Carabinieri Sciatori: Storia, Formazione e Ruolo nella Sicurezza Montana

L'apertura dei maggiori impianti sciistici della provincia dell'Aquila, in concomitanza con le festività di inizio anno nuovo, ha visto l'impiego di 384 Carabinieri del Comando Provinciale e della componente Forestale in oltre 200 servizi. Questi interventi sottolineano l'importanza del ruolo dei Carabinieri nelle aree montane, specialmente durante la stagione invernale.

Il Ruolo dei Carabinieri sulle Piste da Sci

I Carabinieri che operano sulle piste da sci svolgono un servizio cruciale che va oltre la semplice assistenza e il soccorso. Essi sono impegnati in un'attività di pattugliamento degli ambienti montani, utilizzando sia gli sci sia mezzi appositamente allestiti, al fine di garantire l'ordine e la sicurezza pubblica in zone altrimenti difficilmente accessibili. L'efficacia di questo servizio è testimoniata dalle 46 sanzioni comminate, per un importo complessivo di poco meno di 3200 euro, relative a violazioni quali la mancanza di copertura assicurativa, l'incapacità tecnica e il mancato utilizzo del casco, quest'ultimo obbligatorio per tutti con l'entrata in vigore del relativo decreto legislativo.

Carabinieri in azione sulle piste da sci, con attrezzatura specifica per la montagna e la neve.

Il Centro Carabinieri Addestramento Alpino (CCAA)

Il Centro Carabinieri Addestramento Alpino (CCAA), guidato da un Colonnello o Tenente Colonnello, rappresenta il fulcro della formazione e della specializzazione del personale dell'Arma per le attività in ambiente montano. Il Centro si occupa della formazione degli istruttori militari di sci e alpinismo, nonché di sciatori e rocciatori. Inoltre, è sede di sperimentazione per nuove tecniche di intervento e materiali destinati al servizio.

Storia e Evoluzione del CCAA

Istituito il 20 settembre 1965 come “Scuola Alpina Carabinieri” a Viotte di Monte Bondone (TN), il Centro nasceva per addestrare i Carabinieri all'impiego in ambiente alpino. L'esigenza di avere Carabinieri sciatori era già stata prevista organicamente nel 1922 per le Stazioni alpine e appenniniche. Il 15 ottobre 1968, la Scuola assunse l'attuale denominazione di Centro Carabinieri Addestramento Alpino e si trasferì nella sede di Selva di Val Gardena (BZ).

Un'ulteriore evoluzione si ebbe il 20 maggio 1970 con la costituzione, all'interno del Centro, di una Squadra di Soccorso Alpino specializzata nell'intervento antivalanga. Questa squadra non solo sovrintende all'addestramento delle squadre di soccorso alpino territoriali, ma interviene anche in operazioni su scala nazionale su attivazione del Comando Generale dell'Arma.

Dal 1° gennaio 2017, il Centro passa alle dipendenze dell'Ispettorato degli Istituti di Specializzazione dell'Arma dei Carabinieri. In seguito al decreto legislativo del 19 agosto 2016, n. 177, che ha razionalizzato le funzioni di polizia e assorbito il Corpo Forestale dello Stato, il Centro acquisisce alle proprie dipendenze il Distaccamento Alpino di Auronzo di Cadore (BL). Quest'ultimo si occupa della formazione e dell'aggiornamento del personale addetto al servizio Meteomont, oltre a supportare le attività di rilevamento del settore Meteomont.

Edificio del Centro Carabinieri Addestramento Alpino a Selva di Val Gardena.

La Montagna: Un Ambiente Sfida e Rifugio

La montagna, con la sua natura selvaggia e il suo legame con il cielo, ha da sempre ispirato l'uomo. Che sia una meta turistica, un luogo di fuga dalla frenesia urbana, un rifugio nei tempi di guerra o uno spazio intimo per sportivi, fotografi e scrittori, la montagna rappresenta contemporaneamente un rifugio e un pericolo. È un luogo dove imparare a confrontarsi con i propri limiti, una realtà che i Carabinieri che presidiano questi territori conoscono bene.

Origini Antiche dei Carabinieri di Montagna

La storia dei Carabinieri di montagna affonda le sue radici nell'epoca stessa della nascita dell'Arma, nel 1814. In un piccolo Stato Sabaudo prevalentemente montuoso, emerse subito la necessità di dotare le Stazioni dislocate sulle Alpi di Carabinieri capaci di operare in un ambiente ostile, resistenti ai rigori climatici e alle fatiche delle lunghe perlustrazioni su terreni inospitali. I primi militari venivano scelti tra i nativi delle zone alpine, garantendo una conoscenza innata del territorio. Inizialmente, i mezzi a disposizione erano rudimentali, come racchette e un equipaggiamento speciale per affrontare le intemperie. Molte stazioni erano dotate di cavalli, considerati il mezzo ideale per i servizi perlustrativi.

