L’inseguimento maschile rappresenta un momento cruciale nel programma del biathlon ai Giochi Olimpici Invernali. Questa disciplina conferirà medaglie olimpiche per la settima volta nella storia. Nata negli anni '90, ha fatto il suo ingresso nel programma olimpico a partire dall'edizione di Salt Lake City 2002.
La struttura della gara suscita talvolta dibattiti tra i dirigenti, in particolare del CIO e dell'IBU, poiché il risultato di una competizione precedente, la sprint, può influenzare significativamente l'esito dell'inseguimento. In un solo caso (16,7% delle edizioni), si è verificato il "back-to-back", dove l'atleta vincitore dell'oro nella sprint ha poi conquistato anche quello dell'inseguimento.
Tra gli atleti con le peggiori classifiche nella sprint capaci di vincere l'oro dell'inseguimento olimpico figurano lo svedese Björn Ferry e il francese Martin Fourcade, impostisi rispettivamente con il pettorale 8 nel 2010 e nel 2018. Per quanto riguarda le rimonte, la più impressionante è quella dello svedese Sebastian Samuelsson, che conquistò l'argento nel 2018 partendo con il numero 14. Un'impresa simile fu compiuta nel 2014 dal francese Jean Guillaume Beatrix, anch'egli salito sul podio partendo con il pettorale 14.
L'Italia, pur non avendo ancora ottenuto medaglie in questa specialità, si è avvicinata al podio a Pechino 2022, quando Lukas Hofer ha concluso al 4° posto dopo una notevole rimonta.

Cos'è il Biathlon?
Il biathlon è uno sport invernale che combina due discipline: il tiro a segno con carabina e lo sci di fondo. La distanza da percorrere e il numero delle sessioni di tiro variano a seconda delle tipologie di gara, che possono essere sia individuali che a squadre.
Storicamente, il biathlon rappresenta l'evoluzione di pratiche militari e venatorie. Le origini dello sci risalgono a millenni fa, con testimonianze di caccia sugli sci già nel III millennio a.C. in Norvegia. Le origini del biathlon come disciplina sportiva si trovano nel settore militare: già nel 1199 le popolazioni finniche della Scandinavia affrontarono i Vichinghi danesi utilizzando gli sci.
Nei secoli successivi, i soldati equipaggiati con gli sci divennero parte fondamentale degli eserciti scandinavi e russi. La prima associazione di biathlon fu fondata in Norvegia nel 1861: il Club fucile e sci di Trysil. Nelle zone alpine, lo sci militare iniziò il suo sviluppo verso la fine del XIX secolo. I primi campionati nazionali di sci militari sono documentati nel 1895 in Germania, mentre nel 1912 in Norvegia si disputò una gara che prevedeva sci e tiro.
La disciplina ha guadagnato popolarità negli anni '20 e '30 del XX secolo. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, il biathlon perse il suo carattere esclusivamente militare e venne aperto anche agli atleti civili. Nel 1948, durante i V Giochi olimpici invernali di Sankt Moritz, fu disputata una competizione di pentathlon invernale, che includeva sci di fondo e tiro a segno.
Il biathlon fu approvato come disciplina sportiva autonoma dal Comitato Olimpico Internazionale nel 1954. Il regolamento agonistico fu approvato nel 1956, e la sezione biathlon fu inserita nell'Union Internationale de Pentathlon Moderne (UIPMB). Nel 1992 fu fondata l'International Biathlon Union (IBU).
Le gare femminili furono introdotte nel 1980, con la prima competizione internazionale nel 1981 e i primi Campionati mondiali femminili nel 1984. Il biathlon è particolarmente diffuso nelle nazioni europee con una forte tradizione negli sport invernali, oltre che in Nordamerica e Russia. Dagli anni '90, è diventato uno degli sport invernali più seguiti in Germania, grazie anche ai successi degli atleti tedeschi.
Regolamento e Attrezzatura
Per praticare il biathlon vengono utilizzati normali sci da fondo, la cui lunghezza deve essere almeno pari all'altezza dell'atleta meno 4 cm. Le scarpette sono attaccate allo sci circa a metà lunghezza, permettendo alla parte posteriore di staccarsi durante la spinta per una maggiore mobilità. Ogni atleta utilizza due bastoncini, la cui altezza di norma non supera il labbro superiore dell'atleta.
Fino al 1977 venivano impiegati fucili di grosso calibro. Dal 1978 sono stati introdotti fucili leggeri a piccolo calibro (calibro 22 LR, 5,6 mm). Il peso del fucile deve superare i 3,5 kg e la ripetizione è esclusivamente manuale; fucili automatici o semiautomatici sono vietati. La pressione sul grilletto deve raggiungere almeno i 500 g.
Il dispositivo di puntamento è composto da una diottra (foro di 1-1,5 mm) senza effetto di ingrandimento e da un cerchio di mirino sulla canna. In caso di visibilità limitata, si utilizza un mirino da nebbia per migliorare la ricezione della luce.
Il poligono di tiro è dotato di trenta corsie, con cinque bersagli per corsia a una distanza di 50 metri. Nei primi anni si utilizzavano bersagli di carta o palloncini; successivamente furono introdotti bersagli di vetro, poco affidabili. A partire dai Mondiali del 1978, si utilizzano bersagli di metallo neri che, in caso di centro, coprono il bersaglio con una piastra bianca. Dal 1989 è stato introdotto un sistema computerizzato con bersagli elettromeccanici e registrazione automatica dei centri.

