Nonostante le crescenti opposizioni e le evidenze scientifiche sulla crisi climatica, la Regione Toscana, attraverso il Presidente Eugenio Giani e l'assessore regionale all'economia e turismo Leonardo Marras, ha ribadito la volontà di procedere con il contestato progetto della funivia Doganaccia-Corno alle Scale. Quest'opera ambiziosa mira a collegare i versanti dell'Appennino tosco-emiliano, rappresentando l'unico impianto di questo tipo nella regione.
Tuttavia, l'iniziativa ha suscitato una forte reazione da parte di numerose associazioni ambientaliste e cittadini. Il 9 maggio, Legambiente Circolo di Pistoia, Wwf Prato e Pistoia, Lipu Pistoia e molti altri hanno manifestato il loro dissenso attraverso un documento congiunto, evidenziando le criticità legate al progetto.
Un Ampio Fronte di Opposizione
L'opposizione al progetto della nuova funivia non è un fenomeno isolato. Un esempio significativo è l'incontro “Neve Diversa”, tenutosi a Maresca il 29 aprile, che ha visto la partecipazione di quasi 100 persone. Tra i presenti figuravano cittadini e rappresentanti di un'ampia gamma di organizzazioni, tra cui:
- Unione comunale Partito Democratico
- Associazione Tre Mulini Orsigna
- Proloco del territorio
- Pubblica Assistenza Maresca
- Sezioni CAI di Maresca, Pistoia, Pescia, Prato, Lucca
- Ecomuseo Montagna Pistoiese
- Nuoto Montagna Pistoiese
- Associazione Vallelune
- ASD Jurassic Bike Bagni di Lucca
- Sci Montagna Pistoiese
- Ass. sportiva Silvano Fedi di Pistoia
- Legambiente Nazionale, Legambiente Valdinievole, Legambiente Pistoia
- LIPU Pistoia
- Comitato “Un altro Appennino è possibile” Bologna
- Cai Focolaccia Lucca
- Cai GSAV Lucca
- Gruppo Trekking Pegaso-Val di Lima
- Trekking Italia del SAT Tesino
- Presidente del CAI regionale Toscana
- Presidente OTTO regionale Toscana
- WWF Pistoia e Prato
- Cammino di San Bartolomeo
- Trekking Italia sez. Toscana

Dettagli del Progetto e Criticità Evidenziate
Il progetto prevede la costruzione di un nuovo impianto a fune che si affiancherebbe a quelli già esistenti: la cabinovia Cutigliano-Doganaccia (con capacità di 660 persone all'ora) e la funivia Doganaccia-Croce Arcana, attualmente in fase di ammodernamento con lavori per 1,5 milioni di euro.
La nuova funivia avrebbe l'obiettivo di avvicinare gli sciatori dalla Doganaccia al Lago Scaffaiolo. Nello specifico, il progetto include:
- Una nuova stazione di partenza alla Doganaccia (1512 m s.l.m.), un edificio di tre piani (250 mq per piano) con vani di servizio per i macchinari.
- La realizzazione di due piloni di sostegno (alti 45 e 32 metri) con fondazioni in calcestruzzo, situati nelle praterie a declivio a est della Doganaccia verso il Monte Spigolino, nel Comune di San Marcello Piteglio.
- Una stazione di arrivo a circa 500-700 metri dal Lago Scaffaiolo, in località Prato alla Nevosa (1780 m s.l.m.), nel Comune di San Marcello Piteglio. L'edificio avrebbe un'altezza di circa 10 metri e una superficie di circa 200 mq a piano.
- Lo sbancamento di una strada di servizio dalla Doganaccia (1512 m s.l.m.) alla stazione di arrivo (1780 m s.l.m.) per consentire l'accesso ai cantieri con mezzi pesanti.
