A Frassenè di Voltago, la seggiovia rappresentava un collegamento rapido da Agordo, un tempo affiancata dallo skilift al Col di Foglia. Dalla seggiovia si accedeva a un mondo diverso, dal verde del Broi al bianco della neve sotto l'Agner. Altri impianti collegavano le diverse aree del colle, permettendo sci di memorabili gare. Chi ha frequentato Frassenè, anche dopo il periodo della "Piccola Cortina", conserva ricordi indelebili, legati sia all'inverno che all'estate, di quella seggiovia che a breve non ci sarà più.

Queste strutture, definite "Strobs" (strutture obsolete), sono una cinquantina nelle Dolomiti bellunesi. Nel comune di Voltago, la seggiovia di Frassené è inattiva da circa un decennio. L'ex sindaco Bruno Zanvit aveva annunciato la decisione della proprietà di abbatterla e bonificare l'area.

Anni d'Oro e Divertimento Sulla Neve

"SuperDoloMitici!" era lo slogan che accompagnava le esperienze sulla neve. Sebbene le giacche e gli sci potessero non essere all'ultima moda, e la seggiovia a sedile singolo, con cavo e padella dello skilift, a volte bruschi in partenza, il divertimento era assicurato. Si sciava liberamente, senza caschetto, assicurazioni o complessi sistemi di prenotazione. Le piste, sebbene non sempre perfette, offrivano un'esperienza autentica, con i Fratelli De Dorigo che si prodigavano per la preparazione della neve.

Una vecchia piantina di Berann mostrava uno skilift chiamato Rafadora e una seggiovia da Frassene al Rifugio Scarpa con fermata intermedia. Nonostante le discussioni online, non vi erano indicazioni di un utilizzo sciistico recente della seggiovia. La zona comprendeva anche tre skilift con diversi tracciati, ma la domanda sulla vitalità di questo mini-comprensorio rimaneva aperta.

A Forcella Aurine, due skilift servivano la pista principale con alcune varianti. A Frassenè, invece, non si sciava più da anni, e la seggiovia era utilizzata solo per il trasporto pedoni. Si vociferava che, alla scadenza della revisione ventennale nel 2012, non sarebbero stati investiti fondi per mantenerla in funzione.

A Forcella Aurine, invece, la stagione sciistica si estendeva da dicembre ad aprile, con una pista principale e quattro varianti servite da due skilift. L'illuminazione notturna, attiva alcune sere alla settimana, offriva un'ulteriore possibilità di sciare. Per gli appassionati di free ride, snowboard, sci alpinismo e sci escursionismo, la possibilità di sciare su pendi erbosi esposti a sud rimaneva un'attrattiva. In caso di chiusura definitiva della seggiovia, era ancora possibile salire a piedi con ciaspole o pelli di foca. Nonostante il torpore del paese, si segnalavano importanti iniziative volte a contrastare il declino.

La notizia della chiusura della seggiovia dello Scarpa, che sembrava avvenuta da tempo, almeno in estate, generava malinconia. Nonostante alcuni pensassero fosse ancora aperta, la realtà era che era chiusa da anni. Il passaggio a Frassenè il 24 dicembre confermava lo stato di abbandono della seggiovia.

I gestori del Rifugio Scarpa si erano trasferiti, e sembrava esserci scarso interesse nello sviluppo turistico della zona. Nel frattempo, accanto alla seggiovia, era stata costruita una palazzina per la vendita di seconde case.

Il Rifugio Scarpa, tuttavia, rimaneva aperto nei weekend, gestito da una famiglia accogliente. La settimana precedente, era stata organizzata una gara di skialp.

Speranze e Ostacoli: La Possibilità di Riapertura della Seggiovia

Nel 2016, in occasione del suo 30° anniversario, la seggiovia di Frassené era ancora considerata un potenziale collegamento con il Rifugio Scarpa. La normativa europea sulla vita tecnica degli impianti di risalita, recepita dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio, aveva aperto nuove prospettive, superando il concetto di "vita tecnica" degli impianti. Questo significava che, alla scadenza, non sarebbe scattato l'obbligo di sostituzione, ma piuttosto la necessità di controlli approfonditi per valutarne la sicurezza e l'utilizzabilità.

Il sindaco Bruno Zanvit aveva espresso ottimismo riguardo alle nuove normative, pur segnalando che le concessioni per la seggiovia di Frassenè sarebbero scadute nel 2017. Il nuovo decreto permetteva di valutare la sicurezza e la funzionalità effettiva degli impianti, un passo fondamentale per convincere potenziali gestori a riattivare l'impianto.

La seggiovia di Frassené era tornata al centro dell'attenzione anche dopo un incontro in paese. Il Comune aveva manifestato la possibilità di acquistare l'impianto, ma solo a condizione che emergesse un gestore serio interessato a riprenderne la gestione. L'acquisto delle attrezzature era considerato meno problematico rispetto alle ingenti spese di gestione e riapertura.

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Il Sogno Svanito: Frassenè e la Seggiovia tra Speranze e Revoca della Concessione

Frassenè, un tempo conosciuta come la "Piccola Cortina", si aggrappava alla speranza di riattivare la seggiovia, ma il sogno sembrava svanire. Le speranze e le delusioni del villaggio si concentravano in pochi giorni. Il 1° aprile, l'Amministrazione separata dei beni di uso civico di Frassené aveva pubblicato il bando per la gestione del Parco Laghetti, un'area con passerelle, massi erratici e un edificio adibito a bar-ristorante.

Il presidente degli usi civici, Carlo Della Lucia, mirava a rendere il Parco Laghetti un tassello fondamentale per l'economia turistica del paese, che languiva in una lenta agonia, aggravata dall'abbandono della montagna e dallo spopolamento. Per contrastare questo fenomeno, secondo Della Lucia, sarebbe servito un "miracolo", che includeva l'incentivazione delle attività agro-silvo-pastorali, la ristrutturazione di Malga Losch, la riapertura di un albergo e, soprattutto, della seggiovia Frassené-Malga Losch.

Quest'ultimo obiettivo, tuttavia, appariva il più arduo da raggiungere. La comunicazione giunta al Comune dalla Provincia, che detiene la delega regionale sugli impianti a fune, ha sancito la revoca della concessione di servizio pubblico per la seggiovia. Questo significa che l'impianto non possiede più i requisiti per essere messo in funzione, complicando ulteriormente le prospettive.

Il Comune aveva precedentemente ipotizzato l'acquisto dell'impianto per 100 mila euro, a patto che vi fosse un serio interesse per la gestione. Ora, tale ipotesi è venuta meno. Il sindaco Bruno Zanvit ha spiegato che, per far ripartire la seggiovia, sarebbe necessario un nuovo iter per ottenere la licenza, un onere che il Comune non è disposto ad assumersi, considerando anche gli attuali costi di gestione proibitivi.

A 60 anni dall'inaugurazione, avvenuta il 6 gennaio 1956 in concomitanza con le Olimpiadi di Cortina, la corsa della seggiovia, una delle prime della provincia realizzata con i proventi della vendita di legname, sembra giunta al capolinea. Senza "miracoli" o una rinnovata volontà di "rimboccarsi le maniche", come fatto in passato, rimarrà solo la dismissione dell'impianto.

Il sindaco Zanvit ha concluso affermando che, sebbene nessun ente abbia ancora richiesto la rimozione, il Comune si impegnerà per far smantellare la seggiovia, ritenuta esteticamente sgradevole nel suo stato di inutilizzazione. Si presume che anche la proprietà sia spronata in tal senso dalla revoca della concessione.

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