Un terribile incidente ha colpito la Funivia del Faito, causando la morte di quattro persone e il ferimento grave di un superstite. Le indagini sono in corso per accertare le cause che hanno portato alla rottura del cavo traente e alla conseguente caduta della cabina. La tragedia ha scosso profondamente la regione Campania e sollevato interrogativi sulla sicurezza degli impianti di trasporto.

La Dinamica dell'Incidente
Le prime ricostruzioni indicano che la cabina, quasi al termine della sua corsa, ha subito la rottura del cavo di trazione. Questo ha causato il suo ritorno indietro ad alta velocità per diverse centinaia di metri, fino all'impatto con uno dei piloni di sostegno dell'impianto. Successivamente, la cabina è precipitata, finendo tra rami e sterpaglie.
Le immagini registrate dalla telecamera della stazione del Monte documentano gli ultimi istanti della cabina precipitata. Il video mostra la cabina che inizia a tornare indietro, probabilmente a causa del mancato funzionamento del freno, ondeggia e infine scompare nella nebbia. L'impatto fatale sarebbe avvenuto tra il secondo e il terzo pilone, a metà del percorso.

Le Vittime e il Sopravvissuto
Le identità di tre delle quattro vittime sono state confermate. Si tratta del macchinista Carmine Parlato, 59 anni, e di due turisti britannici, i fratelli Elaine Margaret Winn, 58 anni, e Graeme Derek Winn, 65 anni. La quarta vittima è Janan Suliman, 25 anni, di nazionalità israeliana.
L'unico sopravvissuto della caduta è il fratello di Suliman Janan. Ha riportato contusioni e la frattura degli arti inferiori. È stato trasportato con l'elisoccorso all'Ospedale del Mare, dove le sue condizioni sono state stabilizzate. Il bollettino medico emesso dall'Asl Napoli 1 Centro riporta che il paziente "resta stabile nella sua gravità".
I soccorritori del 118 hanno descritto una scena terribile, con "corpi straziati". Il responsabile del 118, Salvatore Criscuolo, ha raccontato: "Sembrava uno scenario di guerra. I quattro corpi erano dilaniati, mentre l’unico superstite era cosciente ed è stato stabilizzato per poi essere trasportato con l’elicottero".
Le Indagini e le Cause Probabili
Le indagini, guidate dal procuratore Nunzio Fragliasso e dal pm Giuliano Schioppi, si concentrano sull'ipotesi della rottura della fune traente, simile a quanto accaduto nella tragedia della Funivia del Mottarone. L'Ansfisa, agenzia del ministero delle Infrastrutture, aveva ricevuto dall'Eav, l'8 aprile, una relazione sull'idoneità dell'impianto, che includeva la sostituzione della fune di soccorso e controlli non distruttivi sui cavi.
Tuttavia, qualcosa è andato storto. Il video visionato dagli investigatori e riportato da Il Mattino confermerebbe le parole di un testimone, che ha raccontato di aver visto "la cabina prima ondeggiare, poi venire trascinata giù dal cavo traente che si era spezzato", finendo contro un pilone e poi nel bosco. Viene esclusa la responsabilità del maltempo, nonostante le forti raffiche di vento e l'allerta meteo gialla.
Il mancato funzionamento del freno di emergenza nella cabina a monte è un altro elemento cruciale dell'indagine. Si ipotizza che, dopo la rottura del cavo traente, la cabina abbia iniziato a precipitare verso il basso, impattando contro un pilone prima di cadere nel dirupo sottostante.
Strage funivia Faito: le indagini si concentrano su un video
Le Dichiarazioni Ufficiali e le Reazioni
Umberto De Gregorio, presidente dell'Eav, l'azienda di trasporto regionale che gestisce la funivia, si è dichiarato "distrutto" e ha sottolineato che l'azienda "ha fatto tutto ciò che doveva sul fronte della sicurezza". Ha aggiunto che la funivia era stata oggetto di collaudi nei tre mesi precedenti e che nessuno si spiega l'accaduto.
Il Sottosegretario di Stato al Mit Tullio Ferrante ha espresso profondo dolore per la tragedia, sottolineando che la sicurezza rappresenta una priorità inderogabile e auspicando che si faccia piena luce su ogni responsabilità. L'Ansfisa sta inviando sul posto una commissione.
Il Sindaco della città metropolitana di Napoli, Gaetano Manfredi, ha definito l'evento "straordinario" e ha evidenziato la necessità di capire come sia stato possibile che la cabina non sia rimasta sulla fune portante come accaduto per l'altra cabina.
Anche la comunità di Pimonte ha espresso vicinanza alle comunità di Castellammare di Stabia e Vico Equense.
Il Funzionamento della Funivia del Monte Faito
La Funivia Castellammare di Stabia - Monte Faito, nata nel 1952, collega lungo 2,9 km, per un dislivello di 1.060 metri, Castellammare e il Monte Faito. L'impianto utilizza due cabine, ognuna capace di trasportare 35 persone più il conducente. Si tratta di un collegamento bifune: una fune portante, ferma, funge da via di corsa, mentre l'altra fune, la traente, è quella in movimento che muove le cabine.
Nel 2015, la Funivia del Monte Faito è stata oggetto di un progetto di adeguamento sismico e funzionale da due milioni di euro, che prevedeva la sostituzione delle funi portanti e l'adeguamento delle stazioni terminali alla normativa antisismica.
La Gestione e le Verifiche
Al momento è stato aperto un fascicolo contro ignoti per le ipotesi di reato di disastro colposo e omicidio plurimo colposo. Le indagini sono affidate alla polizia e si concentreranno sulla manutenzione dell'impianto. L'Eav ha annunciato la massima collaborazione con gli inquirenti e l'apertura di un'inchiesta interna.
Gli ispettori dell'Ansfisa hanno reso noto che, nel marzo del 2024, la funivia è stata oggetto di verifica, come previsto dalla normativa vigente. La società esercente Eav ha trasmesso in data 8 aprile tutta la documentazione necessaria, comprensiva dell'esito dei controlli manutentivi e delle prove non distruttive eseguite sui cavi. Tali verifiche sono state accompagnate da relazioni che asseveravano la piena idoneità dell'impianto.
Nonostante le verifiche, il disastro è avvenuto, portando a pesantissimi dubbi e alla domanda fondamentale: cos'è che non è andato per il verso giusto?
