Nei Paesi Bassi, l'inverno porta con sé una domanda ricorrente, puntuale come il ghiaccio che ricopre le piste: perché gli atleti olandesi sono quasi imbattibili nello speed skating? La risposta non risiede unicamente nelle medaglie, nei cronometri o nella tecnologia avanzata. È piuttosto un complesso intreccio di storia, cultura popolare e un'organizzazione moderna che, nel suo insieme, ha creato un sistema capace di produrre campioni con impressionante continuità.
Una Tradizione Radicata sui Canali
Per secoli, pattinare nei Paesi Bassi non è stato un semplice passatempo, ma il mezzo più rapido per spostarsi. Quando l'acqua gelava, i numerosi canali olandesi si trasformavano in vere e proprie strade, permettendo alle comunità di viaggiare da un luogo all'altro con la stessa naturalezza con cui oggi si utilizza l'autobus. Quella che era iniziata come una necessità si è evoluta in divertimento e, infine, in uno sport nazionale.

Da questa abitudine quotidiana è nato un immaginario collettivo potentissimo, la cui icona è l'Elfstedentocht, il leggendario giro delle undici città frisone. Questa gara, che copre quasi duecento chilometri su ghiaccio naturale, è un evento tanto raro quanto venerato. Si narra che vincerla sia più prestigioso di un titolo olimpico, e anche quando le condizioni climatiche non permettono la sua disputa, il mito dell'Elfstedentocht continua a ispirare generazioni, insegnando loro resistenza e tecnica.
Il risultato di questa profonda connessione con il pattinaggio è evidente: in Olanda si impara a stare sui pattini fin da bambini. L'equilibrio, la postura e la spinta diventano istintivi molto prima ancora di entrare a far parte di una squadra agonistica.
Dal Ghiaccio Naturale al Laboratorio di Prestazioni
Quando questa solida base popolare incontra la scienza e la tecnologia, il salto di qualità diventa inevitabile. L'epicentro di questa evoluzione è la Thialf Arena di Heerenveen, considerata il tempio mondiale della disciplina. Qui, nulla è lasciato al caso: ogni curva, ogni frequenza di pattinata, ogni dettaglio dell'aerodinamica viene meticolosamente misurato e ottimizzato. È la trasformazione di una cultura popolare in un'industria della prestazione di altissimo livello.

Quando un movimento sportivo può contare su strutture all'avanguardia, tecnici specializzati e investimenti continui, il serbatoio di talenti non si esaurisce mai. L'Olanda ha creato un sistema che alimenta costantemente il successo nel pattinaggio di velocità.
La Pressione Seleziona i Migliori
In un paese di poco più di diciassette milioni di abitanti, il pattinaggio di velocità è vissuto come uno sport nazionale. Le piste sono estremamente frequentate, le competizioni interne attirano un vasto pubblico e numerosi sponsor, e il livello medio degli atleti è altissimo. Per poter indossare la prestigiosa maglia arancione, un atleta deve prima superare la concorrenza di rivali che, in altri paesi, sarebbero considerati titolari inamovibili.

Di conseguenza, chi raggiunge le competizioni internazionali è già temprato da una dura selezione. Ha imparato a convivere con aspettative enormi, con tribune gremite e con l'idea che vincere sia la normalità. Questo rappresenta un vantaggio psicologico che pesa tanto quanto la preparazione fisica.
Tradizione, scienza, competizione interna: il dominio olandese nel pattinaggio di velocità nasce da questa combinazione vincente. Non si tratta di un exploit improvviso, ma del frutto di un percorso costruito nel tempo, dalle rudimentali lame sui canali medievali fino agli impianti ultramoderni di oggi.
L'Elfstedentocht: Mito e Realizzazione
L'Elfstedentocht (in frisone occidentale, Alvestêdetocht, "tour delle undici città") è la più lunga gara di pattinaggio di velocità al mondo e il tour di pattinaggio su ghiaccio più lungo e partecipato. La sua cadenza è irregolare, poiché richiede uno spessore minimo del ghiaccio di 15 centimetri lungo tutto il percorso, una condizione che dipende interamente dalle condizioni climatiche.
