Le belle scoperte, si sa, a volte arrivano all’improvviso, inaspettate, ma per questo riusciamo ad apprezzarle ancora di più. Oggi vi vogliamo parlare di una ciaspolata che abbiamo avuto l’occasione di provare dopo una bella nevicata: l'escursione che porta a Malga Masi.
Raggiungere Malga Masi da Vetriolo Terme
Partendo da Trento, raggiungete la località Vetriolo Terme, passando da Levico. Sono circa 40 minuti di macchina che vi permetteranno di arrivare al parcheggio proprio di fronte all’inizio della salita che porta a Malga Masi.
Noi, vista l’abbondante nevicata, abbiamo utilizzato le ciaspole, anche se Claudio, il gestore, batte sempre il percorso con il gatto delle nevi. Pertanto, consigliamo di effettuare una telefonata (📞 340 4988781) per avere informazioni aggiornate sulla situazione del percorso.
Per chi affronta il cammino con bambini piccoli, mettete in preventivo almeno un’ora e un quarto di passeggiata.

Malga Masi: Sapori Tipici e Ospitalità
Ritornando alla malga per il pranzo, troverete un’ottima scelta di piatti tipici, alcuni dei quali rivisitati con un tocco di creatività. Particolarmente apprezzati sono i formaggi della malga e i primi piatti.
La piccola malga, da cui si può ammirare un bel panorama che dà sulla Valsugana, è molto accogliente e ben arredata. È stato veramente bello scoprire questo posticino e siamo rimasti piacevolmente stupiti che la malga, in questo periodo, sia aperta tutti i giorni a pranzo. La sera è aperta su prenotazione per gruppi di almeno 15 persone.
Malga Masi dispone anche di quattro stanze per il pernottamento, un’ottima idea per chi volesse trascorrere un paio di giorni immerso nella natura e in totale relax.
Durante il periodo estivo, da metà giugno a metà settembre, la malga ospita animali, tra cui le mucche al pascolo. È attivo il caseificio con locale di stagionatura e spaccio, ed è aperta tutti i giorni.

Escursione Panarotta-Fravort: Un Trekking Panoramico
Dopo una mattinata trascorsa a slittare sulla pista Furet in Panarotta, la voglia di indossare le ciaspole e godersi in tutta tranquillità gli splendidi panorami offerti da questo territorio era davvero troppa per rinunciare. Il percorso è sempre ben segnalato fin dalla partenza.
Abbiamo trovato molto utile l’utilizzo delle ciaspole soprattutto nell’ultimo tratto per arrivare a La Bassa (in circa 45 minuti/1 ora di passeggiata, in base all’allenamento), e da lì raggiungere (in circa 15 minuti di discesa) Malga Masi. Noi abbiamo optato per la scorciatoia, ma suggeriamo, soprattutto con bambini piccoli, di percorrere la strada normale.
Descrizione Tecnica del Percorso Panarotta-Fravort
L’itinerario, che partendo da Panarotta 2002 porta prima alla vetta del Monte Panarotta e poi alla cima del Monte Fravort, è tecnicamente facile e generalmente sicuro. È un trekking molto panoramico, che offre una bellissima visuale sulla Valsugana e sulla Valle dei Mocheni.
Itinerario Dettagliato:
- Dal parcheggio di Panarotta 2002 (1780 m) si sale alla Cima Panarotta (2002 m) - sentiero 308.
- Si scende di quota fino a località La Bassa (1834 m).
- Da La Bassa si imbocca il sentiero 325 che porta alla vetta del Monte Fravort (2347 m).
- Scesi a La Bassa, per ritornare al punto di partenza, si prende un comodo sentiero non segnato.

Punto di Partenza e Ristoro
Punto di Partenza: Panarotta 2002
Punto di Ristoro: Panarotta 2002
Sicurezza e Consigli per le Escursioni Innevate
La stabilità del manto nevoso è soggetta a cambiamenti repentini e imprevedibili. Per la vostra sicurezza, consultate sempre il bollettino valanghe, in quanto il manto nevoso è soggetto a variazioni rapide. Chiedete informazioni agli uffici competenti del luogo, nonché alle guide alpine.
Le nostre tracce GPX sono solo indicative, cioè il percorso è stato effettuato al meglio con le condizioni neve e meteo di quella giornata. Pertanto, valutate sempre in loco il da farsi.
Inoltre, ricordatevi di valutare il percorso in base alle vostre capacità fisiche, all’allenamento e all’attrezzatura di cui disponete.
Si raccomanda di disporre dell’equipaggiamento adeguato: set di auto-soccorso in valanga (contenente Artva, pala e sonda).
Il percorso che proponiamo si può fare sia con i soli scarponi, che con le ciaspole o gli sci. Tutto dipende dal quantitativo di neve presente.
Panarotta 2002: Un Paradiso per Sciatori e Escursionisti
La cima della Panarotta 2002, cifra che descrive i suoi metri di quota, è una delle più alte della Catena dei Lagorai. Gli sciatori che bazzicano in queste zone aspettano l’inverno tutto l’anno per divertirsi su oltre 18 km di piste affacciate direttamente sulle Dolomiti di Brenta.
I principianti hanno la possibilità di imparare questo sport grazie alle scuole presenti; gli amanti dello snowboard possono accedere allo snowpark Park Fravort e divertirsi tra salti e percorsi per la tavola.
Sulle cime Panarotta, le piste da sci sono interrotte da chalet e baite che vi offriranno alcune delle specialità tipiche trentine. Tra una sciata e l’altra, bisogna sempre trovare il tempo di rifocillarsi a dovere!
Nei mesi più caldi, la Panarotta è presa di mira dagli escursionisti che cercano un po’ di refrigerio.
Cima Panarotta
Alternative e Varianti Invernali
Il percorso che ho intrapreso può essere fatto con sci da sci alpinismo, ciaspole, ramponi o solo scarponi: tutto dipende dalle condizioni del manto nevoso e dalla quantità di neve.
Dal parcheggio Panarotta 2002 che si trova a 1780 metri, si sale su ampio sentiero (ex pista) in direzione Cima Panarotta che si raggiunge in breve tempo (circa 200 m di dislivello). Lassù troviamo anche diverse testimonianze della Prima Guerra Mondiale.
Da La Bassa a 1838 metri (larga piana) si imbocca il sentiero 325 (cartelli con indicazioni) che porta alla Cima del Monte Fravort a 2347 metri. L’ultima salita è più ripida, quindi un po’ più faticosa, ma la neve era abbastanza buona e sono salita abbastanza bene.
Poco prima della cima si trova il Bivacco dell’Amicizia, nuovo e tenuto bene. La cima del Monte Fravort è davvero molto panoramica: davanti a me l’Altopiano dei Sette Comuni, di cui riconosco le cime salite. Il ritorno è uguale alla via di andata.
Un'altra bella gita ad anello ci porta in uno tra gli angoli più suggestivi del sottogruppo delle Cime di Rava, ovvero la conca che nasconde i laghetti dell'inferno, poco distanti dalla piana di Caldenave. Il percorso qui descritto è poco frequentato d'inverno, e nella parte alta raramente ci si imbatte in una traccia battuta, motivo per cui è richiesto un minimo senso dell'orientamento.