Un episodio significativo è quello del carabiniere a cavallo Cipriano Gabencel, che il 20 dicembre 1830 salvò una famiglia inglese sorpresa da una tormenta di neve sul Moncenisio.

Con l'unificazione d'Italia e l'ampliamento del territorio nazionale, il numero dei "carabinieri della montagna" aumentò, estendendo la loro presenza alle zone alpine e appenniniche acquisite dallo Stato.

Illustrazione d'epoca di un carabiniere a cavallo in ambiente montano.

Specializzazione e Formazione dei Carabinieri Sciatori

La necessità di una specializzazione organica nel settore fu affrontata nel 1922, quando il Comando Generale dell'Arma istituì i quadri degli sciatori, comprendenti i Carabinieri con addestramento specifico. Questo per adeguare l'operatività alle crescenti esigenze istituzionali, anche in funzione dei mezzi tecnici disponibili.

Nel secondo dopoguerra, con l'incremento del turismo montano, si accentuarono gli impegni operativi dei Carabinieri delle Stazioni alpine e appenniniche nelle operazioni di soccorso. Per assicurare un contingente annuale di sciatori e rocciatori, nel 1965 fu istituita a Monte Bondone (Trento) una Scuola Alpina dell'Arma, che nel 1968 divenne il Centro Carabinieri Addestramento Alpino a Selva Val Gardena.

Dal Centro Carabinieri Addestramento Alpino (CCAA) provengono tutti i "carabinieri della montagna", ovvero sciatori, rocciatori, addetti al soccorso alpino e squadre antivalanga.

Carabinieri Sciatori: Compiti e Formazione

I molteplici compiti assegnati ai Carabinieri sciatori richiedono una formazione diversificata. La preparazione dei Carabinieri impiegati nel soccorso su terreni impervi è differente da quella dei militari impegnati nella vigilanza generale nelle località turistiche invernali.

La formazione si articola attraverso una progressione di corsi:

  • Corso Formativo: I principianti acquisiscono una solida preparazione di base, seguendo la progressione didattica delle scuole italiane di sci della Federazione Italiana Sport Invernali, integrata da esercizi specifici per l'impiego istituzionale.
  • Corso Integrativo e di Abilitazione al Servizio di Soccorso sulle Piste: Destinato ai Carabinieri sciatori che si sono distinti nel corso formativo, questo corso include istruzioni di tecnica sciistica, primo intervento su infortunati, tecniche di trasporto a valle e nozioni teoriche di pronto soccorso. L'obiettivo è formare uno sciatore abile e sicuro, capace di intervenire efficacemente in caso di infortuni e di prestare le prime cure.
  • Corso Sciistico di Qualificazione: Svolto presso il CCAA di Selva Val Gardena, questo corso è riservato ai Carabinieri sciatori che dimostrano elevate capacità tecniche e didattiche, necessarie per ottenere la qualifica di "Istruttore militare".
Carabinieri sciatori durante un addestramento su un pendio innevato.

Carabinieri Rocciatori: Addestramento e Specializzazione

La formazione dei "carabinieri rocciatori" segue un metodo simile a quello degli sciatori, ma con una selezione del personale particolarmente rigorosa. Gli aspiranti devono possedere non solo le qualità tecniche richieste, ma anche una forte volontà, spirito di sacrificio e una predisposizione innata per l'arrampicata e le attività in ambiente roccioso.

L'addestramento è suddiviso in due fasi:

  • Fase Roccia: Prepara il carabiniere alla resistenza, alle lunghe marce e introduce alla tecnica di arrampicata in palestra. Successivamente, gli allievi applicano le nozioni apprese su cordate reali, affrontando placche, camini, diedri e fessure. Al termine di questa fase, gli allievi sono abilitati alle funzioni di 1° di cordata.
  • Fase Ghiaccio: Questa fase si distingue nettamente dalla precedente per i mezzi di dotazione (chiodi a succhiello, ad U, piccozza, ramponi) e per le tecniche di addestramento. La preparazione si concentra sulla conoscenza dettagliata della neve e dei ghiacci, sul senso di equilibrio e sull'analisi delle caratteristiche del terreno. Viene posta particolare cura nell'addestramento alla tecnica di arrampicata sul ghiaccio, agli esercizi di movimento di gruppo e al soccorso su ghiaccio, con un focus prioritario sulla tecnica di recupero dai crepacci.

I Carabinieri rocciatori abilitati confluiscono nelle rispettive "squadre di soccorso alpino". I migliori tra loro possono frequentare corsi di qualificazione per diventare istruttori.

Carabinieri rocciatori durante un'esercitazione su una parete rocciosa.

Squadre Antivalanga

L'attività delle squadre antivalanga è duplice: prevenzione e soccorso ai travolti. Molte Stazioni Carabinieri di montagna svolgono compiti giornalieri di rilevamento dati in località a rischio valanghe. L'Arma è attiva anche nella bonifica di zone pericolose, e la squadra antivalanga del CCAA di Selva Val Gardena utilizza esplosivi per ridurre il rischio.