Le problematiche sollevate dalle associazioni e dai comitati si concentrano su diversi aspetti:
Cambiamenti Climatici
Il progetto ignora le evidenze scientifiche sui cambiamenti climatici, che portano a una diminuzione delle nevicate e a un aumento degli eventi estremi. I dati del dossier Nevediversa 2025 sono allarmanti: in 5 anni gli impianti sciistici dismessi sono raddoppiati, passando da 132 a 265. Le nevicate sono in drastico calo, con un deficit del 71% sulle Alpi e del 94% sugli Appennini tra i 1000 e i 2000 metri di quota (dati Fondazione CIMA al 13 febbraio 2025).

Viabilità e Sicurezza
La stazione di arrivo sarebbe situata a circa 500-700 metri dall'impianto emiliano, vicino al rifugio Duca degli Abruzzi. Gli sciatori dovrebbero percorrere questo tratto a piedi con gli sci in spalla, su un terreno impervio, esposto al vento (il Passo della Croce Arcana detiene il record europeo di velocità del vento, oltre 230 km/h).
Logistica e Capacità del Rifugio
Il rifugio Duca degli Abruzzi, già in difficoltà per la sua capacità attuale, non sarebbe in grado di accogliere le 240 persone all'ora che la nuova funivia potrebbe trasportare, aggravando la situazione di sovraffollamento.
Ambiente e Paesaggio
L'impianto insiste sulla ZSC (Zona Speciale di Conservazione) Spigolino - Monte Gennaio, parte della Rete europea Natura 2000. La normativa di tutela prevede l'esclusione di disturbi a praterie alpine e torbiere, la salvaguardia delle risorse panoramiche e degli assetti paesaggistici. La realizzazione dell'opera renderebbe impossibile evitare tali impatti.
Inoltre, l'area ospita una delle poche stazioni note in Toscana di mirtillo rosso (Vaccinium vitis-idaea), oltre ad altre specie di mirtilli. L'incremento degli impatti antropici potrebbe compromettere la biodiversità locale.

Geologia e Idrologia
La zona è caratterizzata da una fragilità geomorfologica e idrologica. I lavori di scavo e costruzione dei piloni comporterebbero alterazioni ambientali non rimediabili e la necessità di creare nuove piste per l'accesso dei mezzi pesanti, con un ulteriore impatto sul paesaggio.
Opportunità e Vocazione del Territorio
Il comprensorio sciistico del Corno alle Scale è in declino da circa trent'anni, a causa della scarsità di neve e dell'aumento degli eventi estremi. La vocazione del territorio si sta orientando sempre più verso un turismo slow, culturale ed enogastronomico, privilegiando escursionisti e amanti della montagna che cercano tranquillità e panorami incontaminati.
Piano Economico di Gestione
Manca un piano industriale che quantifichi i costi di gestione e manutenzione dell'impianto una volta operativo. Non è chiaro quante persone dovrebbero utilizzarlo per raggiungere il pareggio di bilancio.
Necessità dell'Opera e Modelli di Sviluppo
La Regione Toscana ha recentemente erogato un indennizzo di 900.000 euro agli impiantisti di Abetone per le mancate entrate dovute alla mancanza di neve. Questo è solo uno dei tanti finanziamenti destinati a coprire i costi di esercizio delle funivie, evidenziando la crisi del settore sciistico tradizionale.
Legambiente sottolinea come i vecchi modelli di sviluppo basati sul turismo invernale siano ormai superati. La crisi climatica sta portando alla chiusura di numerosi impianti sciistici in tutta Italia: sono 265 le stazioni non più funzionanti, un dato raddoppiato rispetto al 2020. L'aumento dei bacini di innevamento artificiale, che comportano un elevato consumo di acqua ed energia, non rappresenta una soluzione sostenibile a lungo termine.

Le Motivazioni del "No"
Il Comitato “Un altro Appennino è possibile - Versante toscano”, nato a giugno 2023, si oppone fermamente alla costruzione della funivia, definendola "inutile", "anacronistica", "dannosa per l'ambiente", "pericolosa per il delicato equilibrio idrogeologico", "rovinosa per il paesaggio" e "insensata e costosa".
Le ragioni del dissenso sono molteplici:
- Inutilità del collegamento: L'impianto non raggiungerebbe il Lago Scaffaiolo, fermandosi a circa 850 metri dall'impianto emiliano. Il collegamento sarebbe realizzabile solo tramite un tratto del sentiero di crinale 00, impraticabile con sci o scarponi in condizioni di innevamento. Inoltre, la seggiovia in via di ripristino alla Croce Arcana offrirebbe già un accesso in quota.