Il pattinaggio sul ghiaccio è da sempre uno sport molto amato nei Paesi Bassi, specialmente nella provincia della Frisia. In passato, pattinare lungo i canali ghiacciati era il modo più veloce per spostarsi tra le città durante l'inverno, dato che pochi potevano permettersi un cavallo. La prima versione organizzata del tour risale all'inverno tra il 1890 e il 1891, quando un centinaio di persone si unirono spontaneamente per completare il giro delle undici città.
Tra questi pionieri vi era Willem (detto Pim) Mulier, figura chiave nell'introduzione di sport come il tennis, il cricket e l'hockey nei Paesi Bassi. Sebbene il progetto iniziale del 1909 prevedesse un evento isolato, Mindert Evert Hepkema, all'epoca procuratore di Leeuwarden, intuì il potenziale di questa maratona di pattinaggio e il 15 gennaio 1909 fondò la Vereniging de Friesche Elf Steden (Associazione delle Undici Città della Frisia). L'obiettivo dell'associazione era promuovere lo sport del pattinaggio su ghiaccio nella provincia e organizzare l'Elfstedentocht ogni volta che le condizioni meteorologiche lo avessero permesso.
Edizioni e Aneddoti Storici
A partire dal 1909, l'Elfstedentocht si è svolto quindici volte, con l'ultima edizione nel 1997. L'edizione del 1912 vide la partecipazione di 61 persone, di cui 43 arrivarono al traguardo, inclusa Jikke Gaastra, la prima donna a competere nel tour. Tra il 1939 e il 1942, una serie di inverni particolarmente rigidi permise lo svolgimento della gara per tre anni consecutivi, nonostante il periodo di guerra.
Successivamente, il regolamento vietò la possibilità di avere più vincitori a pari merito. Tuttavia, nel 1956, i cinque pattinatori di testa, che avevano corso insieme per gran parte della gara, decisero di tagliare il traguardo contemporaneamente. L'edizione del 1963 è ricordata come "l'inferno del '63" a causa del freddo intenso (fino a -18°C), del forte vento e della neve. Dei 9862 corridori partiti da Leeuwarden, solo 127 raggiunsero il traguardo, molti dei quali riportarono congelamenti, fratture e cecità da neve. Reinier Paping, che tagliò il traguardo in 10 ore e 59 minuti, fu acclamato come un eroe nazionale.
Tra l'edizione del 1963 e quella successiva nel 1985 (dopo ben 22 anni), vi furono notevoli miglioramenti nell'abbigliamento sportivo, nelle caratteristiche dei pattini e nelle tecniche di allenamento. L'annuncio della gara del 1985 scatenò l'entusiasmo nel paese, con oltre 15.000 pattinatori al via. All'edizione del 1986 partecipò anche l'allora principe ereditario Guglielmo Alessandro, iscritto con lo pseudonimo di W.A. van Buren, che completò la corsa entro il tempo limite.
L'edizione del 1997 è stata l'ultima tenutasi fino ad oggi. Alla gara vera e propria partecipano circa 300 pattinatori, mentre oltre 16.000 amatori prendono parte alla corsa non competitiva. Per garantire la sicurezza, il tour può svolgersi solo se il ghiaccio raggiunge uno spessore minimo di 15 centimetri, richiedendo temperature di almeno -10°C per diversi giorni consecutivi.
Il percorso dell'Elfstedentocht segue un anello che parte e si conclude a Leeuwarden, capoluogo della Frisia, attraversando le altre dieci città storiche della provincia. La lunghezza del percorso può variare leggermente in base alla qualità del ghiaccio lungo fiumi e canali. Tutti i pattinatori devono essere membri della De Koninklijke Vereniging de Friesche Elf Steden. Durante la gara, i partecipanti devono raccogliere un timbro in ognuna delle undici città e in punti di controllo segreti lungo il percorso. I partecipanti che tagliano il traguardo entro il tempo limite ricevono la Croce delle Undici Città, una medaglia istituita nel 1909. I primi undici uomini e le prime cinque donne ricevono inoltre una medaglia aggiuntiva.
