Cima Busa Alta: Escursione Storica e Panoramica nel Gruppo del Lagorai

La Cima Busa Alta, situata nel cuore del gruppo del Lagorai, rappresenta una meta escursionistica di notevole interesse, non solo per i panorami mozzafiato che offre, ma anche per la sua profonda valenza storica legata alla Prima Guerra Mondiale. Questa cima, nota anche come Kaiserspitze in epoca austro-ungarica, fu teatro di aspri combattimenti tra Alpini italiani e Kaiserschützen austriaci nell'ottobre del 1916.

Mappa del percorso escursionistico verso Cima Busa Alta con indicazione dei rifugi e dei sentieri

Accesso e Partenza

L'itinerario per raggiungere la Cima Busa Alta ha come punto di partenza la Valle di Sadole, accessibile da Ziano di Fiemme. L'escursione inizia in prossimità del Rifugio Cauriol (1600 m) e della Malga Sadole, dove una sbarra solitamente impedisce il proseguimento dei veicoli. Il Rifugio Cauriol, raggiungibile tramite una piacevole strada panoramica, segna l'inizio ufficiale dell'ascesa.

Dal Rifugio Cauriol, si individua sulla parete del rifugio stesso una freccia che indica la via per la Cima della Busa Alta. Dopo aver attraversato un torrente, si segue una traccia, inizialmente poco visibile nel prato, ma segnalata da paletti infissi nel terreno. È consigliabile prestare attenzione a un ponticello situato circa 20 metri prima del guado del torrente, che permette di attraversare con i piedi asciutti.

Il Percorso di Salita

L'ascesa si sviluppa attraverso diversi scenari naturali e presenta tratti di varia pendenza e difficoltà. Inizialmente, il sentiero attraversa pascoli e, entrando nel bosco, la salita si fa più ripida. La presenza di vegetazione alta e arbusti può rendere il cammino a tratti scomodo, specialmente durante la stagione estiva.

Seguendo i segnavia del sentiero 349, caratterizzati da bolli di vernice bianco-rosso su massi e pali, si procede comodamente sui pascoli. Al bivio, si lascia il sentiero 349 per prendere a destra una traccia senza numero, ma ben segnalata con indicazioni per Busa Alta. Oltre il limite della vegetazione, il percorso diventa più agevole, snodandosi su vecchi sentieri di guerra.

Panoramica della Valle di Sadole vista durante la salita alla Cima Busa Alta

Tratti Storici e Paesaggistici

Durante la salita, si attraversano ruderi di opere belliche, tra cui trincee e ricoveri in caverna, testimonianza tangibile dei combattimenti che ebbero luogo in questa zona durante la Prima Guerra Mondiale. Questi resti storici rendono l'escursione particolarmente suggestiva.

La pendenza del sentiero aumenta progressivamente, presentando in alcuni tratti tratti quasi verticali. Superati i primi cento metri di salita ripida, spesso caratterizzati da fango scivoloso, si entra in una conca più dolce. Qui, il sentiero diviene più agevole e godibile, migliorando man mano che ci si avvicina alla vetta.

A circa 2200 metri di altitudine, si incontra un bivio: sulla sinistra, senza indicazioni specifiche, si dirige verso la Cima Canzenagol, mentre sulla destra, con indicazione "BA" (Busa Alta) su un sasso, si prosegue verso la meta principale. La traccia si avvicina a delle roccette, entra in una piccola valletta e si incontrano le prime tracce di opere belliche, come resti di baraccamenti e ricoveri.

La Prima Guerra Mondiale La Grande Guerra sulle Dolomiti ^ by Vo°Ga

L'Avvicinamento alla Vetta

L'ultimo tratto dell'ascesa richiede attenzione. Dopo aver superato delle roccette ben gradinate e segnalate, si raggiunge la vetta. In alcuni punti, la salita è facilitata da una scala militare o da una scalinata che permette di superare passaggi più impegnativi. La vetta è segnalata da una piccola croce, realizzata con ramponi e pezzi di granata, un toccante ricordo dei giovani soldati che combatterono e morirono in questi luoghi.

La cima, che raggiunge i 2509 metri di altitudine, offre un panorama a 360 gradi di straordinaria bellezza. Dalla vetta si possono ammirare il Cardinal e il Cauriol da un lato, l'imponente Cima d'Asta e, dall'altro, le forme incredibili delle Dolomiti fassane.

La Cima Busa Alta e il suo Contesto Storico

La Cima Busa Alta fu un punto strategico fondamentale durante la Prima Guerra Mondiale. La sua conquista fu un obiettivo primario per gli Alpini italiani, che lottarono strenuamente per espugnare la roccaforte austriaca. L'alba del 27 agosto 1916 vide gli Alpini del Battaglione "Feltre" all'attacco, e l'intervento dei cannoncini someggiati da 65mm segnò una svolta decisiva nella battaglia. Il 2 ottobre, il Battaglione "Monte Arvenis" rinnovò l'assalto, mentre il 5 ottobre la quota 2456 (Busa Italiana) fu finalmente conquistata.

La cima, con i suoi due nomi (Busa Alta e Kaiserspitze), simboleggia il confine esterno del Tirolo, diventato fronte di guerra dopo la dichiarazione dell'Italia contro l'Austria-Ungheria nel maggio 1915. La lotta per quasi ogni pietra sul versante sud-orientale della Val Sadole testimonia la durezza dei combattimenti.

Vista panoramica dalla cima della Busa Alta con le montagne circostanti

Possibili Estensioni dell'Itinerario

Per gli escursionisti più allenati, è possibile integrare la salita alla Cima Busa Alta con l'ascesa alla vicina Cima Canzenagol. Questo percorso aggiuntivo richiede circa 250 metri di dislivello in più (da 2200 a 2450 metri) e offre ulteriori scorci panoramici sul gruppo del Lagorai.

Un'altra opzione per gli escursionisti esperti è l'esplorazione delle creste delle "Pale di Sadole", salendo e scendendo direttamente alle forcelle. Questo percorso, più impegnativo e tecnico, sfrutta sentieri di guerra e ometti, offrendo un'esperienza unica tra terreno insidioso ed esposto.

Informazioni Aggiuntive

La salita alla Cima Busa Alta è considerata una gita di media difficoltà, con un dislivello di circa 900 metri e un tempo di percorrenza di circa 2-3 ore dalla partenza al rifugio. Il percorso è generalmente ben tracciato e segnalato, ma richiede attenzione in alcuni tratti esposti o con vegetazione fitta.

In inverno, l'escursione assume caratteristiche scialpinistiche, ma richiede condizioni di neve ben assestata e una buona esperienza in ambiente innevato. Alcuni tratti del percorso si svolgono su versanti settentrionali, potenzialmente soggetti a valanghe.

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