- Impatto ambientale: La funivia attraverserebbe la ZSC Spigolino-Monte Gennaio, un'area protetta dalla Direttiva Habitat (Natura 2000), compromettendo habitat naturali e biodiversità.
- Fragilità idrogeologica: La zona è soggetta a dissesti, e i lavori di costruzione aggraverebbero ulteriormente la situazione.
- Vincoli paesaggistici: L'opera contrasterebbe con il Piano di indirizzo territoriale con valenza di piano paesaggistico Regionale della Toscana.
- Declino del turismo sciistico: Il settore è in crisi da oltre un decennio, come dimostrano i numerosi impianti dismessi e i continui finanziamenti pubblici per coprire le perdite.
- Inadeguatezza del progetto: Il modesto dislivello tra partenza e arrivo (260 metri) e il tracciato trasversale del declivio rendono l'opera poco funzionale per lo sci.
- Costi elevati: Il progetto ha un costo di quasi 16 milioni di euro, a cui si aggiungono circa 400.000 euro annui per la manutenzione.
Ben 41 associazioni hanno aderito al Comitato, sottolineando la vastità del dissenso.
Il Percorso Amministrativo e le Opposizioni Istituzionali
Il progetto ha incontrato ostacoli anche sul piano amministrativo. La prima Conferenza dei Servizi, convocata nel luglio 2024, si è chiusa senza esito positivo a causa del contrasto con il Codice dei beni culturali e del paesaggio e con il Piano paesaggistico regionale, che vietano nuovi impianti sciistici nell'area. L'incompatibilità con la ZSC "Spigolino-Monte Gennaio" è stata un ulteriore elemento ostativo.
Una seconda Conferenza dei Servizi, convocata nel febbraio 2025, è stata sospesa il 26 marzo. La Provincia di Pistoia ha commissionato un'analisi ambientale indipendente, i cui risultati, consegnati nell'ottobre 2025, hanno confermato le criticità, segnalando che l'area del secondo pilone e della stazione di arrivo, colpita da un incendio nel 2016, risulta inedificabile fino al 2031.
Nonostante i pareri negativi e le evidenze tecniche, la Regione Toscana ha stanziato 10 milioni di euro per sostenere l'opera. La posizione del Comune di San Marcello Piteglio, che ha demandato la scelta alle competenze tecniche, è stata definita "incomprensibile" dal Comitato, che insiste sulla natura politica della decisione.
La Soprintendenza paesaggistica ha ribadito il suo parere integralmente negativo, e l'esito della seconda Conferenza dei Servizi è ancora atteso. Tuttavia, i termini di legge per la sua conclusione sono ampiamente superati.
Un Appello al Dialogo e a un Nuovo Modello di Sviluppo
Legambiente Pistoia auspica un dialogo aperto per la valorizzazione della Montagna Pistoiese, fermando un collegamento che, di fatto, non collega nulla. L'associazione non si oppone a priori a ogni progetto di sviluppo, ma promuove un territorio vivo e abitato, dove l'uomo possa prosperare in armonia con l'ambiente.
La soluzione proposta è quella di investire in turismo dolce, culturale ed enogastronomico, che non dipenda dalla stagionalità della neve. Questo modello di sviluppo, incentrato su escursionismo, valorizzazione delle risorse locali e servizi per i residenti, è considerato più sostenibile e in linea con la vocazione del territorio.
Si sottolinea la necessità di ripensare il turismo invernale in una chiave più sostenibile, avviando percorsi di governance tra istituzioni, comunità locali e realtà territoriali, replicando le buone pratiche di turismo dolce.
Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile: i 17 obiettivi
Le associazioni e i comitati chiedono che i 15,7 milioni di euro stanziati per la funivia vengano destinati ad altri servizi e a un nuovo modello di sviluppo della montagna, più attento all'impatto della crisi climatica e alle esigenze dei residenti.
