Lo sci alpinismo è un'attività straordinaria ma intrinsecamente rischiosa. È essenziale disporre dell'equipaggiamento appropriato, conoscere il territorio e l'itinerario scelto, e avere informazioni aggiornate sulle condizioni meteorologiche e della neve. Valuta attentamente la difficoltà del percorso e l'equipaggiamento richiesto. Se hai bisogno di consulenza, rivolgiti alle Guide Alpine. Ti guideranno nei primi passi tecnici e nell'affrontare le montagne in modo sicuro.

Descrizione Generale delle Gite di Sci Alpinismo
Le gite di sci alpinismo offrono l'opportunità di esplorare luoghi solitari e tranquilli, lontani dalla folla delle piste battute. Sono un'occasione per vivere momenti particolari, a stretto contatto con la natura, addentrandosi in luoghi suggestivi fatti di boschi, valli e pendii innevati. La discesa è una componente fondamentale di ogni gita di sci alpinismo.
La scelta della meta di una gita di sci alpinismo viene definita alcuni giorni prima, in base alle condizioni nivo-meteorologiche del momento, per trovare condizioni sicure e bella neve. Le aree tipicamente interessate comprendono le Orobie bergamasche, il Bresciano, la Valtellina, l'Ossola o la Valle d'Aosta.
La quota per la gita di sci alpinismo solitamente non comprende i trasferimenti in auto e gli eventuali impianti di risalita. Prima di partire, è fondamentale ricordare che la montagna sa regalare emozioni uniche, ma va affrontata con consapevolezza.
SCIARE IN MONTAGNA - Episodio 2
Preparazione e Sicurezza
Lo sci alpinismo richiede una preparazione accurata per garantire la sicurezza. È essenziale disporre dell'equipaggiamento appropriato, conoscere il territorio e l'itinerario scelto, e avere informazioni aggiornate sulle condizioni meteorologiche e della neve.
Prima di ogni gita di sci alpinismo, è imperativo controllare le previsioni meteo e il bollettino neve e valanghe. Assicurati di avere con te l'attrezzatura di sicurezza: ARTVA, pala e sonda.
Classificazione delle Difficoltà nello Sci Alpinismo
Il problema della classificazione delle difficoltà scialpinistiche ha origini lontane e ha sempre suscitato dibattiti e perplessità. Sebbene sia relativamente semplice misurare l'inclinazione di un pendio, la valutazione globale della difficoltà di un itinerario scialpinistico è inevitabilmente più complessa.
Scale di Valutazione Storiche e Attuali
Il primo sistema di valutazione delle difficoltà scialpinistiche risale alla fine degli anni '40, introdotto dal francese Gérard Blachère. Questo sistema includeva categorie come:
- MS: Medio Sciatore - In grado di curvare su pendenze medie inferiori a 25°.
- OS: Ottimo Sciatore - Senza ulteriori precisazioni.
- A: Alpinista - Indica un itinerario con difficoltà di carattere alpinistico che richiede l'uso di corda, piccozza o ramponi, o l'attraversamento di ghiacciai crepacciati, pendii ripidi, ecc.
Negli anni '80, la scala delle difficoltà è stata riesaminata per riflettere l'evoluzione del livello medio degli itinerari di sci alpinismo. È stata ripresa la Scala UIAA utilizzata in alpinismo, messa a punto negli anni '20 dal tedesco Willo Welzenbach. La Scala Alpina viene mantenuta per indicare le difficoltà della salita, con una valutazione globale che comprende diversi parametri, tra cui la difficoltà tecnica della discesa in sci.
La valutazione generale di un itinerario è un dato indicativo, ma permette di classificare le gite realizzate in condizioni standard.
Parametri di Valutazione
- Difficoltà tecnica della discesa in sci: è il parametro più importante.
- Pericoli diretti: rischio di caduta di pietre, seracchi, ecc.
- Pericoli indiretti: ostacoli che rendono più gravi le conseguenze di una caduta, come seraccate, salti rocciosi, crepacci, o la ridotta larghezza di un couloir.
- Fattori che influenzano il morale dello sciatore: soleggiamento del pendio, esposizione.
Scala "Toponeige"
La scala "Toponeige" è una valutazione più recente e si articola su diversi livelli e gradazioni per una maggiore precisione:
- Livello 1: Pendii molto semplici e larghi con passaggi singoli mai superiori ai 30° e esposizione nulla.
- Livello 2: Pendii senza difficoltà tecniche e nessun passaggio raggiunge i 35°.
- Livello 3: Grado di entrata nello sci alpinismo vero e proprio.
- Livello 4: Sci di canale o sci ripido classico.
La scala di valutazione dell'esposizione si suddivide in 4 livelli, da E1 (nessun grosso ostacolo, esposizione data dal pendio) a E4 (presenza di barre rocciose o ghiacciate molto alte o multiple, con impatto violento sicuro).
È importante notare che queste valutazioni si suppongono stabilite in condizioni di neve favorevoli. Le condizioni meteorologiche e il tipo di neve possono complicare significativamente la difficoltà di un itinerario.

