Monte Bracco: Escursioni, Storia e Leggende

Il Monte Bracco, situato tra la Valle Po e la Valle Infernotto, offre agli escursionisti un'esperienza unica, arricchita da panorami mozzafiato e da una storia affascinante legata all'estrazione della preziosa pietra locale, la "Bargiolina".

Giro delle Croci del Monte Bracco

Una piacevole escursione si snoda lungo il massiccio montuoso del Monte Bracco, permettendo di incontrare la croce di Rifreddo, la croce di Envie e la croce di Sanfront. Questi punti panoramici, situati su un versante caldo, offrono una magnifica vista del Monviso.

L'appuntamento per l'escursione è alle ore 8.30 presso il bar Excalibur Cafè, con partenza in auto. Successivamente, si raggiungerà un colletto panoramico per poi proseguire lungo la dorsale fino alla croce di Envie (1.307m), il punto più alto del Monte Bracco. Da qui, si scenderà verso la croce Rifreddo (1.209m) e si proseguirà lungo il sentiero fino al rifugio Miravidi.

Costi dell'escursione:

  • 15 € a partecipante per i soci.
  • 18 € per i non soci.
  • Per chi desiderasse diventare socio per l'anno 2020/21, è prevista una quota associativa di 10€.
mappa sentieri Monte Bracco con punti panoramici e rifugi

Il Monte Bracco e Leonardo da Vinci

Passeggiando lungo i sentieri che salgono sul Monte Bracco, sia partendo da Barge che da Paesana, si incontrano paline segnaletiche che indicano il Mombracco, toponimo spesso contratto. Sebbene venga definito "La Montagna di Leonardo", questa denominazione potrebbe essere una forzatura, presupponendo una lunga frequentazione o un rapporto privilegiato che non è storicamente provato.

Tuttavia, è noto che Leonardo da Vinci, nel 1511, menzionò il Monte Bracco in relazione alla sua pietra simbolo: la Quarzite, comunemente conosciuta come "Bargiolina". Questo nome deriva dal versante da cui iniziò l'attività estrattiva del minerale, successivamente estesa anche verso Sanfront. Leonardo ne lodò le qualità, descrivendola come una pietra estremamente dura, bianca e pura quanto il marmo di Carrara, e manifestò un reale interesse, annotando nelle sue trascrizioni la possibilità di ottenerne un campione da uno scultore locale.

Quando Leonardo passò nei pressi di quello che chiamava il Monbracho, la Bargiolina aveva già una lunga storia di utilizzo nell'edilizia. I marchesi di Saluzzo l'avevano impiegata per pavimentare i propri palazzi, preferendo la varietà rosa, più pregiata del "cugino povero" grigio.

illustrazione o foto della pietra Bargiolina, con dettagli sulla sua purezza e durezza

L'estrazione della Bargiolina e l'economia locale

L'attività estrattiva della Bargiolina ha rappresentato per anni una fonte di reddito regolare per gli abitanti della zona, in particolare per coloro che risiedevano alle pendici del monte. Per una cultura prevalentemente contadina, focalizzata sulla sussistenza, questa attività non era affatto trascurabile.

Nel 1930, l'industriale svizzero Richard Hess investì ingenti capitali nell'estrazione di questo prezioso minerale. L'attività raggiunse un tale volume che ben 350 maestranze lavoravano in cava, senza contare coloro che erano impiegati nell'indotto.

Legami storici e leggende sul Monte Bracco

Il profondo legame tra il Monte Bracco e i suoi abitanti è confermato dalla presenza di numerose incisioni rupestri risalenti al Neolitico e dai resti di successivi insediamenti abitativi.

Questo legame è intriso anche di rispetto e, talvolta, di timore. Ancora oggi, non è raro sentire leggende secondo cui il Monte Bracco sia un antico vulcano mai completamente spento. Come prova, si cita la velocità con cui la neve si scioglie dalla sua cima in inverno, mentre rimane presente in pianura. Sebbene suggestiva, questa ipotesi è priva di fondamenti scientifici. Il rapido scioglimento della neve è da attribuire esclusivamente all'esposizione favorevole del versante e a un microclima mite, che non hanno alcuna relazione con magma ed eruzioni.

foto aerea del Monte Bracco con evidenziate le diverse valli circostanti

Leonardo da Vinci e i suoi viaggi oltremontani

Leonardo da Vinci intraprese ben quattro viaggi verso la fine della sua lunga carriera per recarsi oltralpe, meta della sua ultima dimora. Questo fa ipotizzare un itinerario che attraversava il Piemonte. Alcuni storici suggeriscono che il maestro potrebbe aver transitato anche a dorso di mulo attraverso il Buco di Viso. È affascinante immaginare il vecchio maestro incamminarsi verso il Colle delle Traversette.

Questa ipotesi, pur non essendo supportata da carteggi specifici, è plausibile considerando la curiosità di Leonardo da Vinci per le novità e per le realizzazioni che presupponevano abilità tecniche. In questo caso, si fa riferimento al primo traforo delle Alpi.

Leonardo Da Vinci, l'Uomo più Intelligente della Storia Italiana

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