Storia degli impianti di risalita del Mottarone

Il fascino del Mottarone: una storia di turismo e innovazione

Il turismo sul Mottarone iniziò a diffondersi nella seconda metà dell'Ottocento, subendo un notevole impulso a partire dal 1884, anno di apertura del Grand Hotel Mottarone. Questo periodo segnò l'inizio di una nuova era per la montagna, che divenne una meta ambita per i visitatori. Diversamente dal turismo estivo, lo sci sul Mottarone cominciò più tardi, precisamente a partire dal 1908, quando il Grand Hotel Mottarone decise di restare aperto anche durante la stagione invernale.

Il 20 gennaio 1935, il Mottarone fu teatro della prima gara internazionale di sci in Italia, un evento che vide la nascita dello slalom gigante, denominato "Coppa d'oro del Duce". La pista per questa competizione era lunga un chilometro e mezzo, con un dislivello di trecentocinquanta metri. In occasione di questo importante evento, venne realizzato anche un trampolino per il salto con gli sci.

Veduta del trampolino

Nel 1940 venne inaugurato il primo vero impianto di risalita per sciatori: una slittovia, affettuosamente chiamata da tutti "slittone". Questa slittovia, trainata da un argano posto in cima alla vetta, trasportava circa trenta sciatori alla volta lungo quello che oggi corrisponde al percorso della pista "Scoiattoli".

Negli anni Cinquanta, al Mottarone, su iniziativa dei fratelli Gaetano ed Enrico Motti, furono costruiti moderni impianti skilift. Questi nuovi impianti consentirono di ampliare il comprensorio sciistico e di accogliere un numero maggiore di sciatori, segnando un passo avanti nell'offerta turistica invernale. In questo periodo, lo "slittone" e il trampolino per il salto con gli sci vennero smantellati.

Negli anni precedenti l'inaugurazione della funivia, avvenuta nel 1970, si assistette a un ammodernamento degli skilift, operato dalla ditta torinese Marchisio. Nel 1964, lo skilift "Selva Spessa" fu sostituito da uno skilift doppio. Nel 1969, fu rinnovato lo skilift "Baby 1". L'anno successivo, nel 1970, venne inaugurato lo skilift Baita Omegna, che permise un ulteriore ampliamento del comprensorio sciistico, offrendo piste panoramiche sul Lago d'Orta.

Per rilanciare ulteriormente lo sci nel 1988, vennero rinnovati due skilift, ancora oggi funzionanti: il Baita Omegna e il La Rossa. Nello stesso anno, venne smantellato lo skilift Baby 2. Gli anni Novanta furono un periodo positivo per gli impianti del Mottarone, che arrivarono all'alba del terzo millennio affrontando un cambio di gestione e diverse incertezze.

La Funivia Stresa-Mottarone: un'opera di ingegneria

La storia degli impianti di risalita del Mottarone è indissolubilmente legata alla Funivia Stresa-Mottarone, la cui costruzione rappresentò un importante passo avanti per l'accessibilità e il turismo sulla montagna. I lavori per la funivia che collega Stresa e la cima del Mottarone iniziarono nel 1963, con l'obiettivo di sostituire il vecchio percorso ferroviario risalente al 1911, che includeva una stazione in stile Liberty, con un nuovo impianto più funzionale e veloce.

La rinuncia al trenino a cremagliera fu ispirata dalla legge del 2 agosto 1952, che prevedeva la trasformazione delle vecchie tramvie in autolinee o funivie. La Funivia Stresa-Mottarone fu in gran parte un gioiello "made in Italy". Le opere murarie furono eseguite dall'Impresa Poscio di Villadossola, su progettazione dell'architetto Mario Cracchi di Baveno. La meccanica portava la firma della società Piemonte Funivie di Torino (fondata nel 1955), mentre le parti elettriche furono curate dalla Marelli (società fondata nel 1891 da Ercole Marelli). Le funi erano di produzione tedesca, fornite dalla W.D.I.