Esempi di Itinerari Sci Alpinistici
Di seguito sono presentati alcuni esempi di itinerari scialpinistici, con descrizioni dettagliate dei percorsi di salita e discesa.
Itinerario 1: Val Vezzola
La Val Vezzola è un piccolo paradiso incontaminato, sia a livello paesaggistico che ambientale. Da Sant'Antonio di Scianno si segue una bella stradina che sale con lieve pendenza nel bosco, arrivando alle prime baite dell'Alpe Gattonino. Si prosegue seguendo la stradina al margine basale dell'ampia zona prativa fino ad incrociare la strada pianeggiante che collega Cancano con Arnoga (Decauville). Da qui, con una lunga diagonale verso sinistra, si arriva a Vezzola, posta al limite del bosco. Su terreno aperto si prosegue verso nord, valicando una stretta valletta e arrivando poco dopo ad una baita isolata. Si sale nelle vicinanze e si continua verso nord fino a superare un ultimo breve pendio alla Bocchetta di Trela.
Itinerario 2: Vallaccia Corta
La Vallaccia Corta offre sempre bella neve in qualsiasi condizione, essendo abbastanza riparata dal vento. Dal posteggio sulla destra, appena superate le due gallerie sulla strada del Foscagno, si attraversa la strada e si inizia a salire parallelamente alla statale, ma a ridosso del vallo esistente. Si può partire anche un tratto più avanti, in prossimità di una semicurva della strada verso destra. Si prosegue in direzione sud-ovest entrando nella Vallaccia Corta. Superato un breve tratto ripido, ci si porta su un ampio pianoro alla sinistra del torrente. Superato il tratto pianeggiante, ci si porta alla destra del torrente e, seguendo un'accennata valletta ripida verso ovest, si raggiunge un ampio falsopiano al centro della vallata.
Itinerario 3: Cima Piazzi
Una bella scialpinistica di notevole sviluppo che si svolge per buona parte dell'itinerario in un bellissimo bosco, intervallato da suggestive radure con caratteristiche baite in legno. All'uscita del bosco si arriva all'alpe Prei da dove si può ammirare il meraviglioso ed imponente versante settentrionale della Cima Piazzi. Si continua arrivando in prossimità della chiesina di San Colombano e, contornando le piste da sci del comprensorio, si giunge in breve alla vetta, dove un ampio panorama sulla Valdidentro coglie di sorpresa.

Itinerario 4: Mulàz
Il Mulàz è una delle cime sciisticamente più interessanti delle Alpi Orientali, specie per le difficili discese che si sviluppano sul versante Nord-orientale. Partenza: parcheggio all’imbocco della Val Venegia (1675 m). Descrizione itinerario di salita: dal parcheggio si percorre la strada forestale sul fondovalle, generalmente battuta, per circa 5 km fino al Pian della Vezzana. Lasciata sulla destra la strada che continua verso Baita Segantini, si sale lungo l’ampio vallone che separa il massiccio del Mulàz dalla catena settentrionale delle Pale fino a raggiungere il Passo del Mulàz (2619 m). Descrizione itinerario di discesa: dalla cima si percorre, in senso inverso, l’itinerario di salita fino al Passo del Mulàz. Dal passo, anziché scendere sul versante Ovest lungo l’itinerario di salita, si scende sul lato Nord-est sul versante Val Biois, raggiungendo in breve il Rifugio Mulàz (2571 m). Ci si porta quindi sui pendii morenici che caratterizzano il versante settentrionale delle Cime di Focobon lungo i quali, senza percorso obbligato e costeggiando i Campanili dei Lastei, si raggiunge l’ampio versante sovrastante Casera Focobon. Giunti quasi alla base del versante, mantenendosi in destra orografica, si percorre un tratto con scarsa pendenza che conduce all’imbocco del canale percorso dal torrente Focobon, che si fa via via più stretto ed irregolare (la difficoltà di questo tratto dipende dalle condizioni di innevamento e dallo stato degli accumuli da valanghe).
Itinerario 5: Gran Cima
Dal villaggio Crest (1979 m) si segue la carrozzabile sulla destra orografica della valle che conduce all’abitato Cuneaz. Continuare sempre nella medesima direzione sino ad imboccare un ponticello, oltre il quale si perviene al Villaggio di Pian Long (2176 m). Passare sulla destra l’imponente bastionata rocciosa sovrastante e quindi continuare lungo il vallone sino al lago Perrin. Svoltare ad Est e salire la valle sino ad un caratteristico colletto. Piegare quindi a sinistra e, togliendo gli sci, raggiungere la cresta che conduce in punta alla Gran Cima. In caso di neve scarsa è possibile raggiungere lo stesso punto tenendosi nel fondo del vallone lungo il torrente.
