Cinque scialpinisti sono stati trovati privi di vita sui pendii del Rimpfischhorn (4.199 m), nelle Alpi del Vallese, in Svizzera. I corpi sono stati individuati sabato nel tardo pomeriggio dall'elicottero di Air Zermatt. Nonostante il recupero delle salme, numerose domande rimangono senza risposta a 36 ore di distanza dall'evento.
La Scoperta dei Corpi e l'Allarme
Nella giornata di sabato, due scialpinisti partiti dalla Britannia Hütte in direzione del Rimpfischhorn hanno rinvenuto, a circa 4.000 metri di quota, quattro paia di sci abbandonati. Questo luogo è comunemente utilizzato dagli alpinisti per lasciare l'attrezzatura prima di indossare i ramponi per la salita alla vetta. I due alpinisti hanno proseguito l'ascensione e, al loro ritorno alla sella per recuperare gli sci, non hanno incontrato nessuno, decidendo quindi di lanciare l'allarme.
Un sorvolo dell'area con l'elicottero ha permesso di localizzare rapidamente i corpi di tre alpinisti su un cono di valanga, sceso fino all'Adlergletscher, a 500 metri sotto la sella del Rimpfischhorn. Poco dopo, a circa 200 metri più in alto, su un terrazzino roccioso coperto di neve, sono state individuate altre due persone, anch'esse purtroppo senza vita. L'elicottero di Air Zermatt ha svolto un ruolo cruciale nelle operazioni di ritrovamento.

Mancanza di Informazioni e Ipotesi sulle Cause
Le autorità e i soccorritori cantonali non si sbilanciano sulle cause dell'incidente, e alcune domande rimangono senza risposta. A 36 ore dai fatti, non è ancora nota neppure la nazionalità delle vittime, in attesa delle dichiarazioni del medico legale. Non è chiaro se i cinque facessero parte di un'unica comitiva, se fossero legati tra loro (i tre trovati più in basso probabilmente lo erano) o se indossassero i ramponi.
L'ipotesi iniziale che i cinque siano stati travolti da una valanga sembra ora meno probabile. Una teoria più accreditata suggerisce che i tre trovati più a valle potrebbero essere scivolati per qualche motivo, finendo sui resti di una valanga caduta in precedenza. Anjan Truffer, capo del soccorso alpino di Zermatt, ha ipotizzato che i tre possano essere stati travolti dal distacco di una lastra di ghiaccio nel canale che stavano scalando. Tuttavia, anche questa rimane al momento solo un'ipotesi.
Tragedie Recenti e Raccomandazioni di Sicurezza
L'incidente sul Rimpfischhorn si aggiunge a una serie di tragici eventi che hanno colpito lo scialpinismo in Svizzera negli ultimi tempi:
- Nel marzo 2024, sei scialpinisti sono deceduti in una violenta tempesta di neve nei pressi di Zermatt. Le vittime, appartenenti alla stessa famiglia del Vallese e una donna del Canton Friburgo, sono morte apparentemente per assideramento, disorientate dal maltempo. I soccorritori hanno trovato i loro corpi sparsi, suggerendo un possibile panico e tentativi di costruire ripari nella neve.
- Il 7 dicembre, due scialpinisti italiani hanno perso la vita a causa di una valanga in Engadina, nel Cantone dei Grigioni, mentre scendevano dal Piz Grevasalvas. Un terzo membro del gruppo, illeso, è stato trovato intento a scavare nella neve nel tentativo di salvare i compagni.
- Il 19 maggio, due scialpinisti residenti a Lecco sono morti sommersi da una valanga sul Pigne d'Arolla (3.787 m). Erano con una terza persona, riuscita a dare l'allarme.
- In un altro incidente nei Grigioni, un gruppo di scialpinisti slovacchi è stato travolto da una valanga nella Val da Fain, sul Piz Alv a Pontresina. Un uomo è morto e un altro è rimasto ferito.

Le autorità sottolineano l'importanza di non giudicare le vittime e di portare rispetto alle loro famiglie, ricordando come le condizioni meteorologiche in montagna possano cambiare rapidamente. Viene raccomandata la massima prudenza nell'ambiente innevato, considerato il più imprevedibile. Le indagini sulle circostanze esatte di questi incidenti sono in corso.
