Piz Palù: un'avventura scialpinistica tra ghiacciai e vette maestose

Il Piz Palù, con le sue tre cime innevate, rappresenta uno degli scenari alpini più suggestivi e affascinanti, meritando l'appellativo di "castello argentato". Questa imponente montagna, situata nel cuore delle Alpi, domina il paesaggio con la sua parete Nord, offrendo un panorama mozzafiato a chiunque osi sfidare le sue pendici. La triade di vette del Piz Palù, composta dalla vetta orientale (3.882 m), dalla vetta centrale (3.905 m) e dalla punta occidentale o Punta Spinas (3.823 m), si estende lungo lo spartiacque principale delle Alpi, creando un quadro di rara bellezza armonica.

Vista panoramica del Piz Palù con le sue tre cime e i ghiacciai circostanti

Descrizione della Montagna e delle sue Vette

La mole del Piz Palù è caratterizzata da tre splendidi speroni di ghiaccio e roccia che scendono dalle rispettive cime. Lo sperone di Punta Spinas, il meno imponente, inizia con una sottile cresta di neve per poi proseguire con due terzi di roccette. Un grande vallone glaciale separa questo sperone da quello centrale, il più maestoso, che si eleva per 900 metri di roccia e ghiaccio. A est dello sperone centrale, la parete forma un altro grandioso vallone glaciale, solcato da una cascata di seracchi. La sponda destra orografica di questo canale è costituita dall'ultimo sperone, quello orientale, le cui linee armoniose disegnano una gigantesca "S", con i due terzi basali formati da una costola rocciosa seguita dalla nevosa cresta sommitale.

Itinerari Scialpinistici dal Rifugio Diavolezza

L'avvicinamento al Piz Palù per gli scialpinisti inizia generalmente dalla Chamanna da Diavolezza (2973 m). Da qui, si scende per un ripido pendio nevoso fino a raggiungere il Vadret Pers, un ghiacciaio che si estende ai piedi della montagna. Una volta sul ghiacciaio, si posizionano le pelli di foca e, con un diagonale verso Sud-sud-est, si affronta una pendenza moderata che conduce all'inizio di un grande vallone glaciale. Questo vallone è incastonato tra la parete Ovest-nord-ovest del Piz Cambrena e lo sperone del Pizzo orientale di Palù.

Superando un tratto crepacciato e piuttosto ripido, si risale il vallone verso Sud, mantenendosi in prossimità del Piz Cambrena. Oltre la crepacciata, il pendio diventa più uniforme e meno tormentato. Attraverso ampi zig zag, si guadagna quota puntando alla spalla di cresta situata a Est della vetta del Pizzo Palù orientale. Un ultimo, breve tratto ripido porta a raggiungere la cresta spartiacque presso la suddetta spalla, a quota 3731 m.

PIZ ALV 2975 m.u.m. Scialpinismo - Skiotouren Anello Stazioni valle Diavolezza - Lagalb

Salita alle Cime

Dalla spalla a 3731 m, si procede lungo la cresta sommitale, che si estende da Est a Ovest. Questa lunga cresta è interrotta da tre vette: il Pizzo orientale di Palù, il Pizzo centrale e la Punta occidentale (Punta Spinas). L'ascesa alle singole cime può richiedere l'uso di ramponi e piccozza, specialmente nei tratti più ripidi e ghiacciati. L'esposizione della cresta richiede attenzione e concentrazione, ma offre panorami spettacolari.

Varianti di Discesa

La discesa avviene generalmente lungo lo stesso itinerario di salita. Tuttavia, per chi desidera variare o evitare la risalita al rifugio Diavolezza, esistono alternative:

  • Scendere nuovamente sul Vadret Pers verso Nord-ovest, puntando all'affioramento dell'Isla Persa, situato ai piedi del crestone della Fortezza. Dalla sommità dell'affioramento, si scende lungo un canale fino alla base della seraccata che porta al Vadret da Morteratsch.
  • Proseguire la discesa lungo il ghiacciaio del Morteratsch, seguendo un itinerario che porta fino alla stazione ferroviaria di Morteratsch (quota 1900 m). Quest'ultima parte del percorso può richiedere passi di skating o spinta a causa della minore pendenza.

