Lo Stadio Olimpico del Ghiaccio di Cortina d'Ampezzo: Storia e Trasformazioni

Lo Stadio Olimpico del Ghiaccio è un impianto sportivo polivalente dedicato alle discipline sul ghiaccio, situato a Cortina d'Ampezzo, in Provincia di Belluno.

vista esterna moderna dello Stadio Olimpico del Ghiaccio di Cortina d'Ampezzo

La Nascita per le Olimpiadi del 1956

La costruzione dell'impianto avvenne tra il 1952 e il 1955, ad opera dell'impresa Viviani Donato e figli di Cornuda (Treviso), su progetto dell'ingegnere M. L'obiettivo principale della sua realizzazione fu quello di ospitare le cerimonie di apertura e chiusura, nonché le competizioni di pattinaggio e hockey su ghiaccio dei VII Giochi Olimpici Invernali del 1956. Questi giochi furono particolarmente significativi in quanto rappresentarono i primi ad essere trasmessi in televisione, amplificando notevolmente la risonanza mediatica dell'evento e dei suoi luoghi simbolo.

Durante le Olimpiadi del 1956, lo stadio era privo di copertura. La struttura, a forma di ferro di cavallo e rivestita in legni dolomitici come abete, cirmolo e larice, offriva una vista panoramica sulla valle. Le tribune, realizzate su tre lati della pista, presentavano tre ordini di posti con una pendenza studiata per ridurne l'ingombro e una disposizione rivolta a sud per godere appieno del paesaggio circostante.

L'architettura dello stadio acquisì rapidamente lo status di icona, diventando un simbolo della tradizione di Cortina negli sport invernali. La capacità dell'impianto era di 7.000 spettatori.

vista storica dello Stadio Olimpico del Ghiaccio di Cortina d'Ampezzo durante le Olimpiadi del 1956, senza copertura

Le Sfide Progettuali Iniziali

La genesi del progetto risale al 1949, quando il centro studi impianti sportivi del CONI fu coinvolto nella stesura del progetto di uno stadio del ghiaccio, parallelamente all'elaborazione del piano regolatore degli impianti olimpici per Cortina. La sfida progettuale era complessa, dovuta alle condizioni ambientali imposte dall'area montana, già sottoposta a tutela, e ai requisiti di uno stadio olimpico. Tra questi, la necessità di disporre di due piste (anziché una, come previsto nel progetto iniziale), una capienza di 8.000 spettatori (con possibilità di espansione tramite strutture provvisorie), adeguati parcheggi e servizi per gli atleti, inclusi spogliatoi per almeno 180 persone, sala massaggi, servizi igienici indipendenti, pronto soccorso, due saune e magazzini. Il tutto doveva essere realizzato consumando il minor suolo possibile, considerando che l'area era stata concessa dal comune e non era lontana dal centro cittadino.

Il cantiere per le strutture in calcestruzzo armato prese avvio nel giugno 1953, con opere di consolidamento del terreno attraverso l'infissione di 600 pali di calcestruzzo armato centrifugato. Questi interventi, uniti alle opere per l'isolamento della soletta su cui sarebbe stata realizzata la pista di ghiaccio artificiale, erano resi necessari dalle caratteristiche del sottosuolo.

La ditta De Pretto Escher Wiss, selezionata tramite gara d'appalto a cui parteciparono 18 ditte italiane e straniere, si occupò della costruzione del campo di pattinaggio e della fornitura dei macchinari necessari a garantire uno spessore uniforme del ghiaccio (2-3 cm) e la sua resistenza.

La Copertura e le Trasformazioni degli Anni '80 e '90

Il problema delle copiose nevicate rappresentò una criticità significativa, aumentando i costi di gestione dell'impianto per lo spazzamento della neve dalla pista e dagli spalti, al fine di garantirne la fruibilità. Questo spinse, nel 1981, alla decisione di coprire la pista di pattinaggio dello stadio. Tuttavia, questa copertura comportò la perdita della visuale panoramica che gli spalti offrivano sulla valle.

Negli anni '90, la nuova candidatura di Cortina per ospitare i Giochi Invernali sollecitò la progettazione di una copertura per lo stadio esistente, al fine di adeguarlo alle nuove normative. Il progetto fu affidato all'architetto Oreste De Lotto. I lavori, iniziati nel 1997, si interruppero per poi riprendere nel 2001 e concludersi nel 2003.

La copertura è stata realizzata con una struttura in carpenteria metallica, supportata da elementi portanti verticali costituiti da due pilastri in calcestruzzo armato (negli angoli delle tre tribune) e sei in acciaio, posizionati sul fronte libero della pista di ghiaccio. Questa soluzione ha permesso di ottenere grandi luci, leggerezza e libertà di movimento nell'area coperta. La facciata, in particolare, ha richiesto un intervento estremamente delicato per non compromettere la visibilità dell'architettura esistente, con una fascia vetrata in copertura che funge anche da filtro per l'illuminazione naturale.

vista interna dello Stadio Olimpico del Ghiaccio di Cortina d'Ampezzo con la copertura metallica

L'Ammodernamento per Milano Cortina 2026

Con l'assegnazione dei XXV Giochi Olimpici Invernali a Milano e Cortina d'Ampezzo per il 2026, l'impianto è stato nuovamente interessato da interventi di ammodernamento. Dal 4 al 22 febbraio 2026, lo stadio ospiterà tutti i tornei di curling, comprese le finali per l'assegnazione delle medaglie, acquisendo temporaneamente il nome di Cortina Curling Olympic Stadium.

Nell'ambito di questi preparativi, la ditta "DUE ESSE Impianti" ha recentemente potenziato l'impianto luci dello stadio, adattandolo agli standard televisivi moderni. Questo intervento mira a eliminare le ombre e lo sfarfallio, garantendo un'illuminazione ottimale per le trasmissioni.

Il Comune di Cortina d'Ampezzo, Cortina for Us e Fondazione Cortina sostengono la ricerca di "Infrastruttura Paesaggio", un'iniziativa legata alle trasformazioni territoriali indotte dal cantiere di Milano Cortina 2026 nel territorio di Cortina e della Valle del Boite.

Intervista a Giacomo Lacedelli su streamingsport.it

Aneddoti e Curiosità

Fino ai primi anni '80, lo stadio era descritto come un luogo dove si respirava la montagna e la sua aria sottile, con la neve che poteva coprire le ginocchia. Star sulle tribune era un'esperienza unica, in connessione diretta con l'ambiente circostante.

Nel 1981, durante le riprese del film di James Bond "Solo per i tuoi occhi" (For Your Eyes Only), l'attore Roger Moore girò alcune scene sul set dello stadio.

Un episodio particolare risale al 30 luglio 2024, quando una volpe vagava smarrita all'interno dello stadio. Un operaio della "DUE ESSE Impianti" l'ha guidata verso le scale, permettendole di tornare nel bosco.

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