Sci Ripido e Alpinismo nelle Valli di Lanzo

Le Valli di Lanzo, con la loro imponente natura alpina, offrono un terreno di gioco straordinario per gli amanti della montagna, abbracciando un'ampia gamma di discipline che vanno dall'escursionismo all'alpinismo classico e all'arrampicata sportiva, fino alle più estreme sfide dello sci ripido.

Sci Ripido e Scalata Estrema: Storia ed Evoluzione

Lo sci ripido, o sci estremo, rappresenta una delle discipline più adrenaliniche e tecnicamente impegnative del mondo dell'alpinismo. La sua valutazione si basa su diverse scale di difficoltà, con lo "sci estremo" che tipicamente include pendenze superiori ai 45°. Nella scala Alpina di François Labande, questo grado corrisponde all'S5, mentre nella scala Toponeige di Volodia Shahshahani si raggiunge l'S5.1.

Pionieri dello Sci Estremo

Le prime discese di sci estremo sono spesso attribuite a Peter Schindelmeister e Fritz Krügler nel 1935, con le loro imprese sulle pareti nord dell'Hochtenn e del Fuscherkarkopf. Nel 1937, Émile Allais, insieme a Maurice Lafforgue e André Tournier, scese l'Aiguille d'Argentière e il versante nord del Dôme du Goûter. Un altro momento fondamentale fu la prima discesa del versante nord del Monte Bianco nel 1953 da parte della guida alpina Lionel Terray e del canadese Bill Dunaway.

Un contributo significativo allo sviluppo e alla popolarizzazione della disciplina fu dato da Sylvain Saudan a partire dal 1967. Le sue prime discese includono il couloir Spencer sull'Aiguille de Blaitière (con pendenze medie del 51°), il couloir Whymper sulla parete sud dell'Aiguille Verte (1968), il couloir Gervasutti sul versante est del Mont Blanc du Tacul (1968), il couloir Marinelli sulla parete est del Monte Rosa (1969), la parete nord dell'Aiguille de Bionnassay (1969) e la parete ovest dell'Eiger (1970).

Il 1973 segnò un'altra pietra miliare con la prima discesa del couloir Couturier sulla parete nord dell'Aiguille Verte da parte di Serge Cachat-Russet, un pendio di 1.100 metri con pendenze fino a 50°-55°. Pochi giorni dopo, Patrick Vallençant e Anselme Baud ripeterono questa impresa senza l'uso dell'elicottero, affermandosi come figure di spicco dello sci estremo francese degli anni '70.

Dalla metà degli anni '70, Jean-Marc Boivin divenne protagonista con imprese notevoli, tra cui una trilogia sul Cervino nel 1980 che incluse la discesa con gli sci della parete est, la risalita in solitaria della parete nord e la discesa dalla cima in deltaplano.

Sciatori Estremi Italiani e Internazionali

Negli anni '70, l'altoatesino Heini Holzer fu il principale sciatore estremo italiano, autore di numerose prime discese, tra cui le pareti nord del Piz Palü (1972), lo Sperone della Brenva sul Monte Bianco (1973) e le pareti nord dell'Aletschhorn e del Gran Paradiso (1975).

Dopo Holzer, emersero Toni Valeruz e Stefano De Benedetti. Tra le discese di Valeruz spiccano la parete est del Cervino (1975), la parete nord-ovest del Gran Vernel (1979), la parete nord-est dell'Eiger (1983) e la parete nord-est del monte Civetta (1994).

Il francese Pierre Tardivel intraprese una carriera trentennale nello sci estremo, realizzando circa un centinaio di nuove discese, in particolare sul massiccio del Monte Bianco. In Italia, Mauro Rumez compì una quarantina di nuove discese, molte delle quali nelle Alpi Giulie, inclusa la prima discesa della via di Dogna (1996) e della via Amalia sul Jôf di Montasio. Nel 1999, Rumez realizzò la prima discesa del West Rib sul monte McKinley, affrontando 2.600 metri di dislivello con pendenze fino a 55°.

