Forcella di Zulino: Escursione nelle Orobie Bergamasche

La Val Sanguigno si presenta come un piccolo paradiso incontaminato all'interno del Parco delle Orobie Bergamasche, una delle aree più selvagge della Lombardia, con poche rivali tra le valli prealpine.

Accesso alla Val Sanguigno

Per raggiungere la Val Sanguigno, si esce dall'autostrada A4 a Bergamo e si prosegue seguendo le indicazioni per la Valle Seriana. Giunti a Ponte Nossa, si svolta a sinistra in direzione Valbondione. Si continua lungo la strada provinciale attraversando i centri abitati di Villa d’Ogna ed Ardesio, per poi svoltare a sinistra verso Valgoglio. Al bivio, si ignora la strada a destra per Valgoglio e si prosegue dritto, raggiungendo in pochi minuti Novazza. Attraversato il paese, si svolta a sinistra in Via Miniera all'altezza di un tornante. Percorrendo la strada asfaltata e tralasciando la deviazione a sinistra per Bani, si giunge allo spazio adiacente all'ex-miniera di uranio, dove si parcheggia l'auto a 1050 metri di altitudine.

Mappa stradale per raggiungere l'inizio del sentiero in Val Sanguigno

Itinerario a piedi nella Val Sanguigno

Dal cartello in legno con l'indicazione per la Val Sanguigno, si imbocca una strada sterrata in discesa per un breve tratto, per poi proseguire sul sentiero che si addentra in un suggestivo bosco di faggi. Dopo un primo tratto in falsopiano, il percorso inizia a guadagnare quota gradualmente attraverso una splendida abetaia. Durante la camminata, è possibile notare i cartelli che indicano le varie "Rall" (piazzole) sui tronchi degli alberi.

Il sentiero risale la valle rimanendo nelle vicinanze del torrente Sanguigno. Il fragoroso rumore dell'acqua accompagna l'escursionista, invitando a fermarsi per ammirare la forza del torrente che si infrange sui massi e crea suggestive cascate e pozze.

Sentiero che attraversa un bosco di faggi con indicazioni per la Val Sanguigno

Usciti dal bosco, prima di attraversare un ponte, si fa una breve sosta al rifugio Gianpace (1331 m), dove è possibile dissetarsi alla fresca fontana.

Attraversato il torrente, si segue il segnavia 232 che inizialmente si snoda lungo il fondovalle, in un ambiente caratterizzato da verdi pascoli. Dopo aver guadato un piccolo torrente, si giunge in prossimità di un grosso masso, dove il sentiero si biforca. Si sceglie il sentiero a sinistra, contrassegnato dal segnavia 265, tralasciando quello a destra che prosegue verso il Passo di Val Sanguigno/Laghi Gemelli (sent. 232-267).

Le Torbiere e l'ascesa alla Forcella di Zulino

Superate alcune baite, in parte restaurate, si ignora il sentiero a sinistra che scende verso il torrente (percorso di rientro) e si prosegue in leggera salita, raggiungendo rapidamente un ampio pianoro dove si trovano le torbiere. Queste zone umide di notevole interesse naturalistico sono costituite da depressioni sature d'acqua dove si sono accumulati materiali vegetali in lenta decomposizione, dando origine a depositi di torba dalla colorazione scura e consistenza spugnosa.

Oltrepassata quest'area, il sentiero scende leggermente verso il torrente, che viene attraversato tramite un ponte in legno. Inizia così la parte più impegnativa del percorso: la ripida ascesa verso la Forcella di Zulino. Il sentiero, sebbene sempre ben segnato, è estremamente ripido, rendendo la progressione faticosa.

Panoramica delle torbiere nella Val Sanguigno

Giunti alla Forcella di Zulino (1759 m), ci si ritrova circondati da monti ancora innevati. Lo sguardo spazia dalla Cima del Fop alla Cima di Valmora, dal Pizzo Arera fino alla Corna Piana.

Vista panoramica dalla Forcella di Zulino con montagne innevate

Rientro e varianti

Per il rientro, si ripercorre inizialmente lo stesso sentiero dell'andata fino al bivio precedentemente descritto. Invece di proseguire verso le baite, si scende al torrente, lo si attraversa su un ponte in legno e, dopo una breve salita, si prosegue in falsopiano raggiungendo un suggestivo laghetto. Costeggiando il laghetto, si inizia la discesa seguendo i segnavia.

Si arriva quindi a una fontana rinfrescante dove è possibile riempire le borracce e concedersi una pausa rigenerante. Si prosegue la discesa, passando poco prima di arrivare al rifugio.

