Il Rifugio Monte Vaccaro è situato all’interno del Parco Regionale delle Orobie Bergamasche, in Alta Val Seriana, sopra all’antico centro abitato di Parre, ricco di storia e tradizioni. L’itinerario proposto ci vedrà attraversare le pendici dell’omonimo monte, prima tra boschi dai bellissimi colori autunnali, e poi lungo i tradizionali alpeggi ancora oggi utilizzati dagli allevatori locali.

Descrizione dell'itinerario
La gita, effettuata il 13 Ottobre 2018, si è rivelata un percorso un po’ particolare. Circa il 70% del cammino si svolge su strada asfaltata o cementata, accessibile in auto solo ai residenti o a mezzi autorizzati. A parte alcuni tratti del sentiero 240 che collega le due strade, il resto del percorso è fattibile anche in inverno.
Lasciando l’auto a Parre presso via Pizzo Coca, si scende percorrendo via Pizzo Formico e via Spineto. Arrivati dietro il cimitero, si prende via Monte Trevasco e, una volta giunti alla fine della strada, si imbocca la strada asfaltata privata che sale con numerosi tornanti lungo tutta la dorsale, servendo numerose case ed alpeggi posti sotto la cima della Scala della Forcella. Si sale con pendenza media tra boschetti e pascoli, ammirando il panorama della valle sottostante. Poco prima dell’ultima casa, si lascia la strada per imboccare il sentiero 240 in direzione del Rifugio Vaccaro.
Il percorso sale con leggera pendenza, seguendo la costa orografica della montagna con qualche tratto di sentiero stretto e leggermente esposto, sino ad arrivare sulla costa di destra presso il rifugio Vaccaro. Nonostante la giornata fosse soleggiata, una notevole foschia offuscava la vista sulla valle sottostante. Essendo ancora presto per il pranzo, si decide di salire la costa erbosa sino ad incrociare la strada cementata che arriva da Parre e che sale sino alla baita del Fop.

Ascesa alla cresta del Monte Vaccaro
Giunti poco sopra la Terza Baita dell’Alpe Vaccaro, al bivio, si prende il sentiero 241 in direzione di Ardesio. Il sentiero sale con pendenza bassa sino ad arrivare presso la cresta del Monte Vaccaro, in prossimità di un bivio. A destra, il sentiero 264B scende in direzione di Ardesio, mentre a sinistra si sale al Monte Vaccaro percorrendo tutta la cresta, leggermente esposta verso destra, con una splendida vista sulla valle sottostante.
Purtroppo, la cima era coperta da nuvole basse. Dopo essersi fermati giusto il tempo di scattare alcune foto per celebrare il raggiungimento della vetta, e considerando il freddo di metà ottobre senza sole, si decide di ridiscendere la cresta.
Sosta pranzo e rientro
Tornati presso la Terza Alpe, su un panettone erboso, ci si ferma per il pranzo al sacco e un po’ di meritato riposo sotto il caldo sole autunnale. Una volta riposati e rifocillati, si imbocca la strada di cemento e asfalto che scende con parecchi tornanti in direzione di Parre. Si scende con passo lento per la Seconda e la Prima Alpe, passando vicino al bel Roccolo Alvit. Usciti dal bosco, la discesa prosegue con numerosi tornanti su aperti pascoli, offrendo un bellissimo panorama della piana di Clusone. Davanti, coperto dalla foschia, si intravede a malapena la croce del Pizzo Formico.

Arrivati presso la chiesetta del Monte Alino, si effettua una breve sosta su una panchina panoramica prima di riprendere la discesa lungo la strada, tornando infine presso il parcheggio di partenza.
Informazioni sulla difficoltà e periodo ideale
Difficoltà: Nessuna difficoltà tecnica lungo le due strade asfaltate. Il sentiero 240, che collega le due coste, presenta qualche piccolo tratto stretto e leggermente esposto, ma è facile. Tratti esposti si trovano anche lungo la cresta che sale sulla cima del Monte Vaccaro. In caso di neve, questi due tratti sono consigliati solo ad escursionisti esperti.
Nonostante non sia una meta particolarmente frequentata né molto conosciuta, il Monte Vaccaro racchiude in sé tutte le caratteristiche per non sfigurare al confronto con le più note vette orobiche. È una vetta che sfiora i duemila metri di altitudine, la sua affilata e panoramica cresta ricorda a grandi linee quella del Grem, e i suoi dolci pendii si prestano favorevolmente a scialpinisti e ciaspolatori. Ai suoi piedi, si trova l’appoggio di un curatissimo rifugio, ubicato in un’ampia zona aperta e soleggiata.
In inverno, nella medesima area orobica della Val Seriana, sono sicuramente più rinomate le vette della Presolana, del Timogno, del Monte Pora, del Visolo, del Grem e dell’Arera. Tuttavia, questo “sconosciuto” Monte Vaccaro offre un'esperienza altrettanto gratificante.
2018:02:03 Monte Vaccaro
Alternativa di partenza e percorso invernale
La partenza può avvenire anche da Parre, in Val Seriana, precisamente al termine di via Campella. Dopo una ripida salita, raggiunto l’imbocco della strada agro-silvo-pastorale, è possibile parcheggiare l’autovettura. Proseguendo, ci si inoltra nel bosco e, con moderata pendenza, su un largo sentiero in parte ciottolato, si raggiunge in circa mezz’ora abbondante la chiesa di Sant’Antonio sul monte di Alino. Ora gli spazi si fanno più ampi e aperti sui verdi pascoli prativi.
Imboccando nuovamente la carreggiata asfaltata, si risale con comoda camminata superando alcune abitazioni rurali. A seconda dell’innevamento, si indossano le ciaspole. Superato il bel roccolo tutelato dalla Regione Lombardia, si raggiunge la prima baita (o baita bassa). Si prosegue verso la seconda baita (o baita di mezzo) che già si intravede poco più in alto, mentre alla sinistra si nota l’inconfondibile e ben curato Rifugio Vaccaro. Con maggiore pendenza, si passa alle spalle della seconda baita e, seguendo il tracciato di altri escursionisti, si raggiunge la base del Monte Vaccaro. L’ultimo tratto di cresta è abbastanza affilato e richiede maggior impegno ed attenzione. L’arrivo direttamente con le ciaspole è da valutare a seconda delle condizioni della neve.
