Introduzione allo scialpinismo primaverile
La primavera è la stagione migliore per lo scialpinismo. Giornate lunghe e temperature gradevoli: la primavera è la stagione migliore per lo scialpinismo. Per una buona riuscita della gita è indispensabile curare nel migliore dei modi la logistica: documentarsi sull’itinerario, informarsi sulle condizioni nivo-meteo e consultare i relativi bollettini, essere consapevoli delle proprie capacità, attrezzarsi adeguatamente e saper usare il materiale che si porta nello zaino. Sono luoghi perfetti per lo skialp, ma come sempre bisogna essere preparati.

Itinerario scialpinistico al Monte Sissone e Cima di Rosso dalla Val Forno
Un lunghissimo e appagante viaggio ha portato a percorrere l’interminabile ghiacciaio del Forno, salendo due splendide cime: il Monte Sissone e la Cima di Rosso. L’ambiente è fantastico, e la discesa dalla parete Nord della Cima di Rosso ha rappresentato la ciliegina sulla torta di un giro molto soddisfacente.
Partenza e primi chilometri
La partenza dall’auto è avvenuta alle 6:30, con rientro alle 15:30, senza perdite di tempo. Lo sviluppo totale ha superato i 30 km. Dopo soli 10 minuti di portage, l’innevamento è diventato continuo. Solo dopo circa 3 ore di salita si è iniziato a salire nel vero senso della parola, lungo i bei pendii che conducono al Monte Sissone.
La vetta del Monte Sissone
Si è arrivati con gli sci a pochi metri dalla vetta, superando poi un breve ma molto esposto tratto di rocce per raggiungere la cima. La salita è durata 5 ore, in totale solitudine.

La salita alla Cima di Rosso
Scendendo fino al Passo di Sissone, Lidia ha ripellato per salire subito alla Cima di Rosso. La neve, descritta come una "moquette", ha permesso di sfruttarla al meglio, scendendo per circa 300 metri verso il ghiacciaio. Successivamente, a circa 2850 metri di quota, ci si è fermati per risalire 500 metri verso la Cima di Rosso, dove Lidia attendeva. Un breve ed aereo tratto di cresta ha permesso di conquistare anche questa seconda vetta.
Discesa dalla parete Nord della Cima di Rosso
In vetta alla Cima di Rosso si sono incontrati Valentino Bedognetti e Roberto Pozzoli. Ci si è aggregati a loro per scendere la parete Nord, mentre Lidia è scesa con il loro terzo compagno, Matteo, dalla via normale. La neve lungo la parete è stata ottima, ideale per una parete così ripida (45-50°): farinosa, salvo qualche brevissimo tratto con una leggera crosticina che non ha creato alcun problema. È stata prestata attenzione al crepaccio situato a circa 2/3 della parete, lasciato sulla sinistra. La discesa è stata definita stupenda ed entusiasmante.

Rientro lungo il ghiacciaio
Sul ghiacciaio si sono ritrovati i rispettivi compagni. Il rientro è stato lungo ed estenuante lungo il ghiacciaio. A Plan Canin si è dovuto ripellare a causa dei numerosi saliscendi e della neve diventata piuttosto lenta. Dopo 9 ore totali, si è raggiunto l’auto, stanchi ma estremamente soddisfatti.
Partecipanti
Le partecipanti a questa avventura sono state Fedora e Lidia.
Informazioni generali sullo scialpinismo e il Monte Sissone
Il Monte Sissone, pur non essendo molto appariscente da sud, rappresenta una cima importante, situata all'angolo tra la Val Masino, la Valmalenco e la Valle del Forno in Svizzera. È una meta ambita con gli sci da nord, ma raramente salita a piedi da sud. L'itinerario è molto lungo e sfiancante, ma generalmente mai eccessivamente impegnativo.
Alternative e punti di appoggio
In alternativa al bivacco Manzi, è possibile spezzare il percorso pernottando al bivacco Kima. Il sentiero, dopo aver attraversato alcune frazioni, si inoltra nel bosco. È fondamentale prestare molta attenzione al bivio per il bivacco Manzi, indicato da una scritta in vernice rossa su un masso. Oltre i 2000 metri di quota, il sentiero diventa incerto e meno individuabile. È necessario salire per ampie erbe, spostandosi sul lato destro (salendo) della valle. Il bivacco rosso appare solo all'ultimo momento, posizionato su una sella rocciosa ai piedi del Pizzo Torrone Orientale.
Salita al Monte Sissone dalla Val di Mello
Un'altra opzione per raggiungere il Monte Sissone è dalla Val di Mello. Questo itinerario è lungo e impegnativo, immerso in un grandioso ambiente alpino. Da San Martino, si imbocca il sentiero per la Val di Mello e si percorre, con gli sci in spalla, fino al bivio con la Val Torrone (1298 m). Da qui si prosegue fino alla Casera Pioda, dove solitamente si calzano gli sci. In direzione est-nordest, prima in piano e poi risalendo un ripido canale (attenzione a possibili scariche dalle bastionate rocciose soprastanti), si raggiungono gli alti pendii della Val Cameraccio. Qui, a quota 2680 metri, si trova il Bivacco Kima, situato al termine di una dorsale morenica. Dal bivacco si ripercorre il tracciato estivo del Sentiero Roma, puntando alla costola rocciosa che si dirama verso sud dal Monte Sissone. Si risale in direzione nord il pendio, sempre più ripido, verso la vetta, lasciando sulla destra il Passo di Chiareggio e depositando gli sci poco sotto la cresta di confine. Seguendo la cresta a piedi, si raggiunge la cima del Sissone (3328 m). La discesa avviene per il medesimo itinerario.
- Dislivello: 2400 metri.
- Tempo di percorrenza: 7 ore.

