Il progetto del "Patto Territoriale per la Valorizzazione della Ski Area Valmalenco", un'iniziativa da 22 milioni di euro finanziata in gran parte dalla Regione Lombardia, ha sollevato significative critiche e preoccupazioni riguardo alla sua sostenibilità e all'uso dei fondi pubblici. Nonostante le ingenti risorse stanziate, il Club Alpino Italiano (CAI) Sezione Valmalenco e Sezione Valtellinese hanno espresso perplessità, sottolineando come, a fronte di un solo intervento completato e uno annullato, siano previste nuove infrastrutture, tra cui una nuova seggiovia al Sasso Nero, giudicata inadatta alle condizioni climatiche locali e in contrasto con i principi di sostenibilità promossi dal Patto stesso.
Il CAI evidenzia un paradosso: interventi di riqualificazione utili rischiano di essere sacrificati a favore di opere più discutibili. Le due sezioni lombarde del Club Alpino Italiano auspicano una gestione più oculata dei fondi pubblici, privilegiando la manutenzione e l'ammodernamento delle infrastrutture esistenti rispetto alla creazione di nuove opere. Viene ribadita l'importanza di un dialogo tra tutti gli attori locali per ridisegnare un futuro più sostenibile per la Valmalenco.
Il Patto Territoriale e gli Investimenti
Nel 2022, Regione Lombardia ha destinato 14,47 milioni di euro alla ski area Valmalenco. Con i cofinanziamenti dei Comuni di Chiesa in Valmalenco, Lanzada, Caspoggio e della Funivia al Bernina, l'investimento complessivo ha raggiunto i 22 milioni di euro. Questo piano, denominato "Patto Territoriale per la Valorizzazione della Ski Area Valmalenco", promette sviluppo, ma secondo le critiche rischia di lasciare sul terreno più ferite che futuro.
L'atto integrativo approvato dalla Giunta regionale della Lombardia, su proposta dell'assessore Massimo Sertori, ha portato l'importo complessivo degli interventi a 20.506.911 euro. Di questi, 1.394.466 euro sono a carico dei Comuni, 6.562.250 euro dalla società F.A.B. per la ristrutturazione dell'edificio polifunzionale, mentre Regione Lombardia garantisce un cofinanziamento di 12.550.195 euro.
Interventi previsti e criticità
Il Patto contempla una serie di interventi, alcuni utili e necessari, come la manutenzione e riqualificazione delle infrastrutture esistenti, tra cui i parcheggi in località Vassalini e la ristrutturazione dell'edificio Centro Servizi di Chiesa in Valmalenco. Prevede però anche la realizzazione di nuove opere, tra cui una nuova pista da sci dall’Alpe Palù a San Giuseppe, l’ampliamento dell’esistente pista blu dell’Alpe Palù e, soprattutto, la realizzazione di una nuova seggiovia dal Bocchel del Torno a cima Sasso Nero, a quota 2900 metri.
Critiche alla seggiovia Sasso Nero:
- Inadeguatezza climatica e nivologica: La zona del Sasso Nero è caratterizzata da versanti soleggiati e rocciosi dove la neve spesso scarseggia o si trasforma rapidamente in crosta, rendendola inadatta per il freeride. Nella stagione 2024-2025, con poche precipitazioni, una seggiovia in questa area avrebbe potuto operare solo pochi giorni, ben lontana dalle ottimistiche previsioni di 150 giorni di esercizio annuo. Anche una pista battuta presenterebbe problemi a causa del disgelo pomeridiano che trasforma la neve in ghiaccio.
- Contraddizione con i principi di sostenibilità: La costruzione di un impianto in alta quota per attività di freeride è in contrasto con le raccomandazioni del "Patto Territoriale" stesso, che invita a tenere in debita considerazione gli effetti del cambiamento climatico e a promuovere un modello di sviluppo improntato alla sostenibilità integrale.
- Impatto ambientale: L'area di Cima Sasso Nero confina con un sito Natura 2000 (ZSC e ZPS), richiedendo un'estrema attenzione per evitare impatti irreversibili su habitat naturali e specie protette.
- Costi e benefici: L'impianto comporterebbe costi di gestione aggiuntivi (energia, manutenzione, personale) e un rapporto costi/benefici sul lungo termine considerato sfavorevole, a fronte di un accesso a un panorama già ammirabile da altre zone.
- Conflitto con le priorità: Il Comune di Chiesa in Valmalenco aveva richiesto a Regione Lombardia di sacrificare un'opera per coprire i maggiori costi di altri progetti, come la riqualificazione dei parcheggi di Vassalini. La Regione avrebbe respinto questa richiesta, insistendo sulla seggiovia al Sasso Nero come opera-simbolo.

Modifiche al Patto Territoriale
L'atto integrativo ha introdotto alcune modifiche significative rispetto al Patto originario. È stato stralciato l'intervento di realizzazione della nuova cabinovia in località Franscia-Dosso dei Vetti, a causa di vincoli ambientali insormontabili. Il progetto dei parcheggi è stato concentrato esclusivamente nella zona del Curlo. In parallelo, sono previsti la riqualificazione e rifunzionalizzazione dell'area turistico-sportiva Pradasc e l'aggiornamento dei quadri economici e del cronoprogramma degli interventi.
Questi nuovi progetti si affiancano a quelli già inseriti nel Patto sottoscritto nel 2022, come il nuovo impianto di risalita da Bocchei de Torno a Cima Sasso, l'ampliamento della pista esistente e la creazione di una nuova pista da gara tra Alpe Palù-Barchi e Prati Pedrana, la revisione generale e sostituzione della fune della seggiovia Caspoggio-Sant’Antonio, la riqualificazione dell’edificio polifunzionale e la ristrutturazione e ampliamento del Centro servizi.
Proposte per uno sviluppo alternativo e sostenibile
Il CAI Valmalenco e Valtellinese propongono un cambio di rotta, focalizzato sulla cura e il miglioramento delle infrastrutture esistenti piuttosto che sulla creazione di nuove opere discusse. Vengono identificate diverse aree che necessitano di riqualificazione radicale:
- Strutture turistiche e sportive: Campanacci (Alpe Palù), Monte Motta, piscina comunale, palestra di arrampicata indoor (Pradasc), palazzetto dello sport, centro fondo (Sabbionaccio).
- Infrastrutture di base: Parcheggi (Vassalini, Prà Pedrana, punto di partenza seggiovia), collegamenti.
- Rete escursionistica: Sentieri e alte vie (Alta Via della Valmalenco, itinerario transfrontaliero Bernina Sud), fondamentali per il patrimonio storico e apprezzati sia in estate che in inverno.

Si sottolinea la necessità di un approccio lungimirante, che consideri la fragilità del territorio montano in un contesto di crisi climatica. Le politiche pubbliche dovrebbero essere orientate verso strategie di adattamento e diversificazione, rendendo il territorio resiliente, vivibile e attrattivo tutto l'anno. L'idea è di abbandonare lo sviluppo basato unicamente sull'espansione dell'infrastruttura sciistica tradizionale, per abbracciare un modello che integri il fattore umano e comunitario nelle scelte economiche.
Il CAI auspica che le considerazioni e proposte presentate possano stimolare una riflessione profonda e un dialogo ampio tra amministratori, operatori turistici, cittadini e associazioni, per ridisegnare insieme il futuro della Valmalenco, privilegiando la sostenibilità ambientale, economica e sociale.
