La Marmolada, purtroppo deturpata da una funivia che raggiunge quasi la vetta (q. 3270) e dagli interventi secondari causati da quest'opera primaria, rimane una montagna di rara bellezza. Tuttavia, preferiamo avvicinarci e ammirarla in modo più discreto, mantenendo una certa distanza dagli inconvenienti del turismo moderno, cogliendo l'occasione per allontanarci dalla "pazza folla" e percorrere un itinerario relativamente fuori mano.
Accesso al Bivacco Dal Bianco
La grande parete sud della Marmolada si estende per quasi 6 chilometri di lunghezza e raggiunge un'altezza fino a 900 metri. Partendo da Malga Ciapèla, si segue il sentiero n. 684 verso ovest, in direzione della Forca Rossa. Al termine del Gran Pian, si incontra la mulattiera n.610. Piegando lungo quest'ultima e superando un gradone roccioso, si giunge a Malga Ombretta (m 1904). Qui si rimane letteralmente ipnotizzati dalle lisce lastronate alte 900 metri, che caratterizzano la Marmolada di Ombretta e il Piz Seràuta.
Continuando lungo un ripiano, si raggiunge il Rifugio Falièr (m 2074), situato a circa 2 ore e 15 minuti di cammino. Questa accogliente struttura del CAI, aperta dal 20 giugno al 30 settembre, offre un servizio di alberghetto e gode di una posizione incantevole. A nord incombe la maestosa Marmolada, mentre alle spalle (a sud) si apre il severo Vallone di Ombrettòla, con un piccolo ghiacciaio e i solitari massicci del Monte Fop e del Sass de Valfrèda.
Dal rifugio, l'itinerario prosegue con una lunga salita nel Vallone di Ombretta. Dopo circa 2 ore di continua ascesa, si giunge alla sella ghiaiosa del Passo di Ombretta (m 2768). Nelle vicinanze, verso sud, sorge il Bivacco Dal Bianco, che offre 9 posti letto in caso di maltempo. Il pernottamento in bivacco è generalmente riservato agli scalatori impegnati sulla parete.
Informazioni sul Parcheggio e Pericoli
Il punto di partenza per questa escursione è un parcheggio situato lungo la SP29, appena a valle del km 19.5, in corrispondenza di una curva. Questo parcheggio è conosciuto localmente come "Eistil Boden".
L'itinerario è sostanzialmente sicuro, a patto di osservare le consuete precauzioni. Tuttavia, è necessario prestare particolare attenzione in caso di nebbia o scarsa visibilità, poiché l'orientamento sui pendii oltre il limite del bosco può risultare difficile.

Ciaspolata al Monte Gabler
La salita alla vetta del Monte Gabler, pur essendo ricca di soddisfazioni, richiede abnegazione, tenacia e costanza. L'ascesa non è affatto banale, e la sua descrizione risulta particolarmente impegnativa dato che le condizioni della neve possono alterare le tracce da seguire.
Si segue la traccia contrassegnata dal segnavia 10. Dopo circa 30-40 minuti, si raggiunge una radura soleggiata dove si trovano il Rifugio Edelweiss e l'Halsl. Da qui, è necessario seguire le indicazioni estive per il Rifugio Schatzer. In alternativa, è possibile tagliare "dritto per dritto" i vari pendii a nord della radura.
Continuando lungo la linea del 14, con possibili scorciatoie, si raggiungono due baite. In questo punto, lo sguardo si apre sulle Dolomiti orientali, permettendo di riconoscere la Croda Rossa e la Montejela de Sennes.
Panorama dalla Vetta
La soddisfazione panoramica, sia durante l'ascesa che una volta raggiunta la vetta, è incredibile. L'intera catena delle Odle chiude l'orizzonte a meridione, e si intravedono soltanto le vette che cingono l'Alpe di Siusi. Il Sass de Putia domina l'intera ciaspolata e sembra confondersi con le Dolomiti che segnano il confine tra la Val Badia e l'Ampezzano.
A nord, si ammira un'infinità di cime vicine al confine con l'Austria, tra cui spiccano il Tribulaun di Fleres e il Gran Pilastro. A sud-ovest, è possibile scorgere le Dolomiti di Brenta e i ghiacciai del gruppo Adamello - Presanella.

Varianti di Percorso e Risorse Utili
Abbiamo descritto una possibile via di accesso alla vetta del Monte Gabler. Durante le nostre precedenti escursioni, abbiamo notato diverse tracce che salgono in modo più diretto dai dintorni del Rifugio Schatzer o appena a est del profondo avvallamento (o spaccatura) che si apre ai piedi del Gabler.
Per una consultazione più dettagliata del percorso, è possibile fare riferimento alla mappa Kompass, da utilizzare esclusivamente come riferimento.
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