Le donne furono ammesse alla gara vera e propria solo a partire dal 1985, mentre in precedenza potevano partecipare unicamente alla corsa non competitiva. La prima donna a tagliare il traguardo nel 1985 fu Lenie van der Hoorn.
Il Pattinaggio di Velocità: Cultura e Sport
Nei Paesi Bassi, il pattinaggio su ghiaccio è parecchio popolare, sia come attività ricreativa e tradizionale, sia come pratica sportiva agonistica, in particolare il pattinaggio di velocità su piste da 400 metri. Le origini del pattinaggio su ghiaccio nei Paesi Bassi risalgono al Medioevo, quando le lame erano perlopiù in legno. Si ritiene che i primi pattini con lame in ferro siano arrivati intorno al XV secolo.
L'Elfstedentocht, il cui nome significa "giro delle undici città", ha avuto solo 15 edizioni a causa della dipendenza dalle condizioni climatiche, e vi è la preoccupazione che il riscaldamento globale possa renderlo ancora più raro. Nonostante ciò, quando l'inverno lo consente, molti olandesi continuano a praticare il natuurijs, il pattinaggio sul ghiaccio naturale di laghi o canali, considerandolo un passatempo tradizionale irrinunciabile.
Anche sul ghiaccio artificiale, sia all'aperto che al coperto, il pattinaggio è molto diffuso. Si stima che quasi un olandese su due pratichi il pattinaggio su ghiaccio almeno una volta ogni tanto. La KNSB, la federazione nazionale fondata nel 1822, conta oltre 40.000 iscritti affiliati a più di 600 società sportive.
Eccellenza e Record Olandesi
Grazie a significativi investimenti statali nel corso degli anni, gli olandesi sono tra i migliori al mondo in diverse discipline del pattinaggio. Detengono i record mondiali di distanza percorsa in un'ora su ghiaccio naturale e l'olandese Kjeld Nuis, vincitore di tre ori olimpici, detiene il record di velocità raggiunta su ghiaccio naturale, superando i 103 chilometri orari nel 2022.
Nelle discipline indoor, gli olandesi si difendono bene nello short track, ma sono nettamente i migliori nel pattinaggio di velocità (speed skating). Nella storia della Coppa del Mondo, i Paesi Bassi hanno vinto più del doppio delle medaglie d'oro rispetto agli Stati Uniti. Anche nel medagliere olimpico del pattinaggio di velocità, i Paesi Bassi sono al primo posto.
Il dominio olandese sembra destinato a perdurare, sebbene la concorrenza internazionale sia in crescita. L'Italia, ad esempio, ha ottenuto importanti vittorie in Coppa del Mondo grazie ad atleti come Davide Ghiotto e Andrea Giovannini.
Il Pattinaggio di Velocità: Regole e Attrezzature
Il pattinaggio di velocità è uno degli sport invernali più antichi, con origini che risalgono alla fine del 1600 nei Paesi Bassi, quando i pattini venivano usati come mezzo di trasporto su laghi e canali ghiacciati. Le gare si disputano su un ovale ghiacciato artificialmente, lungo 400 metri e largo tra i 3 e i 4 metri per corsia.
Nelle competizioni individuali (esclusa la mass start), due atleti gareggiano contemporaneamente, uno per corsia. Ogni pattinatore percorre la distanza una sola volta e vince chi impiega il minor tempo. Per garantire che entrambi coprano la stessa distanza, chi parte nella corsia esterna in un rettilineo si sposta in quella interna nel rettilineo opposto.
La scarpa è unita alla lamina del pattino tramite una cerniera, che permette di sollevare il tallone in curva e durante la spinta. A Milano Cortina 2026, il programma prevede gare sui 500, 1.000, 1.500, 5.000 e 10.000 metri, oltre agli inseguimenti a squadre e alle mass start.
