Tragedie delle Funivie: Incidenti, Attentati e Conseguenze

La storia delle funivie è segnata da eventi drammatici che hanno causato la perdita di numerose vite umane. Tra questi, spiccano l'incidente del Cermis del 1976 e quello del 1998, entrambi legati a velivoli militari statunitensi, e la più recente tragedia del Mottarone nel 2021. Questi eventi non solo hanno scosso l'opinione pubblica, ma hanno anche sollevato complesse questioni legali e diplomatiche.

La Strage del Cermis del 1976

La tragedia ebbe inizio il 9 marzo 1976, alle 17:20, quando la funivia del Cermis, mentre riportava a valle sciatori e villeggianti, subì un gravissimo incidente. I cavi si accavallarono e, successivamente, il cavo portante si spezzò, provocando la caduta della cabina per circa 70 metri, seguita da un'ulteriore scivolata di 100 metri nella neve. Il bilancio fu di 42 vittime, tra cui turisti tedeschi, austriaci, italiani e una ragazza francese.

Schema della funivia del Cermis con evidenziate le fasi dell'incidente

I soccorsi, arrivati prontamente, udirono i lamenti dei passeggeri, alcuni dei quali parlavano in tedesco e in italiano. I primi ad accorrere furono cinque volontari di Cavalese, che trovarono sei corpi sull'erba e ne estrassero altri 18 dalle lamiere. Tra le vittime, anche tre lavoratori della Val di Fiemme. Fortunatamente, una quattordicenne milanese, Alessandra Piovesana, si salvò riportando fratture a gambe e bacino, grazie anche alla caduta su altri corpi. Un altro ragazzo, Daniele Rota, 19 anni, morì durante il trasporto in elicottero a causa della gravità delle ferite.

L'inchiesta rivelò che la funivia, costruita nel 1966 con cavi d'acciaio Falck, vantava un cartello che ne decantava la qualità del cavo portante "Ercole". Lo sconforto e l'angoscia delle famiglie e dei soccorritori furono palpabili, come testimoniato dalla stampa dell'epoca.

La Strage del Cermis del 1998: L'Incidente e le Conseguenze Legali

Il 3 febbraio 1998, la funivia del Cermis fu nuovamente teatro di una tragedia. Alle 15:12:51, un aereo militare statunitense Grumman EA-6B Prowler, decollato dalla base di Aviano per un addestramento a bassa quota, tranciò con l'ala destra il cavo portante dell'impianto. La cabina, con 19 persone a bordo e il manovratore, precipitò da circa 108 metri di altezza, schiantandosi al suolo dopo un volo di sette secondi. Non ci furono superstiti.

Immagine aerea della funivia del Cermis dopo l'incidente del 1998

Le indagini dei magistrati trentini portarono al sequestro immediato dell'aereo, che si trovava nella base di Aviano e stava per essere smontato. La "scatola nera" e i nastri video registrati durante il volo risultarono spariti. La responsabilità fu attribuita all'equipaggio del Prowler, in particolare al pilota Richard Ashby e al navigatore Joseph Schweitzer. Tuttavia, in base a una convenzione sullo status giuridico dei militari NATO, la giurisdizione passò ai tribunali statunitensi.

Il processo al capitano Ashby e a Schweitzer si tenne presso la Corte marziale di Camp Lejeune, in Carolina del Nord. La corte accertò che l'aereo stava volando a velocità e altitudine non consentite, violando le norme militari che imponevano un'altezza minima di 609,6 metri. Il cavo fu tranciato a 110 metri. Nonostante ciò, nel marzo 1999, la giuria assolse Ashby dalle accuse di omicidio colposo, provocando indignazione in Italia e in Europa. Successivamente, nel maggio 1999, entrambi i militari furono giudicati colpevoli di ostruzione alla giustizia per aver distrutto il nastro video e furono degradati e rimossi dal servizio.