Ascensione dal versante nord e Passo di Sissone
Dall’ultimo tornante prima del passo Maloja, si devia a destra verso Orden. Dopo aver attraversato l’Orlegna, si segue la strada che conduce al Lej da Cavloc e poi all’omonimo alpeggio (m 1910). Si prosegue lungo il sentiero estivo fino al successivo laghetto artificiale a Plan Canin (m 1990). Tenendosi a sinistra del lago, si raggiunge il Vadrec del Forno. Si prosegue al centro del lunghissimo ghiacciaio fino a quando questo diventa meno pendente, per poi passare sul suo lato orientale fino a sotto la Capanna del Forno, situata sullo sperone SW del Monte del Forno. Senza salire al rifugio, si prosegue verso la testata della valle, in direzione Sud (puntando all’evidentissimo “Ago di Cleopatra”, ben visibile), costeggiando la base del versante Ovest della Cima di Rosso. A circa 2800 m di quota, si devia a SE con un ampio giro e, superata una conca, si devia a NE facendo attenzione ai numerosi crepacci, puntando al Passo di Sissone (m 3150), la depressione tra la Cima di Rosso a nord e il Monte Sissone a sud. Si prosegue lungo la cresta Nord con gli sci fino a circa 3270 m, presso un dosso nevoso, e poi a piedi. Superate alcune roccette, si raggiunge la vetta (circa 15 minuti dal deposito sci).
Salita alla Cima di Rosso dal Passo di Sissone
Ridiscesi al Passo di Sissone, è possibile salire anche alla Cima di Rosso, proseguendo lungo il versante opposto (direzione N/NE) su un pendio via via più ripido che porta alla cresta finale, dove si lasciano gli sci. Da qui, in breve, si raggiunge la cima per la breve ma aerea cresta (m 3366).
Discesa alternativa dalla Cima di Rosso
Dalla Cima di Rosso è possibile scendere lungo la parete Nord (45-50°, OSA+). È necessario prestare attenzione ai crepacci a circa 2/3 della parete.
Caratteristiche della gita
Questa è una classica scialpinistica del bacino del Forno, che permette di salire due vette con una risalita di circa 200 metri. Lo sviluppo della gita è notevole: il ghiacciaio del Forno è molto lungo e con poca pendenza (circa 15 km dalla partenza alla vetta). Si consiglia di effettuare la discesa ad un’ora non tarda per evitare neve troppo lenta lungo il ghiacciaio. Splendido il colpo d’occhio sul versante nord del Monte Disgrazia.
Nota: Se si sale solo una delle due cime, il dislivello si riduce di circa la metà.

Salita al Monte Sissone dalla Val Torrone e Bivacco Kima
Un altro itinerario per raggiungere il Monte Sissone parte dalla Val Torrone. Il percorso è molto lungo e sfiancante, ma generalmente non presenta difficoltà tecniche elevate. Dopo aver attraversato alcune frazioni, il sentiero si inoltra nel bosco. È cruciale prestare attenzione al bivio per il bivacco Manzi. Oltre i 2000 metri di quota, il sentiero diventa incerto e poco individuabile. Si sale per ampie erbe spostandosi sul lato destro della valle. Il bivacco rosso è visibile solo all'ultimo momento, posizionato su una sella rocciosa.
Dal bivacco, si sale verso nord seguendo i numerosi bolli rossi e bianchi, che conducono al Passo del Cameraccio (2920 m). Vi sono alcune catene con fittoni per aiutare nei passaggi più esposti. A circa 2750 metri di quota, si lascia il sentiero e si continua a mezzacosta su pietraia, puntando a un visibile ed ampio canale franoso che interrompe la parte bassa del contrafforte roccioso a sud del Monte Sissone. Si attacca il canalone a quota 2750 m (facile), risalendolo per pietre mobili fino a raggiungere l'ampio pendio tra il Sissone (sinistra) e la Punta Baroni (destra). Si risale con fatica la pietraia puntando al punto di massima depressione della cresta spartiacque. Il punto d'attacco della cresta è ben individuabile dal basso grazie a una caratteristica fascia di rocce rosse. Da qui si sale la cresta SE del Sissone per 100/120 metri, seguendo il filo per belle scaglie di granito fino alla vetta rocciosa e priva di croce.
Al ritorno, si segue a ritroso il percorso per 700/800 metri di dislivello fino a intercettare i bolli colorati del Sentiero Roma. Da qui è possibile ritornare in Val Torrone o continuare per circa 45 minuti verso il bivacco Kima. Il sentierino si sposta gradualmente verso la destra orografica della Val di Mello, incontrando prima la Casera Cameraccio (1870 m) e poi la Casera Pioda (1535 m).