Itinerario alternativo da Valcanale

Un altro punto di partenza per esplorare la zona è Valcanale, situata a circa 800 metri di altitudine. Per raggiungerla, si percorre la SP671 della Valle Seriana fino a Ponte Nossa, proseguendo dritto in direzione Valbondione / Alta Valle Seriana / Gromo (SP49). Dopo aver superato Ardesio, all'altezza di Ponte Seghe, si seguono le indicazioni per Valcanale, Rifugio Alpe Corte, svoltando a sinistra. L'unica strada disponibile porta a Valcanale. Tralasciando le indicazioni per Bani, si raggiunge rapidamente Valcanale e si prosegue fino al parcheggio.

Dal parcheggio, si prende la strada che conduce al parcheggio alto di Valcanale, da cui parte il sentiero per il Rifugio Alpe Corte. Pochi metri dopo, si incrociano su un sasso le indicazioni per il Monte Zulino. Svoltando a destra, il sentiero sale immediatamente in modo ripido. Questo primo tratto è molto impegnativo e si snoda all'ombra del bosco, fino all'incrocio con il sentiero che sale dal Rifugio Alpe Corte. Da qui, il sentiero, sempre ben segnalato, prosegue in falsopiano, raggiungendo la baita bassa del Monte Zulino. Superato il primo laghetto, si svolta a sinistra e il sentiero riprende a salire. La vista sull'Arera, Leten, Fop e Secco, ancora imbiancati di neve, è spettacolare, ricordando paesaggi dolomitici.

Sentiero ripido verso il Monte Zulino con vista panoramica

Dalla Forcella di Zulino, è ben visibile tutta la Val Sanguigno, e si può raggiungere il Rifugio Gian Pace, come indicato da scritte su un sasso. Prima di riposare alla baita alta di Zulino, è possibile raggiungere la cima del Monte Zulimo seguendo una traccia evidente tra neve ed erba.

Discesa e sentieri collegati

Durante la discesa, tornando al primo laghetto, si incrocia il sentiero 265A, che conduce al Rifugio Alpe Corte. Questo sentiero è facile e molto panoramico, con continui saliscendi.

Itinerario invernale da Valcanale

Partendo dal Laghetto di Valcanale (1020 m), si segue la strada asfaltata innevata (divieto di transito) fino al parcheggio "classico". Si prosegue lungo la mulattiera innevata, a tratti ripida (con neve dura), verso il Rifugio Alpe Corte. Per evitare un tratto ghiacciato, è stata predisposta una deviazione con canaponi di sicurezza (anche se l'uso di ramponi non è stato necessario, è consigliabile averli a disposizione).

Tornati sulla mulattiera, si sale al bivio Branchino-Alpe Corte. Si prende a destra la mulattiera fino al Rifugio Alpe Corte (1416 m, aperto da venerdì a domenica). Si prosegue a destra seguendo le indicazioni per la Baita Zulino, alternando tratti nel bosco innevati ad altri senza neve. Si raggiunge il bivio Valcanale - Forcella Zulino, si segue per la Forcella Zulino e si sale alla Baita Zulino Bassa (1441 m). Si continua in ripida salita su erba e chiazze di neve fino alla Baita Zulino di Mezzo (1600 m). Si prosegue nel bosco in ripida ascesa, con qualche tratto innevato, fino ai pressi della Baita Zulino Alta (1760 m).

Nota: Esiste un sentiero diretto da Valcanale alla Baita Bassa di Zulino, ma il suo punto di partenza non è immediatamente visibile.

Sentiero invernale con neve e indicazioni per il Rifugio Alpe Corte

Oltrepassato il paese di Valcanale, si segue la strada che risale la valle in direzione del Rifugio Alpe Corte per circa 400 metri dopo il laghetto. Sulla destra si stacca il sentiero (con tabella segnavia) che sale decisamente nel bosco di abeti fino a circa 1400 metri di quota. Qui si incontra il sentiero 265A (che a sinistra, verso ovest, porta al Rifugio Alpe Corte con percorso pianeggiante). Seguendo invece verso destra (est), si raggiungono i prati e la baita bassa di Monte Zulino (1441 m). Poco oltre, si riprende a salire lungo un costone erboso che conduce a una pozza a quota 1584 m (incrocio con sentiero 265A per le baite basse di Campagano) e, poco più in alto, alla baita di mezzo di Monte Zulino (1600 m). Proseguendo verso nord attraverso un bosco rado, si giunge alla Forcella di Zulino (1759 m).

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