Ulteriori problemi durante la costruzione furono rappresentati dalle "servitù", ovvero la necessità di ottenere i permessi per sorvolare con le funi i terreni privati. Le prove tecniche iniziarono il 20 luglio 1970 e terminarono il 23 dello stesso mese. Il verbale di collaudo venne stilato e sottoscritto da figure autorevoli del settore, tra cui il professor Greco del Ministero dei Trasporti, l'ing. Giordano per l'Ispettorato della Motorizzazione di Novara, l'ing. Piero Scioli in rappresentanza della Società Ferrovie del Mottarone e il Sig. La Funivia venne inaugurata ed entrò ufficialmente in servizio il 1° agosto 1970.

Vista panoramica del Lago Maggiore e delle Isole Borromee dal Mottarone

La Funivia del Mottarone è stata strutturata in due tronconi, ciascuno con due cabine dalla portata di 35 persone. Il primo troncone parte a 205 metri in località Lido di Carciano, a Stresa, e raggiunge la Località Alpino, dove si trova il Giardino botanico Alpinia. La funivia era stata costruita cinquant'anni fa per offrire la vista di uno dei panorami più belli del mondo.

La Funivia del Mottarone era stata chiusa nel 2014 per garantirne una revisione generale. Dopo due anni di lavori di manutenzione e ammodernamento, affidati alla società Leitner, la funivia è stata riaperta il 13 agosto 2016. Tra ottobre e dicembre 2016 sono state anche rinnovate le relative stazioni di riferimento della funivia per adeguare i sistemi alle nuove norme degli impianti di risalita a fune. I lavori di ammodernamento sono costati 4,4 milioni di euro, finanziati in parte dalla Regione Piemonte e dal Comune di Stresa, che ha sfruttato la tassa di soggiorno per raccogliere i fondi necessari. Il resto è stato coperto dalla società Funivie del Mottarone, costituita dall'azienda Leitner, e da Ferrovie del Mottarone, con un contributo privato di 1 milione di euro.

Nel 2002, la funivia era stata sottoposta a una revisione straordinaria eseguita dalla ditta Poma Italia (ora Agudio).

La Ferrovia Stresa-Mottarone: un precursore del trasporto turistico

Prima dell'avvento della funivia, il trasporto verso la vetta del Mottarone fu assicurato dalla Ferrovia Stresa-Mottarone (FSM). Il turismo sul Mottarone iniziò a diffondersi nella seconda metà dell'Ottocento, e per facilitarne l'accesso e incrementare il turismo, nel 1911 venne inaugurata la ferrovia a cremagliera e trazione elettrica.

Questo trenino collegava Stresa alla vetta del Mottarone lungo 6 fermate, impiegando circa un'ora e 15 minuti per coprire il tragitto. La linea, costruita con un sistema a scartamento metrico puro, presentava un collegamento ferroviario tra Stresa ed il Mottarone. L'inaugurazione avvenne il 12 luglio 1911.

Elettromotrice della Ferrovia Stresa-Mottarone in partenza dall'imbarcadero di Stresa

La FSM era alimentata a corrente continua e presentava un interscambio con tutti i mezzi di trasporto. La linea si diramava appena fuori città, costituendo una specie di "Y", con un segmento armato che collegava le due diramazioni. La ferrovia era dotata di due fermate e poteva trasportare quattro carri merci e una vettura di tipo tramviario.

Nonostante gli sforzi, l'utilizzo della Ferrovia Stresa-Mottarone fu di breve durata. Diversi fattori, tra cui le difficoltà finanziarie e le problematiche legate alla gestione, portarono alla sua soppressione. L'ultimo viaggio dell'elettromotrice n. 4 avvenne nel 1963, ma l'utilizzo effettivo terminò prima. La legge del 2 agosto 1952, che prevedeva la trasformazione delle vecchie tramvie in autolinee o funivie, contribuì alla decisione di abbandonare la linea ferroviaria.

Il piano di trasformazione della tramvia extra-urbana Stresa-Mottarone - già soppressa da oltre un anno - venne approvato con Decreto Ministeriale n. Il 13 maggio 1963 segnò il ritorno dal Mottarone della vettura n. 1, ma questo segnò la fine della ferrovia. Nel 1963 il trenino cessò il suo servizio, sostituito da un servizio di bus (della Società Autoservizi Nerini di Verbania Intra), che faceva il percorso solo due volte al giorno.