Nel 2012, un'inchiesta di National Geographic rivelò nuovi retroscena grazie alla testimonianza di Schweitzer, che confessò di aver bruciato il nastro per impedire che la CNN mandasse in onda le risate dell'equipaggio prima della tragedia. Inizialmente, il Senato statunitense stanziò circa 40 milioni di dollari per i risarcimenti, ma lo stanziamento fu bloccato da una commissione del Congresso, lasciando l'onere finanziario alla provincia autonoma di Trento e al governo italiano. La Cassazione italiana, con sentenza n. 530/2000, dichiarò il difetto assoluto di giurisdizione del giudice italiano, basandosi sul principio di immunità dalla giurisdizione civile dei paesi stranieri.

Nel dicembre 1999, il Parlamento italiano approvò una legge che prevedeva un indennizzo di 4 miliardi di lire per ogni vittima.

Incidenti Simili e Ricostruzioni Teatrali

Tragedie simili si sono verificate in passato. Nell'agosto 1961, un aereo militare francese che volava a bassa quota tranciò i cavi di una funivia sul versante francese del Monte Bianco, causando la morte di sei persone. Il 29 agosto 1961, un aereo da caccia F-84 francese causò la caduta di tre cabine, provocando sei vittime. Il 27 luglio 1987, un aereo dell'Aeronautica Militare Italiana tranciò la fune di una funivia al passo di Falzarego, causando la morte del pilota e del co-pilota dopo l'espulsione dall'aereo.

Nel 2002, la vicenda del Cermis fu portata in scena con lo spettacolo teatrale "Ciò che non si può dire - Il Racconto del Cermis", un monologo ideato da Pino Loperfido, che ha totalizzato oltre 200 repliche in 18 anni.

La Tragedia del Mottarone (2021)

Il 23 maggio 2021, la funivia Stresa-Mottarone precipitò causando la morte di 14 persone, tra cui due bambini. L'incidente avvenne a circa 100 metri dalla stazione di arrivo a monte, in prossimità della vetta del Mottarone, a 1.490 metri di altitudine. La causa principale fu il cedimento del cavo portante, provocato dal degrado della fune in corrispondenza dell'innesto nella testa fusa. Inoltre, furono inseriti degli "esclusori di funzionamento" nel sistema frenante di emergenza, impedendone l'attivazione.

Vista panoramica del Mottarone con il percorso della funivia

L'impianto era stato riaperto il giorno precedente, al termine del secondo lockdown, e nel 2016 era stato sottoposto a lavori di ristrutturazione, inclusa una magnetoscopia sulle funi. Nonostante ciò, le indagini rivelarono che la fune si era accavallata due mesi prima della tragedia, un episodio che non era stato comunicato.

La dinamica dell'incidente vide la cabina n. 3 iniziare una discesa incontrollata dopo il collasso della fune traente superiore, accelerando verso il sostegno 3 e infine schiantandosi al suolo. La Procura di Verbania aprì un'inchiesta, che portò a diversi sviluppi giudiziari. Inizialmente, si ipotizzò anche la pista dell'attentato, sollevata da Paolo Mieli a causa della presenza di una coppia di origine israeliana tra le vittime, ma questa ipotesi fu presto ridimensionata.

Il processo giudiziario ha visto coinvolti diversi imputati, tra cui dirigenti delle società Leitner e i responsabili della gestione dell'impianto. Le accuse hanno riguardato principalmente disastro colposo, omicidio colposo plurimo e lesioni colpose. Nel corso delle udienze preliminari, si è discusso sulla riformulazione dei capi d'imputazione, con l'esclusione di alcune aggravanti. Alcuni imputati hanno patteggiato pene tra i 3 e i 4 anni.

È stato raggiunto un accordo di risarcimento di oltre tre milioni di euro per Eitan Biran, il bambino di nove anni unico sopravvissuto all'incidente, che uscì così di scena dal processo. La Cassazione ha confermato la consapevolezza del rischio da parte di alcuni imputati, come Nerini e Perocchio.

Strage funivia Stresa-Mottarone: tre le persone fermate, anche il gestore - Porta a porta 25/05/2021

Le indagini tecniche hanno evidenziato cause "sistemiche o a monte", suggerendo la necessità di un aggiornamento della normativa di settore. È emersa anche una catena di omissioni e il giallo dei tecnici assenti durante l'ispezione del 2020, con il mancato registro annuale della manutenzione.

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