Fabio Iacchini, a soli diciotto anni, discese il canalone Marinelli sulla parete est del Monte Rosa per una nuova diretta sotto la punta Nordend.

Tra le donne, si distingue Giulia Monego. Altri sciatori degni di nota includono Robi Garnero, Diego Fiorito, Andrea Bormida, Davide Terraneo, Lorenzo Facelli, Jerome Gingreau, Francesco Salamone, Matteo Martignoni, Luca Zattoni, Mattia Varchetti e Christian Botta.

Sci Ripido nelle Dolomiti

Nelle Dolomiti, le guide alpine Francesco Tremolada e Andrea Oberbacher sono stati artefici di nuove discese su Tofana di Dentro, Lavarella e Conturines. I bellunesi Francesco Vascellari, Loris De Barba e Davide D'Alpaos hanno compiuto discese su quattro Tremila mai sciati in precedenza, tra cui Cima De Toni, Picco dei Tre Scarperi, Piz Popena e Cima De Falkner, oltre a numerose discese estreme su cime rappresentative come Pelmetto, Lastei d'Agner, Duranno, Sasso di Toanella, Croda Marcora, Rocchetta di Bosconero e Pelf.

Sciatori fassani come Tommaso Cardelli, Cristian Dallapozza e Maurizio Icio Davarda (snowboard) e i trentini Luca e Roberto Dallavalle, Alessandro Beber e Marco Maganzini, attivi nelle Dolomiti di Brenta, hanno anch'essi contribuito alla storia dello sci ripido.

Panoramica delle vette dolomitiche, ideali per lo sci ripido

Le Valli di Lanzo: Un Paradiso per l'Alpinismo e lo Sci

Le Valli di Lanzo offrono un ecosistema montano estremamente vario, permettendo la pratica di quasi tutte le attività legate alla montagna, per ogni livello di esperienza e in ogni stagione.

Arrampicata Sportiva e Vie Lunghe

In Val di Viù, la falesia dei Tornetti sopra Viù è un sito di riferimento per l'arrampicata su monotiri, con difficoltà medio-alte e gradi fino all'8a+. La Val Grande è ricca di falesie, tra cui la Falesia delle Gare o Campopietra, con 42 monotiri fino al 7b/7b+, e la falesia della Giagiomik, con tiri brevi ma intensi, e il comprensorio delle falesie di Cantoira.

Per quanto riguarda le vie lunghe su spit, la Val Grande offre numerose possibilità: il Roncet, il Bec di Rociruta, il Bec di Mea, i Torrioni del Biollè, la Parete dell’Elefante e la Rocca di Lities. L'arrampicata su serpentino si trova sulla Rocca di Lities, mentre sulle altre strutture la roccia è di tipo granitico.

Il Vallone di Sea è un luogo emblematico per l'arrampicata trad o mista. Qui si trovano strutture come lo Specchio di Iside, il Trono di Osiride e la Parete dei Titani, con vie su granito che variano da placche a muri e fessure strapiombanti. Molte vie sono interamente chiodate a spit, mentre altre offrono un'arrampicata mista, con spit solo dove non è possibile proteggersi con protezioni veloci.

Parete granitica nel Vallone di Sea, con vie di arrampicata trad e miste

Alpinismo Classico ed Esplorativo

Le Valli di Lanzo sono ideali per l'alpinismo classico. In Val di Viù, l'ascensione al Rocciamelone passando per il rifugio Tazzetti è una classica, mentre la normale alla Torre d’Ovarda è considerata un escursionismo difficile.

La Val d’Ala spicca per le sue alte montagne e le normali di salita: Ciamarella (passando per il ghiacciaio e il pendio ovest), Bessanese (via Col d’Arnas), Albaron di Savoia, Collerin e Piccola Ciamarella. Queste ascensioni, che partono direttamente dal Pian della Mussa o dal rifugio Gastaldi, si svolgono in ambiente glaciale.