L'eredità della Ferrovia Stresa-Mottarone vive ancora oggi, con alcuni resti e testimonianze che ricordano la sua breve ma gloriosa esistenza. La ricerca di vecchie vestigia permette di ritrovare quello che resta di questa importante infrastruttura, come ruderi e l'ufficio di stazione.

Il Mottarone: un balcone panoramico d'eccezione

Il Mottarone, con la sua altitudine di 1492 metri, è considerato uno dei "balconi" più belli d'Italia e del mondo. La sua posizione strategica offre una vista mozzafiato su un panorama che incanta per la sua vastità e bellezza. Nel 1954, il New York Times riconobbe il valore di questa vista, inserendo la visione delle Isole e del Lago dal Mottarone tra i dieci panorami più affascinanti del pianeta.

Dalle postazioni panoramiche presenti in vetta, si possono ammirare le Alpi svizzere e italiane, le iconiche Isole Borromee, l'antico Eremo di Santa Caterina del Sasso. La vista si estende anche su molti dei laghi prealpini, tra cui spiccano il Lago Maggiore e il Lago d'Orta, ma anche il Lago di Mergozzo, il Lago di Monate, il Lago di Comabbio e il Lago di Varese. Nelle giornate limpide, è possibile scorgere persino una porzione della pianura padana e, con un po' di fortuna, il Monviso.

Panorama a 360 gradi dal Mottarone con vista sui laghi e le Alpi

La montagna, pur offrendo scenari spettacolari in ogni stagione, è nota per essere coperta di neve durante l'inverno. Il suo fascino non si limita alla bellezza paesaggistica, ma si estende anche alla ricchezza della sua flora e fauna. Il Giardino botanico Alpinia, situato in Località Alpino, rappresenta un esempio del suo esemplare contenuto di fiori e piante.

La montagna domina l'area circostante, offrendo una prospettiva unica sul lago d'Orta (Cusio) e sui laghi alpini. La sua vetta è un punto di osservazione privilegiato, capace di regalare emozioni indimenticabili a chiunque la visiti. La bellezza del Mottarone è stata fonte di ispirazione per artisti e viaggiatori, contribuendo a consolidare la sua fama come meta turistica di prim'ordine.

Controversie e gestione degli impianti

La storia recente degli impianti del Mottarone è stata segnata da controversie legali e cambi di gestione. Il 3 dicembre 2013, gli impianti sono stati sigillati in seguito a un'istanza di sfratto per morosità presentata dalla famiglia Borromeo, proprietaria di parte dei terreni delle piste da sci. Questo sigillo è il risultato di un contenzioso iniziato nel 2009.

La società degli impianti, appellandosi a una legge regionale che dichiara la pubblica utilità delle aree sciabili e la possibilità per i Comuni di istituire servitù coattive sulle piste da sci, ha sospeso il pagamento degli affitti alla famiglia Borromeo. Dopo anni di dispute e svariate sentenze sia del Tribunale civile di Verbania che del TAR del Piemonte, la questione legale non è ancora stata completamente risolta.

Nel maggio 2016, gli impianti sono stati acquistati dalla società 360 Mottarone di Eleonora Cresta e Maddalena Giancola. Immediatamente dopo, le quote sono state rilevate dalla famiglia Borromeo e la società ha assunto la nuova denominazione di Parco del Mottarone srl. La nuova gestione ha intrapreso investimenti tecnici volti al potenziamento dell'impianto di innevamento programmato, con l'acquisto di nuovi cannoni di ultima generazione. Per il futuro è previsto un ulteriore potenziamento dell'impianto con un investimento di 150.000 euro, che comprenderà l'ampliamento del numero di piste innevabili e l'ingrandimento del bacino idrico di approvvigionamento.

Attualmente, il comprensorio sciistico del Mottarone offre ventuno piste, di cui otto blu, dieci rosse e tre nere, per una lunghezza complessiva di 21 km. Con la dismissione degli skilift Alpe Corti e Baita Omegna, le piste utilizzabili sono 15.

Precipita funivia del Mottarone: 14 vittime - Unomattina - 24/05/2021

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