Itinerario 6: Mont Blanc du Créton
Dalla cava di Vofrède 1950 m puntare in direzione Ovest e con percorso non obbligato portarsi nell’evidente canalone situato alla base del Mont Blanc du Créton. Risalirlo sino a dove si restringe, quindi svoltare a sinistra scavalcando la morena. Salire il secondo canalone sino alla base della parete rocciosa del Mont Rous, quindi svoltare a destra e costeggiando la cresta portarsi alla base dello stretto canalino dove vengono lasciati gli sci. Portarsi in cresta e seguendone il filo in direzione nord, raggiungere la cima.
Itinerario 7: Rascias
Dal parcheggio (1870 m) a Monte di Estoul iniziare a salire il rado bosco in direzione nord-east. Raggiungere il centro vallata e quindi portarsi sulla destra o sinistra orografica del torrente Chamen, a seconda delle condizioni di innevamento. Seguirlo sino ai laghi di Estoul 2450 m. Puntare quindi a nord-Ovest in direzione della cima e, aggirando alcune balze, salire l’evidente e ripido canalino che porta al colletto. Raggiungere, in breve, la vetta a piedi. Discesa: seguire l’itinerario di salita.
Itinerario 8: Vascoccia
Salire in direzione Ovest sino a raggiungere gli alpeggi di Souda 1970 m e successivamente piegare in direzione nord-ovest. Costeggiare per un piccolo tratto le piste di sci per poi portarsi agli alpeggi Vascoccia 2254 m lungo la traccia della carrozzabile. Raggiungere quindi l’evidente colle di Vascoccia e da qui, in pochi minuti, la cima. In discesa è possibile scendere direttamente nel vallone senza passare dal colle.
Itinerario 9: Arsine
Seguire le tracce della carrozzabile in direzione nord-est sino agli alpeggi di Arsine 1837 m. Svoltare a destra ed inoltrarsi lungo la stradina pianeggiante nel rado bosco sino a raggiungere le baite di Francou 2025 m. Continuare nella medesima direzione sino all’uscita del bosco. Seguendo la lunga ed ampia dorsale, raggiungere la cresta finale ed in breve, a piedi, guadagnare la cima.
Itinerario 10: Dailley
Da Dailley 1478 m, iniziare a salire lungo la poderale, oppure tagliando nel rado bosco dove è possibile, sino agli alpeggi Romparein 1870 m. Continuare la salita in direzione est attraversando ampi prati e raggiunte le tracce del sentiero estivo, seguirlo sino alle baite di Champchenille 2168 m. Salire tenendosi sulla sinistra del maestoso pendio finale e seguire la cresta per il tratto finale sino alla vetta.
Itinerario 11: Col Collon e Col d'Èvêque
1° giorno: Dalla diga di Pace Moulin 1968 m seguire la strada carrozzabile posta sul lato destro orografico sino alla Cappella La Lé. Qualche metro dopo, svoltare a sinistra e seguire l’evidente sentiero che attraversa il torrente su di un nuovo ponte in legno, quindi attraversare il bosco sino ad immettersi nella comba d’Oren. Continuare lungo il fondovalle passando vicino alle baite La Garda 2211 m ed in seguito risalire le morene sino al Plan d’Gan. Svoltare a destra e per corti canalini portarsi ai pianori che precedono il rifugio Nacamuli-Collon (2828 mt, 3:30h). 2° giorno: Scendere leggermente e attraversare sul lato sinistro della vallata e con percorso non obbligato raggiungere l’ampio Col Collon 3114 m. Proseguire per qualche minuto in piano quindi svoltare nettamente sulla sinistra tenendosi sulla sinistra del ghiacciaio d’Arolla. Aggirare piccoli crepaci puntando l’evidente Col d’Èvêque 3392 m. Svoltare ancora a sinistra e seguendo la dorsale e successivamente la cresta portarsi alla vetta 3525 m. Gli ultimi metri vanno affrontati a piedi e con i ramponi.
Itinerario 12: Crête Sèche e Colle del Gelé
1° giorno: Da Ruz salire i primi due tornanti della poderale sino al primo alpeggio, quindi traversare a destra e risalire l’ampio ed evidente pendio sino ad incrociare nuovamente la poderale. Continuare la salita a destra dell’evidente dorsale sovrastata da numerosi paravalanghe, dapprima nel bosco e poi per canaloni aperti. Raggiungere il rifugio Crête Sèche 2410 m, ben visibile perché situato al termine della morena. 2° giorno: Continuare tenendosi sulla destra del vallone, prestando attenzione all’ultimo e ripido pendio che porta al bivacco Spataro 2600 m. Attraversare la grande spianata chiamata “Plan de la Sabla” portandosi al suo termine tutto a sinistra. Imboccare il sempre più ripido canale incassato tra due pareti di roccia che conduce alla base del ghiacciaio. Risalire i facili pendii sovrastanti e con percorso non obbligato raggiungere l’evidente colle del Gelé 3144 m. Svoltare a destra e, tenendosi sul versante ovest, con un lungo traverso alla base delle rocce del Mont de la Balme, raggiungere la cima. Gli ultimi 50 mt solitamente vengono affrontati a piedi per facili roccette.