Per chi cerca l'alpinismo di scoperta ed esplorazione, la Val di Viù offre la via di Manera& C. sulle Prigioni della Lera, con soste a spit, e vie in terreno d'avventura sulla sud della Torre d’Ovarda. In Val Grande, vie in terreno d'avventura si trovano sul Monte Tovo e sulla Giardonera, mentre il Gran Bernardè nel Vallone dell’Unghiasse offre linee in puro terreno d'avventura.

Il gruppo Gura-Martellot, nella testata della Val Grande, propone alpinismo-arrampicata difficile in grande terreno d'avventura. La lunga Cresta di Mezzenile offre vie di arrampicata impegnative, con il Pilastro Castagneri come una delle salite più eleganti.

Ghiacciaio alpino nelle Valli di Lanzo, ideale per l'alpinismo classico

Sci Alpinismo Invernale

La Val di Viù è la valle che offre maggiori opportunità per lo scialpinismo invernale. La conca dei Tornetti, in particolare il suo versante nord (Monte Ciarm), è nota per la neve farinosa e le condizioni di relativa sicurezza. Altre zone come Sant’Antonio e Pian Benot offrono itinerari classici.

In Val d’Ala, Punta Lusignetto e le gite che partono dalla frazione Cornetti di Balme sono opzioni interessanti. Il Vallone delle Mangioire, all'inizio del Pian della Mussa, è spesso fattibile in inverno.

La Val Grande offre itinerari come il Doubia e la Testa Missirola, che richiedono un buon innevamento ma sono generalmente sicuri per quanto riguarda i pendii alti.

Strutture e Informazioni Pratiche

Le Valli di Lanzo sono percorse da una fitta rete di sentieri, alcuni dei quali inclusi nel GTA (Grande Traversata delle Alpi). Nonostante la segnaletica, i valloni rimangono spesso solitari e selvaggi, richiedendo una buona conoscenza del terreno.

Vie di Discesa e Valutazione delle Difficoltà

La valutazione delle difficoltà nello sci ripido considera l'ingaggio dell'itinerario e la sua complessità:

  • Facile individuazione: Percorso di discesa facile da identificare.
  • Discesa abbastanza complessa: Percorso non facile da individuare, richiede buona conoscenza del terreno. Ingaggio medio.
  • Discesa complessa e lunga: Percorso difficile da individuare e interpretare, richiede ottima conoscenza del terreno. Ingaggio elevato.
  • Discesa molto complessa e lunga: Percorso di difficile individuazione e interpretazione, richiede eccellente conoscenza del terreno. Ingaggio molto elevato.

La difficoltà tecnica di discesa si articola su 5 livelli, ognuno suddiviso in 3 gradazioni. Ad esempio, un pendio senza difficoltà tecniche e senza passaggi superiori a 35° rientra nel grado di entrata dello sci alpinismo. Pendii con passaggi rocciosi o ghiacciati molto alti o multipli, o con terminali aperte, indicano un rischio elevato.

Esempi di difficoltà e esposizione (E) includono: Cima della Sueur, Ravin de la Casse: 3.3 E2 su 600 m; M. Giusalet, vers. N: 4.1 E3 su 300 m; couloir S de la Grande Sagne: 4.3 E2 su 400 m; Gran Paradiso, vers. Est: 5.2 E3 su 400 m; Pic Sans Nom, grand couloir NO: 5.4 E3 su 550 m.

| STEEP SKIING | 📍 Dolomiti di Brenta | Curva Saltata

Le Valli di Lanzo, con la loro ricchezza di itinerari e la loro storia alpinistica, rappresentano una destinazione imperdibile per chiunque desideri vivere la montagna in tutte le sue sfaccettature, dallo sci estremo all'alpinismo più classico.

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