Formati delle Gare di Biathlon
Le principali competizioni di biathlon si svolgono in appositi stadi che includono parte del tracciato di fondo e il poligono di tiro. L'attività agonistica internazionale è organizzata dall'International Biathlon Union (IBU).
Gara Individuale
È la disciplina più antica. Gli atleti partono singolarmente a intervalli di 30 secondi. Gli uomini percorrono 20 km, le donne 15 km. Le prove di tiro sono quattro, due a terra e due in piedi, alternando l'ordine. In questa competizione, ogni errore al tiro comporta una penalità di tre minuti aggiunti al tempo finale.
Sprint
Disciplina analoga all'individuale, ma più corta, con partenze a intervalli di 30 secondi. La distanza è di 10 km per gli uomini e 7,5 km per le donne. Le prove di tiro sono solo due: una a terra e una in piedi. Gli errori al tiro vengono puniti con un giro di penalità di 150 metri per errore.
Inseguimento (Pursuit)
Introdotta in Coppa del Mondo nel 1996 e ai Campionati mondiali nel 1997. Hanno diritto a partecipare i primi sessanta atleti classificati di una precedente competizione (individuale o sprint). L'ordine di partenza e gli intervalli di tempo sono determinati dai distacchi della gara precedente. La distanza è di 12,5 km per gli uomini e 10 km per le donne. Le prove di tiro sono quattro (due a terra e due in piedi), e per ogni errore si percorre un giro di penalità di 150 metri.
2020 Campionati mondiali di Biathlon(Inseguimento). L'arrivo di Dorothea Wierer ad Anterselva
Partenza in Linea (Mass Start)
Introdotta in Coppa del Mondo nel 1998 e ai Campionati mondiali nel 1999. Gli atleti partono contemporaneamente ("in linea") per percorrere 15 km (uomini) o 12,5 km (donne). Le prove di tiro sono quattro (due a terra e due in piedi), e ogni errore comporta un giro di penalità di 150 metri. Questa disciplina richiede un percorso iniziale largo per garantire pari opportunità a tutti.
Staffetta
Composta da quattro atleti della stessa nazione e dello stesso sesso (o sesso misto per la staffetta mista). La partenza avviene in linea, e la distanza per ciascun frazionista è di 7,5 km (uomini) e 6 km (donne). Per ciascun frazionista sono previste due prove di tiro (una a terra e una in piedi). A differenza delle altre gare, ogni atleta dispone di tre ricariche per tentare di centrare i bersagli mancati nella prima serie di cinque colpi.
Il biathlon è uno sport che unisce la fatica dello sci di fondo alla precisione del tiro a segno. Vince chi combina meglio velocità sugli sci e lucidità al poligono. La disciplina è cresciuta costantemente in popolarità, diventando uno degli sport invernali più seguiti.
Nazioni Protagoniste e Grandi Campioni
Le nazioni protagoniste nel biathlon olimpico includono:
- Norvegia: forte cultura del fondo e profondità di squadra.
- Germania: lunga tradizione e solide scuole tecniche.
- Francia: generazioni di atleti di alta qualità sugli sci.
- Svezia: potenza atletica e crescita costante.
- Italia: punte capaci di ottenere risultati importanti in giornate perfette.
Tra i grandi campioni che hanno segnato la storia del biathlon olimpico:
- Ole Einar Bjørndalen (Norvegia): simbolo di completezza, longevità e continuità di rendimento.
- Darya Domracheva (Bielorussia): nota per le sue accelerazioni e personalità in gara.
- Martin Fourcade (Francia): controllo totale del ritmo e del poligono.
- Johannes Thingnes Bø (Norvegia): potenza sugli sci e capacità di "spaccare" la gara.
L'Italia ha ottenuto la sua prima medaglia olimpica nel biathlon a Calgary 1988 con il bronzo di Johann Passler nell'individuale e un altro bronzo nella staffetta. Tra le atlete italiane di spicco figurano Dorothea Wierer, con il suo mix di carisma e solidità tecnica, e Lisa Vittozzi, capace di eccellere sia in velocità che nella gestione del poligono.

Biathlon a Milano Cortina 2026
Le gare di biathlon dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026 si svolgeranno presso l'Anterselva Biathlon Arena, un impianto rinomato per le competizioni di alto livello.
Convocati Azzurri per Milano Cortina 2026
La squadra italiana per il biathlon, in vista di Milano Cortina 2026, è composta da 10 atleti:
- Donne: Hannah Auchentaller, Michela Carrara, Rebecca Passler, Lisa Vittozzi, Dorothea Wierer.
- Uomini: Patrick Braunhofer, Tommaso Giacomel, Lukas Hofer, Nicola Romanin, Elia Zeni.