Attrezzatura Essenziale
Per eccellere nel pattinaggio di velocità, l'attrezzatura gioca un ruolo fondamentale:
- Lame dei pattini: Nel pattinaggio di velocità su pista lunga, le lame sono più alte per garantire maggiore stabilità e misurano dai 40 ai 50 cm. Dispongono di un sistema di cerniere per sollevare il tallone. I pattini da short track sono più corti, generalmente tra i 30 e i 45 cm.
- Stivali da pattinaggio: Realizzati in pelle di fibra di carbonio, sono progettati per calzare come un guanto, con un tallone rigido e il resto della scarpa aderente al piede.
- Tute: Le tute da gara sono aderenti per ridurre la resistenza aerodinamica e includono spesso un cappuccio e asole per i pollici per minimizzare ulteriormente la resistenza.
- Equipaggiamento di sicurezza: Caschi e occhiali sono indispensabili per proteggere gli atleti durante le alte velocità.
Il Thialf: Un Centro di Eccellenza
La Thialf Arena di Heerenveen, inaugurata nel 1967 e ristrutturata più volte, è un impianto all'avanguardia progettato per offrire condizioni ottimali agli atleti. Questo ovale coperto, con una capacità di circa 12.500 spettatori, dispone di strutture moderne che lo rendono uno dei migliori impianti al mondo per il pattinaggio di velocità.

L'atmosfera elettrizzante, con i tifosi olandesi che creano un vero e proprio "muro arancione" di passione, rende ogni evento un'esperienza indimenticabile. Uno degli aspetti più avanzati del Thialf è l'attività di ricerca che vi si svolge per ottimizzare le prestazioni degli atleti. I ricercatori studiano ogni dettaglio che può influenzare la performance, dalla postura e la tecnica di pattinaggio all'aerodinamica delle tute. Il Thialf non è quindi solo un luogo di competizione, ma un vero e proprio laboratorio dove si perfezionano tecniche e tecnologie.
La qualità del ghiaccio è un altro aspetto cruciale. Al Thialf vengono testate e sviluppate nuove tecniche di trattamento della superficie, utilizzando controlli avanzati di temperatura e umidità per garantire condizioni ottimali. Il ghiaccio viene mantenuto a una temperatura perfettamente bilanciata per ridurre l'attrito e favorire le prestazioni. Oltre alla pista principale, il Thialf dispone di strutture dedicate all'allenamento e alla preparazione atletica.
L'impianto è versatile e può essere sfruttato anche nei giorni in cui non si disputano gare, offrendo pacchetti VIP per gli spettatori e spazi riservati per eventi aziendali. La sinergia tra sport, ricerca scientifica e strutture all'avanguardia è la chiave del successo olandese.
Mostra "Storia e Gloria del Pattinaggio di Velocità" a Rho
In occasione dei Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina 2026, la città di Rho ospiterà la mostra "Storia e Gloria del Pattinaggio di Velocità - La cultura olandese del ghiaccio a Rho". L'esposizione, visitabile presso Villa Burba, mira a far conoscere la ricca cultura del pattinaggio profondamente radicata nei Paesi Bassi e sempre più significativa anche in Italia.
La mostra attinge anche alla collezione del Museo Frisone del Pattinaggio, custodendo la più grande collezione di pattini al mondo. Una sezione sarà dedicata alla leggendaria Elfstedentocht, con fotografie, filmati storici e oggetti originali. La mostra esplora il pattinaggio come fenomeno sociale e culturale, evidenziando come in passato il ghiaccio nei Paesi Bassi attenuasse le differenze sociali e come, con la scomparsa del ghiaccio naturale, lo sport si sia evoluto verso piste artificiali e innovazioni tecnologiche.
Questo evento sottolinea il legame speciale tra Rho e Heerenveen, sede della Thialf Arena, e mira a consolidare un gemellaggio internazionale che favorisce la conoscenza di un paese con una storia sportiva affascinante.