La discesa per il ghiacciaio del Morteratsch è solitamente ben battuta e tracciata, rendendola una scelta consigliata, soprattutto in assenza di tracce evidenti, data la presenza di numerosi crepacci.

Mappa schematica dell'itinerario di salita e discesa al Piz Palù dalla Diavolezza

Condizioni e Attrezzatura

Le condizioni per la salita al Piz Palù possono variare notevolmente a seconda del meteo e dell'innevamento. È fondamentale essere preparati a condizioni di instabilità dei pendii nevosi e a possibili crepacci. L'attrezzatura consigliata include:

  • Uno spezzone di corda da almeno 20 m (diametro minimo specificato nelle bibliografie).
  • Ramponi e piccozza, utili per affrontare tratti ghiacciati e ripidi.
  • Pelli di foca per la risalita sui ghiacciai.
  • Materiale da ghiacciaio e, in caso di dubbio, l'ausilio di una Guida alpina.

In particolare, è importante essere consapevoli che i ghiacciai, sebbene possano apparire ben chiusi, tendono ad aprirsi, rendendo la progressione insidiosa. La traccia di salita è solitamente ottima, ma in alcuni punti, come i grandi seracchi intorno ai 3200 m, può essere consigliabile l'uso di ramponi o addirittura di procedere a piedi per precauzione.

Esperienze e Commenti degli Scialpinisti

Le testimonianze degli scialpinisti che hanno affrontato il Piz Palù descrivono un'esperienza di grande soddisfazione alpinistica e paesaggistica. Molti sottolineano il panorama "mozzafiato" dalla cima e la bellezza dell'ambiente glaciale del Palù, considerato uno dei più belli delle Alpi. La cresta finale, sebbene esposta, viene descritta come estetica, emozionante e impegnativa il giusto, specialmente quando percorsa con condizioni perfette.

Alcuni racconti evidenziano la presenza di molta gente sul percorso, aspetto comune per gite di questo genere, ma anche la possibilità di trovare neve polverosa, seppur a tratti pesante e arata dai numerosi passaggi. Sotto i 3000 m, la neve può essere scaldata dal sole, ma generalmente rimane portante e scorrevole. La discesa lungo le piste segnate dai pali offre neve compatta e ben sciabile.

Vengono riportati anche episodi di pericolo, come la caduta di un compagno in un crepaccio seguendo le tracce, a testimonianza della necessità di mantenere sempre alta la concentrazione e di essere adeguatamente attrezzati e preparati.

Storia delle Prime Ascensioni

I tentativi di raggiungere la vetta del Piz Palù risalgono al XIX secolo. Il 12 agosto 1835, una comitiva guidata da Oswald Heer sembra aver raggiunto la cima orientale. Più certa è la salita alla stessa vetta compiuta il 24 luglio 1863 da E. N. Buxton e altri alpinisti. La vetta centrale fu conquistata solo nel 1866 da K. E. Digby. Questi primi exploit segnano l'inizio dell'alpinismo su questa imponente montagna.

Illustrazione storica di alpinisti che scalano una vetta alpina

Alternative e Consigli

In caso di condizioni meteo avverse o instabilità dei pendii, la Val Bernina offre comunque numerose possibilità. Ad esempio, è possibile compiere la discesa dalla Diavolezza a Morteratsch lungo i ghiacciai del Vadret Pers e del Morteratsch, godendo di una splendida vista sul Pizzo Palù e sul massiccio del Bernina. Questa discesa, sebbene più breve, è comunque un'esperienza indimenticabile.

Per chi cerca un'esperienza di sci più tradizionale, poco oltre la stazione di partenza della Diavolezza si trova la funivia di Lagalb. La pista da sci che scende da Lagalb è divertentissima e adatta a sciatori esigenti e ben allenati, offrendo al contempo un panorama insolito sul massiccio del Bernina.

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