Squadre di Soccorso Alpino

Istituite nelle località ad alta frequentazione alpinistica, queste squadre intervengono tempestivamente, sia autonomamente sia in collaborazione con le stazioni del CAI, per la ricerca e il recupero di persone disperse, infortunate o incrodati in roccia. Oltre al contributo tecnico, le squadre svolgono attività di polizia giudiziaria, fornendo rapporti dettagliati e effettuando rilievi sui luoghi teatro di eventi.

Sezione Sport Invernali

La Sezione Sport Invernali, costituita nel 1968 e organicamente inserita nel CCAA, riunisce i militari con le migliori doti fisiche, atletiche e tecnico-agonistiche. L'attività sportiva non è fine a sé stessa: durante allenamenti e competizioni, gli atleti sperimentano nuovi materiali e equipaggiamenti, contribuendo al miglioramento delle dotazioni dei Carabinieri in servizio nelle Stazioni.

Atleti della Sezione Sport Invernali dei Carabinieri durante una competizione.

Carabinieri Sciatori in Azione: Esempi Operativi

L'impegno dei Carabinieri sciatori si estende a diverse aree del territorio nazionale. A Ventasso (Reggio Emilia), ad esempio, con l'apertura della stagione sciistica, i Carabinieri sciatori della stazione di Collagna e Ramiseto, dotati anche di motoslitta, sono tornati sulle piste per garantire la sicurezza degli appassionati di sport invernali. Dal 12 dicembre, questi militari qualificati vigilano sul rispetto delle regole, intervengono in caso di incidenti per ricostruirne la dinamica e accertare responsabilità, e prestano opera di soccorso e salvataggio.

I Carabinieri sciatori reggiani hanno già effettuato diversi interventi, utilizzando anche la potente motoslitta in dotazione per raggiungere e soccorrere persone in difficoltà o sciatori infortunati. La stagione sciistica a Cerreto Laghi si svolge in condizioni ottimali grazie alle temperature rigide e all'innevamento artificiale, con i Carabinieri sciatori impegnati quotidianamente per garantire sicurezza e vigilanza, in collaborazione con il personale della Croce Rossa.

Motoslitta dei Carabinieri in azione su un pendio innevato.

Normativa e Sicurezza sulle Piste da Sci

I Carabinieri informano che dal 1° gennaio 2022 è entrato in vigore il Decreto Legislativo nr. 40 del 28.2.2021, recante misure in materia di sicurezza nelle discipline sportive invernali, che introduce diverse novità:

  • Obbligo del casco: Esteso fino ai 18 anni (precedentemente 14 anni).
  • Assicurazione per responsabilità civile: Introdotto l'obbligo di avere un'assicurazione per danni o infortuni causati a terzi.
  • Regole di precedenza: Negli incroci, la precedenza non è più data a chi viene da destra, ma gli sciatori devono modificare la propria traiettoria e ridurre la velocità per evitare contatti con altri sciatori.
  • Divieti: È vietato percorrere le piste con le racchette da neve (o a piedi) e risalire le piste con gli sci ai piedi.
  • Sci in stato di ebbrezza o sotto effetto di stupefacenti: Vietato sciare in stato di ebbrezza o sotto l'effetto di sostanze tossicologiche.

Le sanzioni per le infrazioni sono state aumentate. In caso di sciata "incapace" su pista nera o sciata sotto l'effetto di alcol o droghe, le sanzioni vanno da 250 a 1.000 euro. Le novità riguardano anche coloro che praticano attività fuori pista, con o senza sci.

Regole Fondamentali per gli Sciatori

  • Attraversamento e Incrocio: Lo sciatore che si immette su una pista o attraversa un terreno di esercitazione deve assicurarsi, tramite controllo visivo a monte e a valle, di poterlo fare senza pericolo per sé e per gli altri.
  • Sosta: Evitare di fermarsi sulle piste, specialmente nei passaggi obbligati e senza visibilità, se non in caso di assoluta necessità.
  • Salita: Chi risale la pista deve procedere ai bordi di essa ed è tenuto a discostarsene in caso di cattiva visibilità.

Servizio MeteoMont dei Carabinieri Forestali

I Carabinieri sono presenti capillarmente nelle zone di montagna, anche grazie alle competenze scientifiche e alle tecnologie a disposizione. Il servizio MeteoMont, garantito dai Carabinieri Forestali, offre aggiornamenti costanti su bollettini, eventi nivologici e monitoraggio di fenomeni meteorologici, valanghe e manto nevoso. Le informazioni sono accessibili tramite il sito web www.meteomont.carabinieri.it e un'app dedicata per dispositivi mobili.

METEOMONT: INFO BOLLETTINO VALANGHE

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